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Il sindaco di Gorizia chiede garanzie sulla centrale nucleare di Krško: «È tra le più vecchie d'Europa, su una faglia ad alto rischio sismico»

Rodolfo Ziberna ha scritto al governo italiano e alla Commissione europea per ottenere dati aggiornati e piani d'emergenza condivisi, dopo uno studio che colloca l'impianto sloveno in una delle aree sismiche più pericolose del continente.

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Il sindaco di Gorizia chiede garanzie sulla centrale nucleare di Krško: «È tra le più vecchie d'Europa, su una faglia ad alto rischio sismico»
Rodolfo Ziberna ha scritto al governo italiano e alla Commissione europea per ottenere dati aggiornati e piani d'emergenCredit · ANSA

I fatti

  • La centrale nucleare di Krško, in Slovenia, dista meno di 140 km dal confine italiano.
  • L'impianto è operativo da oltre 40 anni, risultando tra i più vecchi d'Europa.
  • Uno studio dei sismologi Livio Sirovich e Kurt Decker, pubblicato su una rivista scientifica di settore, indica che l'area presenta un rischio sismico superiore a tutte le altre centrali nucleari europee.
  • Il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna ha inviato una lettera alla Presidenza del Consiglio, ai ministeri competenti e alla Commissione europea.
  • Ziberna chiede rassicurazioni ufficiali supportate da dati aggiornati e l'eventuale coinvolgimento di esperti italiani nei sistemi di monitoraggio.
  • La lettera sollecita l'aggiornamento e la condivisione dei piani di emergenza tra Italia e Slovenia.

Una lettera per rompere il silenzio

Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha rotto gli indugi e inviato una lettera alle principali istituzioni italiane ed europee per esprimere «forti preoccupazioni» sulla sicurezza sismica e operativa della centrale nucleare di Krško, in Slovenia. La comunicazione è indirizzata alla Presidenza del Consiglio, ai ministeri competenti e alla Commissione europea. Ziberna non nasconde l'urgenza: l'impianto dista meno di 140 chilometri dal confine italiano e, in caso di incidente, le ricadute potrebbero raggiungere il Friuli Venezia Giulia in tempi molto rapidi. Il primo cittadino precisa che la sua posizione non è ideologica contro il nucleare, ma si fonda sul principio di precauzione.

Uno studio geologico accende l'allarme

A innescare la mossa del sindaco è stato un recente studio pubblicato su una delle più prestigiose riviste scientifiche di settore dai sismologi Livio Sirovich e Kurt Decker, descritti come due luminari di fama internazionale. La ricerca evidenzia che l'area su cui sorge la centrale presenta un'attività sismica superiore a tutte le altre centrali nucleari europee. L'impianto di Krško, in funzione da oltre 40 anni, si trova su una delle faglie con il più alto rischio sismico del continente. Un dato che, secondo Ziberna, impone un confronto trasparente e immediato tra i due paesi.

Le richieste: trasparenza e cooperazione transfrontaliera

Nella lettera, il sindaco chiede rassicurazioni ufficiali supportate da dati aggiornati sulla sicurezza dell'impianto. Propone inoltre il coinvolgimento di esperti italiani nei sistemi di monitoraggio, per garantire un controllo indipendente. Tra le istanze avanzate c'è anche l'aggiornamento e la condivisione dei piani di emergenza tra Italia e Slovenia. «La sicurezza dei cittadini non conosce confini», afferma Ziberna, auspicando un dialogo istituzionale capace di trasformare le preoccupazioni in un modello di collaborazione europea.

Un impianto che invecchia, un rischio che cresce

Krško è una centrale di concezione occidentale, entrata in esercizio commerciale nel 1983. Con oltre quattro decenni di attività, è annoverata tra le più anziane d'Europa. La sua posizione geologica, ora al centro del dibattito, era già nota agli esperti, ma lo studio di Sirovich e Decker ne ha quantificato la pericolosità in modo allarmante. Il sindaco sottolinea che eventuali incidenti potrebbero avere conseguenze transfrontaliere immediate, rendendo indispensabile una strategia di prevenzione condivisa. La richiesta di trasparenza non si limita ai dati tecnici, ma si estende alla comunicazione pubblica dei rischi.

Il contesto: un'Italia che guarda al nucleare

La vicenda si inserisce in un momento in cui il dibattito sull'energia nucleare è tornato d'attualità in Italia, con il governo che valuta nuove tecnologie per la transizione energetica. Tuttavia, la vicinanza di un impianto vecchio e potenzialmente pericoloso riaccende le paure dei territori di confine. Ziberna ha inviato la lettera anche alla Commissione europea, chiedendo un intervento sovranazionale. La sua iniziativa potrebbe fare da apripista per una più ampia richiesta di revisione degli standard di sicurezza per le centrali situate in zone sismiche.

Prospettive: un modello di collaborazione o una nuova tensione?

La palla ora passa a Lubiana e Bruxelles. Il sindaco si dice pronto a un dialogo costruttivo, ma non nasconde che senza risposte concrete la pressione politica potrebbe crescere. La richiesta di esperti italiani nei sistemi di monitoraggio è un punto delicato, che tocca la sovranità nazionale slovena. Tuttavia, Ziberna insiste: la sicurezza non ha confini, e l'Europa deve dimostrare di saper proteggere i cittadini oltre i propri. La vicenda di Krško potrebbe diventare un test per la cooperazione transfrontaliera in materia di sicurezza nucleare.

In sintesi

  • Il sindaco di Gorizia ha chiesto ufficialmente garanzie sulla sicurezza della centrale di Krško, dopo uno studio che ne evidenzia l'alto rischio sismico.
  • L'impianto sloveno, a meno di 140 km dall'Italia, è tra i più vecchi d'Europa e si trova su una faglia con attività sismica superiore a tutte le altre centrali europee.
  • Ziberna chiede trasparenza, dati aggiornati e il coinvolgimento di esperti italiani nel monitoraggio.
  • La lettera sollecita l'aggiornamento e la condivisione dei piani di emergenza tra Italia e Slovenia.
  • La vicenda potrebbe innescare un dibattito più ampio sugli standard di sicurezza delle centrali nucleari in zone sismiche.
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