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Giorgetti difende il Patto di stabilità: «Non avremmo dovuto firmarlo? Col vecchio sarebbe peggio»

Il ministro dell'Economia incassa l'approvazione della risoluzione di maggioranza sul Dfp, ma le opposizioni attaccano: «Governo non all'altezza».

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Giorgetti difende il Patto di stabilità: «Non avremmo dovuto firmarlo? Col vecchio sarebbe peggio»
Il ministro dell'Economia incassa l'approvazione della risoluzione di maggioranza sul Dfp, ma le opposizioni attaccano: Credit · la Repubblica

I fatti

  • Camera e Senato approvano la risoluzione di maggioranza sul Dfp con 180 sì alla Camera e 96 sì al Senato.
  • Il testo è stato modificato durante la discussione per includere le clausole di salvaguardia del Patto di stabilità (articoli 25 e 26).
  • Giorgetti: «Il testo della risoluzione l'ho validato io, quindi si può dire che è stato condiviso».
  • Boccia (Pd): «Il Dfp dimostra che il governo Meloni-Giorgetti non è all'altezza».
  • Renzi a Giorgetti: «Ministro, l'hanno rimasto solo».
  • La maggioranza chiede flessibilità Ue e una tassa europea sugli extraprofitti energetici.
  • Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria hanno scritto al commissario Ue Hoekstra per chiedere l'uso del gettito straordinario.
  • Giorgetti annuncia intervento sulle accise dei carburanti nel prossimo Consiglio dei ministri.

Una risoluzione modificata in corsa

Il Parlamento ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Documento di finanza pubblica (Dfp), ma il testo è stato ritoccato a dibattito già avviato. La novità principale è l'inserimento di un riferimento alle clausole di salvaguardia previste dal Patto di stabilità, in particolare gli articoli 25 e 26. Il primo riguarda la deroga generale per grave recessione, il secondo la clausola nazionale che un Paese Ue può attivare per circostanze eccezionali. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha rivendicato la paternità del testo: «Il testo della risoluzione l'ho validato io, quindi si può dire che è stato condiviso», ha dichiarato ai giornalisti a Palazzo Madama. La Camera ha votato 180 sì, il Senato 96 favorevoli e 60 contrari. Le proposte delle opposizioni sono state respinte.

Le critiche delle opposizioni: «Governo non all'altezza»

Le opposizioni hanno attaccato duramente l'esecutivo. Francesco Boccia, del Partito Democratico, ha dichiarato: «Il Dfp dimostra che il governo Meloni-Giorgetti non è all'altezza». Il Pd ha definito il documento «un verbale di resa», sostenendo che la risoluzione sia stata usata per segnalare un errore nel testo. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, si è rivolto direttamente a Giorgetti: «Ministro, l'hanno rimasto solo». Un'affermazione che sottolinea l'isolamento del ministro dell'Economia all'interno della maggioranza.

Giorgetti: «Un paese indebitato non è libero»

Intervenendo alla Camera, Giorgetti ha difeso la linea del governo: «Questo Paese ha il debito più elevato in percentuale d'Europa. Io invidio il collega tedesco che ha spazi fiscali che noi non abbiamo, ma questo è il dato da cui partire. Chi ignora questo dato ignora la realtà e non si può fare politica ignorando la realtà». Ha aggiunto: «Un paese indebitato non è totalmente libero, dipende da questo vincolo che non si può ignorare». Il ministro ha poi criticato l'ipotesi di una clausola 'escape' che escluda le spese per la difesa dal Patto di stabilità, ma non quelle per famiglie e imprese: «Qui c'è un'incongruenza logica che ribadiremo e continueremo a ribadire».

I sei impegni della maggioranza

La bozza del Dfp elenca sei impegni per l'esecutivo. Oltre a rispettare il percorso di spesa netta programmatica e proseguire con riforme e investimenti secondo il Piano strutturale di bilancio, la maggioranza chiede di attivare tutte le iniziative opportune nelle sedi europee per sfruttare la flessibilità offerta dal nuovo quadro di governance economica, al fine di far fronte alle esigenze di sicurezza economica ed energetica generate dalla crisi internazionale. Si chiede inoltre di adottare misure fiscali mirate, temporanee e non distorsive per attenuare l'impatto del rincaro dei combustibili, con particolare attenzione a famiglie in difficoltà, industrie ad alta intensità energetica, trasporti, agricoltura e pesca. Sul fronte delle risorse, la maggioranza chiede di raggiungere una soluzione a livello Ue per utilizzare il gettito fiscale straordinario derivante dall'aumento dei prezzi dei combustibili fossili, in linea con le misure già adottate sugli extraprofitti delle imprese energetiche.

La richiesta di una tassa europea sugli extraprofitti

La maggioranza punta sulla flessibilità e sull'introduzione di una tassa europea sugli extraprofitti dei grandi gruppi energetici. Questa richiesta è stata già sollecitata attraverso una lettera al commissario europeo Hoekstra da parte dei ministri delle finanze di cinque Paesi Ue: Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria. L'obiettivo è utilizzare il gettito straordinario per finanziare misure di sostegno a famiglie e imprese, senza gravare ulteriormente sul bilancio pubblico. Giorgetti ha annunciato che nel prossimo Consiglio dei ministri sarà discusso un intervento sulle accise dei carburanti.

Le conseguenze per il governo Meloni

La risoluzione approvata rappresenta un test per la tenuta della maggioranza. Le modifiche in corsa e le critiche delle opposizioni evidenziano le difficoltà del governo nel gestire il nodo del debito pubblico e dei vincoli europei. Giorgetti si trova in una posizione delicata: da un lato deve rispettare gli impegni con Bruxelles, dall'altro soddisfare le richieste interne di maggiore flessibilità. Il riferimento alle clausole di salvaguardia del Patto di stabilità apre la strada a possibili deroghe, ma la strada è stretta. La richiesta di una tassa europea sugli extraprofitti potrebbe trovare opposizione in altri Stati membri, mentre l'intervento sulle accise è atteso come misura immediata per alleviare il caro-carburanti.

In sintesi

  • Il Parlamento ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Dfp con 180 sì alla Camera e 96 al Senato, dopo modifiche in corsa che includono le clausole di salvaguardia del Patto di stabilità.
  • Giorgetti ha difeso la linea del governo, sottolineando che l'Italia ha il debito più alto d'Europa e non può ignorare i vincoli di bilancio.
  • Le opposizioni hanno criticato duramente il documento, con il Pd che lo definisce «un verbale di resa» e Renzi che accusa l'isolamento del ministro.
  • La maggioranza chiede flessibilità Ue e una tassa europea sugli extraprofitti energetici, sostenuta da Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria.
  • Giorgetti annuncia un intervento sulle accise dei carburanti nel prossimo Consiglio dei ministri per far fronte al caro-carburanti.
  • Il voto evidenzia le tensioni nella maggioranza e la sfida di conciliare rigore di bilancio e misure di sostegno economico.
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