Olindo Romano contesta lo scontrino del McDonald's: «Non è mio, l'espresso non esiste»
Nell'intervista a Le Iene, il condannato all'ergastolo per la strage di Erba riapre il caso con un dettaglio mai considerato prima.

ITALY —
I fatti
- Olindo Romano e Rosa Bazzi sono stati condannati all'ergastolo per la strage di Erba dell'11 dicembre 2006.
- Nella strage morirono Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, Paola Galli e Valeria Cherubini; Mario Frigerio sopravvisse.
- Lo scontrino del McDonald's di Como, battuto alle 21.37-21.45, è stato usato come prova per collocare i coniugi lontano dalla scena.
- Olindo Romano sostiene che lo scontrino non sia suo, perché lui ordinava solo caffè lungo americano, non espresso.
- Il verbale di sequestro dello scontrino non esiste; comparve solo quattro giorni dopo in un rapporto del maresciallo Luciano Gallorini.
- La corte d'appello di Brescia ha respinto l'istanza di revisione del processo; l'ex pg Cuno Jakob Tarfusser ha denunciato i giudici per falso.
- Le Iene trasmettono l'intervista integrale giovedì 30 aprile su Italia 1 alle 21.15.
Un dettaglio rivoluzionario nello scontrino del fast food
Olindo Romano, recluso nel carcere di Opera, ha rilasciato una lunga intervista al programma Le Iene, in onda stasera su Italia 1. Per la prima volta, l'uomo condannato all'ergastolo insieme alla moglie Rosa Bazzi per la strage di Erba ha potuto esaminare da vicino lo scontrino del McDonald's di Como, datato 11 dicembre 2006, battuto alle 21.37-21.45. Secondo l'accusa, quel documento dimostrava che i coniugi si trovavano a 14 km dalla scena del delitto, consumando un pasto veloce prima di tornare a casa. Olindo, però, ha notato un elemento che definisce «rivoluzionario»: sullo scontrino è riportato un caffè espresso, mentre lui ha sempre ordinato solo caffè lungo all'americana. «L'espresso non torna! Io andavo al Mc Donald's anche per la cosa buonissima che facevano, il caffè lungo all'americana. Io prendevo solo quello al Mc Donald's», ha dichiarato, visibilmente sorpreso. «È la prima volta che vedo questo scontrino da vicino e l'espresso è impossibile che sia il mio. Mi sa che questo non è lo scontrino che gli ha dato Rosa, non è il nostro scontrino, non so come ci sia finito lì».
Le anomalie dello scontrino e il verbale di sequestro mancante
Il programma Le Iene ha già evidenziato diverse anomalie legate a quello scontrino. L'orario di emissione, le 21.45, contrasta con le testimonianze di diverse persone che affermano di aver visto i coniugi nella corte di via Diaz proprio a quell'ora. Inoltre, esistono filmati che li ritraggono insieme ad alcuni testimoni. Come è possibile che lo scontrino li collochi a 14 km di distanza, intenti a ordinare una cena che dovevano ancora consumare? Un'altra incongruenza riguarda il sequestro del documento. I carabinieri sostengono di averlo sequestrato la sera stessa della strage, insieme ai panni della lavatrice e a un cerotto, ma non compare nel verbale di sequestro. Appare solo quattro giorni dopo, in un rapporto del maresciallo Luciano Gallorini, comandante della stazione di Erba. Alla domanda se ricordi un verbale, Olindo ha risposto: «Credo l’abbiano messo via così, in tasca». Gallorini, la scorsa settimana, ha aggredito l'inviato Andreetta e la troupe delle Iene.
Le contraddizioni nelle ordinazioni e la confessione per amore
Anche le pietanze riportate sullo scontrino non corrispondono alle dichiarazioni dei coniugi. Interrogato la sera della strage, Olindo disse di aver mangiato un menù con panino, mentre Rosa solo un panino. In un'intercettazione, Rosa affermò di aver mangiato solo mezzo panino. Ma sullo scontrino non compare il panino di Rosa, bensì dei gamberi che Olindo sostiene la moglie non abbia mai ordinato. Nell'intervista, Olindo ha ribadito la sua innocenza, sostenendo di essere vittima di un errore giudiziario. «Avevano bisogno di condannare qualcuno, hanno indagato solo su di noi», ha detto. Ha anche confermato di aver confessato per amore: «Tutto questo l’ho fatto per amore». I coniugi, detenuti in carceri diversi (lui a Opera, lei a Bollate), si sentono per telefono due volte a settimana. «Non abbiamo molto da raccontarci, con la vita che faccio qui dentro e lei a Bollate, ma ci vogliamo ancora bene».
