Il Diavolo veste Prada 2: il sequel generazionale che parla ai quarantenni di oggi
Il film, già in proiezione dal 23 aprile, utilizza location milanesi come l'Accademia di Brera e il Cenacolo per raccontare le sfide lavorative e personali della generazione cresciuta con il primo capitolo.

ITALY —
I fatti
- Il film è uscito nelle sale il 23 aprile e sarà proiettato fino al 6 maggio.
- Diretto da David Frankel, scritto da Aline Brosh McKenna, prodotto da Wendy Finerman.
- Cast: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen, Pauline Chalamet, B.J. Novak, Conrad Ricamora, Tracie Thoms, Tibor Feldman.
- La sfilata di moda di Runway è stata girata all'Accademia di Brera, scelta per la privacy.
- La passerella è stata costruita in cinque giorni da una troupe locale specializzata in sfilate.
- Altre location italiane includono la Galleria Vittorio Emanuele e una villa sul Lago di Como.
- Il film è considerato un'opera generazionale, paragonata a La febbre del sabato sera e Breakfast Club.
Un sequel che parla alla generazione dei quarantenni
Il Diavolo veste Prada 2 non è solo un film sulla moda: è un racconto generazionale che intercetta le ansie e le aspirazioni di chi oggi ha l'età di Andy Sachs, la protagonista interpretata da Anne Hathaway. Molti spettatori che hanno visto il primo film nel 2006 sono ora quarantenni, e si ritrovano a fronteggiare gli stessi dilemmi lavorativi, economici e personali della protagonista nel sequel. Come La febbre del sabato sera per i giovani degli anni Settanta o Breakfast Club per quelli degli Ottanta, il nuovo capitolo della saga si candida a diventare lo specchio di una generazione. Il film, diretto da David Frankel e scritto da Aline Brosh McKenna, riporta in scena Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly, insieme a Emily Blunt, Stanley Tucci e un nutrito cast che include Kenneth Branagh, Simone Ashley e Lucy Liu.
Milano protagonista: dall'Accademia di Brera al Cenacolo
Le riprese italiane del film valorizzano alcuni dei luoghi più iconici di Milano. La sfilata di moda di Runway è stata girata all'Accademia di Brera, la scuola di belle arti del capoluogo lombardo. Inizialmente la scena avrebbe dovuto svolgersi davanti al Duomo, ma la produzione ha optato per Brera per garantire maggiore privacy al cast e alla troupe, contribuendo a mantenere segreto un cameo. La passerella è stata costruita in cinque giorni da una troupe locale specializzata nell'organizzazione di vere sfilate di moda milanesi. Oltre a Brera, il film mostra la Galleria Vittorio Emanuele e una villa sul Lago di Como, offrendo uno spaccato del lusso e della bellezza italiana.
Un cast stellare per un'attesa lunga diciannove anni
Il sequel arriva a diciannove anni di distanza dal primo film, uscito nel 2006 e diventato un fenomeno culturale. Il cast originale è quasi interamente riconfermato: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, insieme a volti nuovi come Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux e Lucy Liu. La sceneggiatura è firmata da Aline Brosh McKenna, già autrice del primo capitolo, mentre la produzione è curata da Wendy Finerman. Il film è già in proiezione dal 23 aprile e resterà in sala fino al 6 maggio, con una distribuzione che punta a replicare il successo del predecessore.
Un film che va oltre la moda: le sfide dei quarantenni
L'analisi del film proposta da Sky TG24 Insider sottolinea come Il Diavolo veste Prada 2 sia in realtà un'opera che parla profondamente ai quarantenni di oggi, affrontando temi come la carriera, le difficoltà economiche e le scelte di vita. La pellicola si inserisce in una tradizione di film generazionali, al pari di Euphoria per la Gen Z o di Breakfast Club per gli anni Ottanta. Il sequel non si limita a mostrare il glamour del mondo della moda, ma esplora le contraddizioni e le pressioni che caratterizzano l'età adulta, rendendolo un punto di riferimento per chi è cresciuto con il primo film.
Location italiane e segreti di produzione
Oltre all'Accademia di Brera, il film ha utilizzato altre location italiane di prestigio: il Cenacolo di Santa Maria delle Grazie, la Galleria Vittorio Emanuele e una villa sul Lago di Como. La scelta di Brera per la sfilata è stata dettata dalla necessità di riservatezza, elemento cruciale per proteggere il cameo segreto. La costruzione della passerella in soli cinque giorni da parte di una troupe locale dimostra l'attenzione ai dettagli e la volontà di integrare competenze italiane nel progetto. Queste scelte produttive contribuiscono a rendere il film un omaggio alla città di Milano e alla sua tradizione nel mondo della moda.
Un'uscita attesa e un impatto culturale
L'uscita del film è stata accolta con grande attesa dal pubblico, come dimostra la programmazione nelle sale da oggi fino al 6 maggio. Il sequel si inserisce in un panorama cinematografico che vede sempre più spesso la riscoperta di franchise degli anni Duemila, ma con una chiave di lettura aggiornata. Il Diavolo veste Prada 2 non è solo un ritorno al passato, ma un tentativo di dialogare con le nuove generazioni e con quelle che sono cresciute con il primo film. La capacità di mescolare nostalgia e attualità potrebbe decretarne il successo, confermando la saga come un punto di riferimento per il cinema contemporaneo.
In sintesi
- Il film è già in proiezione dal 23 aprile fino al 6 maggio 2025.
- Diretto da David Frankel, con sceneggiatura di Aline Brosh McKenna e produzione di Wendy Finerman.
- Cast principale: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu.
- Le location italiane includono l'Accademia di Brera, il Cenacolo, la Galleria Vittorio Emanuele e una villa sul Lago di Como.
- La sfilata di moda è stata girata a Brera per ragioni di privacy, con una passerella costruita in cinque giorni da una troupe locale.
- Il film è considerato un'opera generazionale che affronta le sfide dei quarantenni, paragonabile a La febbre del sabato sera e Breakfast Club.







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