Board europei più lenti ma virtuosi: il divario con gli USA si gioca su AI e geopolitica
Solo il 10% dei consigli di amministrazione europei ha un comitato per innovazione e tecnologia, e appena lo 0,8% per la geopolitica, secondo il Barometro 2026 di ecoDa.

ITALY —
I fatti
- Solo il 10% dei board europei dispone di comitati dedicati a innovazione e tecnologia.
- Appena lo 0,8% dei consigli di amministrazione europei ha un comitato per la geopolitica.
- Maria Pierdicchi è presidente di ecoDa e presidente onorario di Nedcommunity.
- Il Barometro 2026 è stato pubblicato da ecoDa in collaborazione con Ethics & Boards.
- Negli Stati Uniti i cda decidono più rapidamente, con modelli concentrati e attenzione ai grandi investitori.
- In Europa la frammentazione regolamentare rallenta i processi decisionali, secondo Pierdicchi.
Il ritardo tecnologico dei consigli di amministrazione europei
I consigli di amministrazione europei faticano a tenere il passo con le sfide tecnologiche e geopolitiche. Secondo il Barometro 2026, pubblicato da ecoDa in collaborazione con Ethics & Boards, solo il 10% dei board europei dispone di comitati dedicati a innovazione e tecnologia, e appena lo 0,8% alla geopolitica. Questi dati rivelano un divario preoccupante tra le competenze necessarie e quelle effettivamente presenti nei cda. Maria Pierdicchi, presidente di ecoDa e presidente onorario di Nedcommunity, l’Associazione italiana degli amministratori non esecutivi e indipendenti, ha commentato il fenomeno a MF-Milano Finanza: «In Europa la frammentazione regolamentare rallenta i processi decisionali. Negli Stati Uniti, invece, le decisioni sono più rapide e orientate principalmente agli investitori». Il modello europeo, pur garantendo maggiore equilibrio e tutela degli stakeholder, si scontra con una complessità normativa che penalizza la velocità.
Il confronto tra modelli di governance: Europa vs Stati Uniti
La differenza tra i due sistemi non riguarda solo i tempi, ma il modello stesso di governance e il tipo di competenze richieste ai consigli di amministrazione. Negli Stati Uniti i cda decidono più rapidamente, con modelli concentrati e maggiore attenzione ai grandi investitori. In Europa, invece, il sistema di regole, i controlli e la complessità normativa rallentano i processi decisionali, pur garantendo maggiore equilibrio e tutela degli stakeholder. In questo divario si gioca una parte rilevante della competitività delle imprese. La capacità di leggere la complessità e anticipare il rischio dipende sempre più dalla composizione dei board. Intelligenza artificiale, cyber risk, geopolitica e internazionalizzazione definiscono oggi le competenze chiave dei consigli di amministrazione.
Il nuovo paradigma delle competenze richieste ai board
«Serve un cambio di paradigma, occorrono profili con esperienza manageriale, competenze tecnologiche, visione internazionale e capacità di gestire incertezza e rischi complessi. Non basta il sapere teorico, serve esperienza concreta», ha spiegato Maria Pierdicchi. Le competenze tradizionali non sono più sufficienti per affrontare le sfide contemporanee. L’intelligenza artificiale entra nei modelli di business, il cyber risk assume natura sistemica e il contesto geopolitico incide su supply chain e mercati. «Il tema geopolitico è oggi al centro dell’agenda. Va gestito lungo tutta la catena del valore. L’AI deve essere a servizio del board e integrata nei processi decisionali», ha aggiunto Pierdicchi.
I dati del Barometro 2026: un quadro preoccupante
Lo squilibrio tra velocità decisionale e complessità dei modelli di governance si riflette con chiarezza nei dati del Barometro 2026. Lo studio, realizzato da ecoDa in collaborazione con Ethics & Boards, evidenzia un certo ritardo dei cda nelle aree chiave della trasformazione. Solo il 10% dei board europei dispone di comitati dedicati a innovazione e tecnologia e appena lo 0,8% alla geopolitica. Questi numeri indicano che la maggior parte dei consigli di amministrazione europei non è ancora attrezzata per affrontare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla geopolitica. La mancanza di comitati specializzati rischia di compromettere la capacità delle imprese di anticipare i rischi e cogliere le opportunità in un contesto globale sempre più complesso.
Le implicazioni per la competitività europea
Il divario tra i modelli di governance europeo e americano ha implicazioni dirette sulla competitività delle imprese. Mentre negli Stati Uniti le decisioni sono più rapide e orientate agli investitori, in Europa la frammentazione regolamentare e la complessità normativa rallentano i processi decisionali. Questo può tradursi in una minore capacità di reagire rapidamente ai cambiamenti del mercato e alle minacce geopolitiche. Tuttavia, il modello europeo offre anche vantaggi: una maggiore attenzione agli stakeholder e un equilibrio che può favorire la sostenibilità a lungo termine. La sfida per i board europei è quella di coniugare la rapidità decisionale con la solidità della governance, integrando le nuove competenze necessarie per navigare l’incertezza.
Prospettive future: verso un aggiornamento dei board
Alla luce dei dati del Barometro 2026, emerge la necessità di un aggiornamento delle competenze nei consigli di amministrazione europei. Le aziende dovranno investire nella formazione e nell’inserimento di profili con esperienza in AI, cyber risk e geopolitica. La creazione di comitati dedicati a queste aree potrebbe diventare una priorità per colmare il divario con gli Stati Uniti. Maria Pierdicchi ha sottolineato l’urgenza di questo cambiamento: «Il tema geopolitico è oggi al centro dell’agenda. Va gestito lungo tutta la catena del valore». Il futuro della competitività europea dipenderà anche dalla capacità dei board di adattarsi a un contesto in rapida evoluzione, dove tecnologia e geopolitica sono sempre più intrecciate.
In sintesi
- Solo il 10% dei board europei ha un comitato per innovazione e tecnologia, e lo 0,8% per la geopolitica, secondo il Barometro 2026.
- In Europa la frammentazione regolamentare rallenta i processi decisionali, mentre negli USA le decisioni sono più rapide e orientate agli investitori.
- Le competenze chiave richieste ai cda includono AI, cyber risk, geopolitica e internazionalizzazione.
- Maria Pierdicchi sottolinea la necessità di un cambio di paradigma nelle competenze dei board.
- Il modello europeo garantisce maggiore equilibrio e tutela degli stakeholder, ma a scapito della velocità decisionale.
- La competitività delle imprese europee dipende dalla capacità di integrare nuove competenze nei consigli di amministrazione.







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