Il diniego della revisione e le nuove accuse ai giudici
Nonostante le nuove rivelazioni, la corte d'appello di Brescia ha respinto l'istanza di revisione del processo presentata dai legali di Olindo e Rosa. Contro questa decisione si è schierato anche l'ex sostituto procuratore generale di Milano, Cuno Jakob Tarfusser, che ha presentato una denuncia per «falso ideologico e materiale» contro i giudici bresciani, la Cassazione e il pg Guido Rispoli. Olindo ha commentato: «Non sono mica stupidi quelli. Se si sono letti le carte, hanno capito tutti questi errori. Però non volevano prendersi la patata bollente. Così passa un altro po’ di tempo finché ripresentano un'altra istanza e ce ne stiamo tranquilli. Ma prima o poi torniamo lì. Prima o poi». Il caso giudiziario, uno dei più controversi d'Italia, continua a dividere l'opinione pubblica. Le Iene, con il servizio di Max Andreetta e Francesco Priano, riaprono il dibattito su possibili errori giudiziari e sulla validità delle prove che hanno portato alla condanna all'ergastolo.
Il contesto della strage di Erba e le prove contestate
La strage di Erba avvenne l'11 dicembre 2006 in via Diaz, quando Raffaella Castagna, suo figlio Youssef di due anni, la madre Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini furono uccise a coltellate. Mario Frigerio, marito di Valeria, sopravvisse miracolosamente grazie a una malformazione alla carotide. Il suo riconoscimento, tardivo e probabilmente condizionato dagli interrogatori del maresciallo Gallorini, fu decisivo per la condanna, ma è stato messo in dubbio da esperti. Oltre allo scontrino, altre prove sono state contestate: una macchia di sangue, repertata come contaminata ma esaminata come «pura», che conteneva il sangue della Cherubini (di cui non esistono foto), e confessioni giudicate «strampalate e prive di riscontri scientifici». Olindo, ora, punta tutto su un nuovo processo di revisione, forte del dettaglio del caffè espresso che, a suo dire, dimostrerebbe che lo scontrino è un falso.
Le prospettive future: un nuovo processo possibile?
Nonostante il no della corte di Brescia, Olindo Romano si dice fiducioso: «Prima o poi torniamo lì». La denuncia di Tarfusser per falso potrebbe aprire nuovi scenari, costringendo la magistratura a rivalutare le prove. Tuttavia, il percorso giudiziario è lungo e incerto. L'intervista alle Iene, trasmessa stasera su Italia 1 alle 21.15, potrebbe rilanciare l'attenzione mediatica sul caso e spingere le istituzioni a un nuovo esame. Il programma, condotto da Veronica Gentili e Max Angioni, dedica la puntata anche ad altri temi, tra cui il caso VAR nel calcio italiano, con interviste a Domenico Rocca, Gianluca Rocchi, Antonio Zappi e Giuseppe Chinè. Ma è l'intervista a Olindo Romano a catalizzare l'attenzione, in un mix di cronaca nera e dubbi giudiziari che tiene banco in Italia da quasi vent'anni.
In sintesi
- Olindo Romano contesta la genuinità dello scontrino del McDonald's, evidenziando la presenza di un caffè espresso che lui non avrebbe mai ordinato.
- Il verbale di sequestro dello scontrino è assente; il documento compare solo dopo quattro giorni in un rapporto del maresciallo Gallorini.
- Le testimonianze e i filmati dell'epoca collocherebbero i coniugi in via Diaz all'ora in cui lo scontrino li dà al McDonald's di Como.
- La corte d'appello di Brescia ha respinto l'istanza di revisione, ma l'ex pg Tarfusser ha denunciato i giudici per falso.
- Olindo Romano ammette di aver confessato per amore, pur dichiarandosi innocente.
- Il caso Erba resta uno dei più controversi della cronaca giudiziaria italiana, con numerose prove contestate.




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