Antonello Piroso: «I miei genitori non sono morti di Covid, ma di solitudine in RSA»
Il giornalista si confessa a 'Ciao Maschio' e racconta il dolore per la perdita del padre e della madre a quindici giorni di distanza durante il lockdown, e il rimpianto per un perdono arrivato troppo tardi.

ITALY —
I fatti
- Antonello Piroso ospite di Nunzia De Girolamo a 'Ciao Maschio'
- I genitori morti a 15 giorni di distanza in RSA durante il lockdown (aprile e maggio 2020)
- Piroso: 'I miei non sono morti di Covid. Sono morti di solitudine'
- Definisce le RSA 'residenze senza aspettative, se non quella di passare dall'altra parte'
- Ha perdonato il padre 'troppo tardi' dopo un rapporto difficile durante l'infanzia e l'adolescenza
- Piroso: 'Non ho mai alzato la mano su mio figlio, neanche su Lucia'
- Interrompeva le relazioni per paura che lo facessero le sue fidanzate
Un addio consumato nel silenzio del lockdown
Antonello Piroso ha perso entrambi i genitori nell'arco di quindici giorni, tra l'aprile e il maggio del 2020, mentre l'Italia era paralizzata dal lockdown per la pandemia di Covid-19. Il giornalista, ospite di Nunzia De Girolamo nel programma 'Ciao Maschio', ha raccontato senza filtri il dolore per quella doppia perdita, avvenuta in una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA). Secondo Piroso, a uccidere i suoi cari non è stato il virus che in quei mesi flagellava il Paese, ma una condizione umana e psicologica insostenibile. «I miei non sono morti di Covid. I miei sono morti di vecchiaia da un punto di vista, ma anche sicuramente di solitudine», ha dichiarato con amarezza. La descrizione della struttura è impietosa: «L'RSA è una residenza senza aspettative, se non quella di passare dall'altra parte». Un ritratto che solleva interrogativi sulla gestione delle case di riposo durante l'emergenza sanitaria, quando le visite dei familiari erano vietate e molti anziani sono morti nell'isolamento più totale.
Il rimpianto per un rapporto mai costruito
Al centro della riflessione del giornalista c'è il libro dedicato alla figura paterna, un'opera che prova a dare un nome a quello che lui stesso definisce un «amore disperato». Piroso ha descritto un rapporto mancato per gran parte della sua esistenza: dall'infanzia all'adolescenza, un vuoto che lo ha costretto a crescere senza una guida maschile di riferimento. «Non abbiamo avuto un rapporto quando io ero bambino, ragazzo, adolescente e quindi mi sono arrabbattato da solo nella vita», ha raccontato. Il tentativo di riconciliazione, cercato negli anni della maturità, si è scontrato con l'inesorabilità del tempo. «Si dice sempre: le cose che posso fare domani le farò domani perché tanto c'è tempo. Poi di colpo il tempo non c'è più», ha aggiunto con un senso di rimpianto. Il perdono è arrivato tardi, con fatica. «L'ho perdonato perché l'ho capito a fatica. L'amore è disperato perché l'ho capito troppo tardi», ha confessato Piroso, collegando quella ferita antica a una paura che ha attraversato anche le sue relazioni sentimentali: «Io interrompevo le mie relazioni per paura che lo facessero le mie fidanzate».
La violenza in famiglia e la scelta di non replicarla
Nel corso dell'intervista, Piroso ha affrontato anche un capitolo molto delicato del suo libro: la violenza vissuta in famiglia e il rapporto con un padre difficile. Interrogato da Nunzia De Girolamo su quanto quella ferita abbia condizionato la sua vita affettiva, il giornalista ha chiarito di non aver replicato quei comportamenti. «Io non ho mai alzato la mano su mio figlio, neanche su Lucia», ha affermato con decisione. Una dichiarazione che segna una netta cesura con il passato e che evidenzia la volontà di interrompere un ciclo di violenza. La riflessione si è poi spostata sul tema del perdono, arrivato tardi e con fatica. Piroso ha spiegato di aver capito il padre solo in età adulta, quando ormai il tempo per un vero dialogo era scaduto. Un monito sulla fragilità delle occasioni perdute e sulla convinzione che ci sia sempre un domani per rimediare, finché improvvisamente il tempo si esaurisce.
Il senso di colpa per una fine diversa
Uno dei passaggi più dolorosi dell'intervista riguarda il senso di colpa profondo che Piroso prova per non aver potuto garantire ai genitori un finale diverso. «Assolutamente sì. Avrei preferito un'altra fine anche per loro», ha confessato, ammettendo il peso della vecchiaia ma ribadendo che a risultare fatale è stata l'assenza di contatti. La morte dei genitori in RSA durante il lockdown ha messo in luce le contraddizioni di un sistema che, in nome della sicurezza sanitaria, ha isolato gli anziani, privandoli del calore umano nei loro ultimi giorni. Piroso ha raccontato di aver provato, più avanti, a recuperare quel legame, ma il tempo è stato nemico. Il giornalista ha voluto sottolineare che i suoi genitori non sono morti a causa del virus, ma di una solitudine resa ancora più crudele dalle restrizioni pandemiche. Una testimonianza che si inserisce nel dibattito più ampio sulle condizioni delle RSA durante l'emergenza Covid, quando migliaia di anziani sono morti senza poter ricevere l'ultimo saluto dei propri cari.
Una lezione sulla fragilità del tempo
L'intervista si è chiusa con una riflessione sul valore del tempo e sull'importanza di non rimandare le riconciliazioni. Piroso ha raccontato di aver cercato di recuperare il rapporto con il padre negli anni della maturità, ma il tentativo si è scontrato con la morte improvvisa. «L'amore è disperato perché l'ho capito troppo tardi», ha detto, offrendo una chiave di lettura del suo libro e della sua esperienza personale. Un monito che risuona con forza in un'epoca in cui le relazioni familiari sono spesso messe alla prova dalla frenesia della vita moderna. La storia di Antonello Piroso è un invito a non dare per scontato il tempo che abbiamo, a cercare il dialogo e il perdono finché è possibile. Un messaggio universale che va oltre la cronaca personale e tocca le corde più profonde del rimpianto e del lutto.
In sintesi
- Antonello Piroso ha perso entrambi i genitori in RSA a 15 giorni di distanza durante il lockdown del 2020.
- Il giornalista sostiene che i genitori non siano morti di Covid, ma di solitudine a causa dell'isolamento forzato.
- Piroso ha definito le RSA 'residenze senza aspettative', criticando le condizioni di vita degli anziani durante la pandemia.
- Il rapporto con il padre è stato segnato da assenza e violenza, ma il perdono è arrivato troppo tardi.
- Piroso ha dichiarato di non aver mai usato violenza sul figlio, rompendo un ciclo familiare.
- La paura dell'abbandono ha portato Piroso a interrompere le relazioni sentimentali prima di essere lasciato.






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