La degenerazione squadristica di giovani ebrei filoisraeliani: minacce e aggressioni in nome di una supposta autodifesa
Un editoriale denuncia l'importazione della guerra mediorientale in Italia, con episodi di violenza e omertà, mentre la comunità ebraica si spacca tra estremisti e dissidenti.

ITALY —
I fatti
- Il 25 aprile 2026 un ebreo fascista spara contro un raduno antifascista dell'Anpi a Milano.
- L'autore dell'editoriale, Gad Lerner, riceve un messaggio WhatsApp minatorio dopo aver pubblicato un appello contro la pulizia etnica a Gaza.
- L'Ucei ha riesumato la Brigata Ebraica a più di sessant'anni dagli eventi per fomentare un separatismo ebraico nelle celebrazioni del 25 aprile.
- Il Palestine Regiment, precursore della Brigata Ebraica, includeva arabi ed ebrei che combatterono insieme contro nazifascisti in Nordafrica.
- L'autore denuncia una coltre di omertà da parte delle forze dell'ordine di fronte agli episodi di violenza a Roma.
- Il Viminale ha offerto protezione all'autore dopo le minacce ricevute, ma lui ha rifiutato.
- La maggior parte degli ebrei italiani rifiuta l'estremismo dei giovani violenti, secondo l'editoriale.
Un attacco a un raduno antifascista scuote la comunità ebraica italiana
Il 25 aprile 2026, durante il raduno antifascista dell'Anpi a Milano, un uomo di origine ebraica ha aperto il fuoco, ferendo alcuni partecipanti. L'aggressore, descritto come un 'ebreo fascista', si sarebbe sentito un 'guerriero d'Israele' nel compiere l'attacco. L'episodio ha suscitato sconcerto e tristezza infinita tra gli ebrei dissidenti, che vedono in questo gesto un capovolgimento della storia. L'autore dell'editoriale, che ha scelto di rimanere anonimo, ha dichiarato: 'Non avrei mai immaginato che si arrivasse fino a dover provare questa vergogna'. L'attacco è avvenuto in un clima di tensione crescente, alimentato dall'importazione del conflitto mediorientale nel dibattito pubblico italiano.
La degenerazione squadristica e la sindrome di accerchiamento
Da tempo, denuncia l'editoriale, si assiste a una degenerazione squadristica di elementi che, in nome di una supposta autodifesa, minacciano e aggrediscono nelle scuole e per strada chi individuano come nemico di Israele. Questa violenza è alimentata dall'ideologia della destra israeliana del 'soli contro tutti' e di un 'antisemitismo eterno' che prescinde dai crimini perpetrati da Israele. L'importazione della guerra mediorientale ha propagato nelle comunità ebraiche una sindrome di accerchiamento, che neppure i rapporti privilegiati col governo di destra sono riusciti a circoscrivere. Leader irresponsabili hanno sospinto al fanatismo questi giovani, mentre di fronte ai numerosi episodi di violenza a Roma è stata calata una coltre di omertà, anche da parte delle forze dell'ordine.
Minacce e protezione rifiutata: la voce dei dissidenti
L'autore dell'editoriale, che fa parte degli ebrei dissidenti dai vertici comunitari, ha ricevuto minacce dopo la pubblicazione di un appello intitolato 'No alla pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania'. Il Viminale lo ha avvertito che, visto il clima, avrebbe avuto bisogno di protezione, ma lui ha rifiutato. 'Dopo tante minacce ricevute da fascisti e da qualche leghista, figuriamoci se mi facevo intimidire da costoro', ha dichiarato. Riporta testualmente un messaggio WhatsApp ricevuto martedì notte, poche ore prima dell'arresto di Eitan Bondì: 'Gad, ma ti pagano o fai uso di droga? Nella Brigata Ebraica vi erano degli arabi? Ma ti sei bevuto il cervello? Stai istigando all'odio contro gli ebrei con revisionismo della storia. I palestinesi erano alleati di Hitler'. L'autore evita di rivelare il nome del mittente, definendolo 'aggressivo quanto ignorante'.
La Brigata Ebraica e il Palestine Regiment: storia e strumentalizzazioni
L'editoriale ricorda che la Brigata Ebraica, sbarcata in Puglia solo nel marzo del 1945, è stata riesumata dall'Ucei a più di sessant'anni dagli eventi, allo scopo di fomentare un separatismo ebraico nelle celebrazioni del 25 aprile, che solidarizzavano con i palestinesi dei territori occupati da Israele. Tuttavia, due anni prima della sua costituzione nel 1944 in Nordafrica, il Palestine Regiment, in cui erano arruolati insieme arabi ed ebrei del mandato britannico, aveva combattuto in Nordafrica contro le armate nazifasciste. Questa storia di collaborazione tra arabi ed ebrei viene contrapposta alla retorica attuale che dipinge i palestinesi come 'alleati di Hitler'. L'autore sottolinea l'ignoranza di chi invia messaggi minatori, citando fatti storici che smentiscono la narrazione divisiva.
La spaccatura nella comunità ebraica italiana
L'editoriale evidenzia una profonda spaccatura all'interno della comunità ebraica italiana. Da un lato, i vertici comunitari si sono trasformati in portavoce acritici delle guerre d'Israele, dall'altro, una minoranza di ebrei dissidenti rifiuta l'estremismo e la violenza. La maggior parte degli ebrei italiani, secondo l'autore, condanna gli atti squadristici, ma si sente messa in ombra dalla minoranza aggressiva. Anche gli ebrei dissidenti vengono fatti oggetto di minacce, non solo verbali. L'autore riceve minacce da fascisti e leghisti, ma anche da giovani ebrei radicalizzati. La situazione è aggravata dall'omertà delle forze dell'ordine, che non intervengono contro i violenti, facendoli sentire benvoluti all'interno delle comunità.
Le conseguenze e le prospettive future
L'attacco del 25 aprile 2026 rappresenta un punto di non ritorno per la comunità ebraica italiana. L'importazione del conflitto mediorientale ha portato a una radicalizzazione che rischia di degenerare ulteriormente. L'autore si chiede quale sarà la reazione delle istituzioni e della società civile di fronte a questi episodi. L'ombra dell'antisemitismo eterno e della brutalità necessaria, propagata dalla destra israeliana, continua a influenzare i giovani. La speranza è che la maggioranza silenziosa degli ebrei italiani riesca a far sentire la propria voce, rifiutando l'estremismo e promuovendo un dialogo basato sulla storia e sulla memoria condivisa.
In sintesi
- Un ebreo fascista ha sparato contro un raduno antifascista dell'Anpi il 25 aprile 2026 a Milano, ferendo partecipanti.
- L'editoriale denuncia una degenerazione squadristica di giovani ebrei filoisraeliani che aggrediscono in nome dell'autodifesa.
- L'autore ha ricevuto minacce dopo aver pubblicato un appello contro la pulizia etnica a Gaza, ma ha rifiutato la protezione del Viminale.
- La Brigata Ebraica è stata strumentalizzata dall'Ucei per fomentare separatismo, ignorando la storia del Palestine Regiment multietnico.
- La comunità ebraica italiana è spaccata tra estremisti violenti e dissidenti che chiedono pace e dialogo.
- Le forze dell'ordine hanno coperto gli episodi di violenza a Roma, favorendo l'impunità degli aggressori.





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