Il collaboratore Carmelo Cimarosa decisivo per la conferma delle condanne nel processo 'Lampetra'
La Cassazione ha riconosciuto la piena attendibilità delle dichiarazioni dell'ex intraneo alla 'ndrangheta di Scilla, che hanno permesso di smantellare la rete di narcotraffico sulla Costa Viola.

ITALY —
I fatti
- La Corte di Cassazione ha confermato le condanne nel processo 'Lampetra' con una motivazione di 98 pagine.
- Il collaboratore di giustizia Carmelo Cimarosa ha reso dichiarazioni decisive negli interrogatori del 29 giugno, 7 luglio e 12 settembre 2022.
- Cimarosa era 'intraneo' alla criminalità di Scilla e vicino al clan Nasone-Gaietti.
- Le indagini hanno incluso intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e osservazione.
- Il processo 'Lampetra' si inserisce nel quadro delle operazioni 'Cyrano', 'Tallone di Achille' e 'Alba di Scilla'.
- La Cassazione ha escluso l''intraneità' di alcuni imputati ma ha ribadito la 'contiguità' con i vertici del clan.
- I rifornimenti di droga arrivavano da Sant'Eufemia in Aspromonte.
La conferma della Cassazione: un quadro probatorio solido e coerente
La Corte di Cassazione ha confermato le pesanti condanne inflitte nel processo 'Lampetra', riconoscendo la sussistenza dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti attiva tra Scilla e Bagnara. Nelle 98 pagine di motivazione, i giudici supremi hanno definito il quadro investigativo 'solido, coerente e pienamente attendibile'. Un ruolo centrale è stato giocato dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo Cimarosa, ex intraneo alla criminalità organizzata di Scilla. Cimarosa, ritenuto vicino al clan Nasone-Gaietti, ha fornito un contributo prezioso che ha permesso di ricostruire i traffici illeciti e la pressione esercitata sul territorio della Costa Viola. Le sue dichiarazioni, rese nel corso di diversi interrogatori tra giugno e settembre 2022, sono state ritenute pienamente convergenti con gli esiti delle indagini condotte dal pool antimafia di Reggio Calabria e dall'Arma dei Carabinieri.
Il collaboratore Carmelo Cimarosa: un testimone chiave dall'interno del clan
Carmelo Cimarosa è stato descritto come un personaggio 'intraneo' alle criminalità di Scilla, incastrato proprio con il blitz 'Lampetra'. La sua conoscenza diretta degli affari del narcotraffico e della pressione ambientale esercitata sulla Costa Viola dal gruppo 'vicino' al clan Nasone-Gaietti si è rivelata devastante per le difese degli imputati. I giudici supremi hanno rimarcato come la Corte territoriale abbia utilizzato le dichiarazioni del collaboratore negli interrogatori del 29 giugno 2022 e dei successivi 7 luglio e 12 settembre. Proprio nella fase nevralgica di 'Lampetra' e delle prime valutazioni sulla raffica di arresti che hanno ribaltato le gerarchie mafiose tra Scilla e Bagnara, i racconti di Cimarosa hanno permesso di accertare 'nell'attualità' l'operatività del gruppo Nasone-Gaietti.
Le indagini: intercettazioni, pedinamenti e precedenti operazioni antimafia
L'inchiesta 'Lampetra' si è sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e attività di osservazione sul campo. Questi elementi hanno già documentato l'operatività del sodalizio criminale, confermata anche dai precedenti filoni investigativi 'Cyrano', 'Tallone d'Achille' e 'Alba di Scilla', che hanno smantellato l'operatività consolidata negli anni dell'associazione di stampo mafioso denominata 'ndrangheta attiva nel territorio del comune di Scilla e zone limitrofe. La Cassazione ha valorizzato anche elementi tratti dall'ordinanza di custodia cautelare 'Nuova linea', un altro blitz ai gruppi criminali di Scilla, con particolare riferimento a episodi estorsivi aggravati dalla matrice mafiosa. Questi episodi sono stati considerati reati fine dell'associazione mafiosa, rafforzando ulteriormente l'impianto accusatorio.
Il traffico di droga: rifornimenti da Sant'Eufemia in Aspromonte
Al centro del processo 'Lampetra' vi è l'accusa degli affari legati al traffico di droga a Scilla e Bagnara, con rifornimenti che arrivavano dalla vicina Sant'Eufemia in Aspromonte. I giudici supremi hanno escluso 'l'intraneità' alla 'ndrangheta di Scilla per alcuni imputati, ma hanno ribadito 'la contiguità' con i vertici dei clan che storicamente operano sulla Costa Viola. Tutti gli imputati, per il pool antimafia e l'Arma dei Carabinieri che firmarono l'inchiesta, operavano nell'orbita delle 'ndrine di Scilla, espressione del clan 'Nasone-Gaietti'. Un dato investigativo messo nero su bianco dai giudici 'Ermellini', che hanno premesso come l'esistenza della cosca Nasone-Gaietti appaia accertata da una serie di sentenze divenute irrevocabili.
Il contesto: le operazioni della 'Squadra Stato' di Reggio Calabria
Il processo 'Lampetra' si inserisce nel più ampio quadro delle operazioni antimafia condotte dalla Direzione distrettuale di Reggio Calabria, che hanno colpito ripetutamente la 'ndrangheta locale. Le sentenze passate in giudicato 'Cyrano', 'Tallone di Achille' e le due tranche di 'Alba di Scilla' rappresentano colpi a ripetizione della 'Squadra Stato' di Reggio, che hanno progressivamente smantellato l'operatività dell'associazione mafiosa. La Cassazione ha sottolineato come il materiale probatorio complessivo consenta di affermare la persistente operatività dell'associazione mafiosa nel territorio, nonostante i successi investigativi. Le dichiarazioni di Cimarosa hanno contribuito a rafforzare la ricostruzione processuale, inserendo il procedimento 'Lampetra' in un quadro più ampio di lotta alla 'ndrangheta.
Prospettive future: l'importanza dei collaboratori di giustizia
La vicenda 'Lampetra' dimostra ancora una volta il ruolo cruciale dei collaboratori di giustizia nella lotta alla criminalità organizzata. Le dichiarazioni di Carmelo Cimarosa, rese in un momento cruciale delle indagini, hanno permesso di consolidare le accuse e di ottenere condanne definitive. La Cassazione ha riconosciuto il valore di questo contributo, definendolo 'prezioso' e 'decisivo'. Tuttavia, la persistenza dell'associazione mafiosa sul territorio, nonostante i numerosi blitz, solleva interrogativi sulla capacità di eradicare definitivamente il fenomeno. Le operazioni future dovranno continuare a fare affidamento su testimoni interni e su un'attività investigativa capillare per contrastare una 'ndrangheta che si dimostra resiliente e radicata.
In sintesi
- La Cassazione ha confermato le condanne nel processo 'Lampetra', basandosi su un quadro investigativo definito 'solido, coerente e pienamente attendibile'.
- Il collaboratore Carmelo Cimarosa, ex intraneo al clan Nasone-Gaietti, ha fornito dichiarazioni decisive tra giugno e settembre 2022.
- Le indagini hanno utilizzato intercettazioni, pedinamenti e precedenti sentenze come 'Cyrano', 'Tallone di Achille' e 'Alba di Scilla'.
- Il traffico di droga coinvolgeva rifornimenti da Sant'Eufemia in Aspromonte verso Scilla e Bagnara.
- Nonostante i successi investigativi, la 'ndrangheta mostra capacità di resilienza e radicamento sul territorio.





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