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Marco Rizzo attacca Landini: «Con lui Di Vittorio si rigira nella tomba». E rilancia l'eredità di Mattei

Il leader di Democrazia Sovrana Popolare accusa la Cgil di aver abbandonato i lavoratori per diritti civili e concertazione, mentre celebra i 120 anni dalla nascita del fondatore dell'Eni.

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Marco Rizzo attacca Landini: «Con lui Di Vittorio si rigira nella tomba». E rilancia l'eredità di Mattei
Il leader di Democrazia Sovrana Popolare accusa la Cgil di aver abbandonato i lavoratori per diritti civili e concertaziCredit · il Giornale

I fatti

  • Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare, ha attaccato frontalmente Maurizio Landini e la Cgil.
  • Rizzo ha citato Giuseppe Di Vittorio, storico simbolo del sindacalismo legato alle fabbriche.
  • L'ex dirigente comunista ha criticato la 'concertazione' e l'attenzione 'quasi fanatica verso i diritti civili'.
  • A Matelica (Macerata), Rizzo ha aperto il Congresso nazionale di DSP con l'intervento di Rosangela Mattei, nipote di Enrico Mattei.
  • All'evento per i 120 anni dalla nascita di Mattei hanno partecipato l'ambasciatore algerino Mohammed Keliffi, il console russo Dimitry Stodhkyn e l'ambasciatore Bruno Scapini.
  • Rizzo ha accusato i 'sovranisti di cartone' di aver tolto il gas russo a basso costo, quadruplicando i prezzi.
  • Il leader di DSP ha chiesto di tornare alla situazione precedente alla crisi russo-ucraina e di commerciare con tutti i Paesi.

Un Primo Maggio di fuoco: la bordata di Rizzo contro la Cgil

Mentre la sinistra tradizionale si prepara alle liturgie del Primo Maggio, Marco Rizzo ha sferrato un attacco destinato a far discutere il mondo sindacale. Ai microfoni di Voce Libera, il leader di Democrazia Sovrana Popolare ha colpito frontalmente Maurizio Landini e la trasformazione della Cgil negli ultimi anni. «Con Landini Di Vittorio si rigira nella tomba», ha dichiarato Rizzo, evocando la figura storica di Giuseppe Di Vittorio, simbolo del sindacalismo legato alle fabbriche e ai salari. Secondo l'ex dirigente comunista, il sindacato confederale ha smarrito la funzione di rappresentanza dei lavoratori, concentrandosi su concertazione e diritti civili.

L'accusa: sindacato al servizio dei sindacalisti, non dei lavoratori

«Oggi la CGIL serve più ai sindacalisti che non ai lavoratori», ha affermato Rizzo, criticando la strategia della concertazione — il rapporto stabile tra sindacati, imprese e governi — e quella che definisce un'attenzione «quasi fanatica verso i diritti civili». Un'accusa che intercetta la crescente distanza tra la sinistra delle élite urbane e il mondo operaio tradizionale. In una nota diffusa in occasione della Festa dei lavoratori, Rizzo ha denunciato la «totale mancanza di democrazia» nelle relazioni sindacali, dove i sindacati confederali bloccano qualunque alternativa, con la benedizione del CNEL. Ha citato la Cgil che fa contratti a cinque euro lorde l'ora, salvo poi definire «contratti pirata» tutti gli altri, e le casse edili che tengono fuori gli altri sindacati.

Il lavoro maltrattato da trent'anni e il costo della vita

Rizzo ha evidenziato che «il lavoro è maltrattato da trent'anni» e che oggi non si può restare in silenzio di fronte al dramma dei lavoratori e della piccola e media impresa, «asse portante della nostra economia». Ha sottolineato l'aumento del costo della vita, con la componente dell'energia che ha costi ormai esorbitanti e costituisce larga parte del bilancio familiare. «Non si può restare inerti», ha aggiunto, lanciando un appello a rompere il silenzio di fronte a una crisi che colpisce il cuore produttivo del Paese.

A Matelica, l'omaggio a Enrico Mattei e i legami internazionali

Il 30 aprile, a Matelica (Macerata), Rizzo ha celebrato i 120 anni dalla nascita di Enrico Mattei, fondatore dell'Eni. All'evento hanno partecipato Rosangela Mattei, nipote di Enrico, che ha preso la tessera di DSP, l'ambasciatore algerino Mohammed Keliffi, il console russo Dimitry Stodhkyn e l'ambasciatore Bruno Scapini. «Il mio pensiero va a una figura che ha cambiato l'Italia», ha detto Rizzo, definendo Mattei un punto di riferimento per chiunque voglia la sovranità dell'Italia. Ha rivendicato per DSP il ruolo di unico partito nato per questo, con solidi legami internazionali.

L'attacco ai sovranisti di cartone e la politica energetica

Rizzo ha attaccato i «troppi sovranisti di cartone, a parole filo-italiani, ma poi pronti ad assecondare i padroni stranieri», accusandoli di aver tolto il gas russo a basso costo agli italiani, causando la quadruplicazione dei prezzi del gas e contribuendo alla desertificazione produttiva del Paese. «Vediamo con sconcerto e un po' di sdegno che questo patriota straordinario e coraggioso, ucciso perché voleva e valorizzava il petrolio italiano, viene strumentalizzato», ha aggiunto, invocando il ritorno alla situazione precedente alla crisi russo-ucraina.

La visione di DSP: commerciare con tutti per la pace

«Vogliamo la possibilità di commerciare con tutti i Paesi del mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, dall'India alla Cina, per la pace e la concordia tra i popoli», ha dichiarato Rizzo. L'indipendenza delle nazioni e la loro reciproca cooperazione, ha concluso, hanno il volto di Enrico Mattei. Il leader di DSP ha ribadito la necessità di un'Italia sovrana, capace di scegliere autonomamente le proprie alleanze energetiche e commerciali, in netta rottura con le politiche europee fin qui seguite.

In sintesi

  • Marco Rizzo ha lanciato un duro attacco alla Cgil e a Maurizio Landini, accusandoli di aver abbandonato la tutela dei lavoratori per diritti civili e concertazione.
  • Rizzo ha evocato Giuseppe Di Vittorio come simbolo di un sindacalismo legato alle fabbriche e al conflitto sociale, contrapposto alla deriva attuale.
  • Il leader di DSP ha denunciato la mancanza di democrazia sindacale, con i confederali che bloccano alternative e il CNEL che li benedice.
  • A Matelica, Rizzo ha celebrato i 120 anni di Enrico Mattei, con la partecipazione di diplomatici algerini, russi e italiani, e l'adesione di Rosangela Mattei a DSP.
  • Rizzo ha criticato i sovranisti di cartone per aver tolto il gas russo a basso costo, quadruplicando i prezzi e desertificando la produzione italiana.
  • DSP propone una politica estera basata sul commercio con tutti i Paesi, dalla Russia alla Cina, per la pace e la sovranità nazionale.
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