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Paolo Ruffini porta 'Din Don Down' all'Arena di Verona: 10.000 biglietti esauriti in cinque giorni

Lo spettacolo con attori con sindrome di Down, già visto da 130.000 spettatori in settanta repliche, approda nell'anfiteatro veronese tra polemiche e consensi.

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Paolo Ruffini porta 'Din Don Down' all'Arena di Verona: 10.000 biglietti esauriti in cinque giorni
Lo spettacolo con attori con sindrome di Down, già visto da 130.000 spettatori in settanta repliche, approda nell'anfiteCredit · Corriere del Veneto

I fatti

  • Lo spettacolo 'Din Don Down' ha superato le 70 repliche sold out dal debutto nell'ottobre 2024.
  • Il totale dei biglietti venduti ha raggiunto quota 130.000 prima dell'evento all'Arena di Verona.
  • L'evento all'Arena di Verona ha esaurito 10.000 biglietti in soli 5 giorni.
  • La Compagnia Mayor Von Frinzius, formata da attori con disabilità, è diretta da Lamberto Giannini.
  • Paolo Ruffini e la compagnia sono stati ricevuti in Vaticano da Papa Leone XIV.
  • Hanno ottenuto il Premio '100 eccellenze italiane' a Montecitorio.
  • A gennaio 2025 è partita su Radio24 la trasmissione 'Radio Up&Down' condotta da Ruffini e Federico Parlanti, primo speaker radiofonico italiano con sindrome di Down.
  • Il vescovo ausiliare di Milano, monsignor Luca Raimondi, ha dichiarato: 'C'è più Cristo in questo spettacolo che in tante chiese.'

Un kolossal teatrale nato da un'idea considerata 'pazzia'

Quando Paolo Ruffini raccontava di voler creare uno spettacolo su Dio con protagonisti persone con sindrome di Down, in cui uomini vestiti da suora e un Gesù Cristo che dice 'vorrei che Dio fosse Down, come me, sulla croce', molti lo mettevano in guardia: 'mi avrebbero lapidato', ricorda. Invece, domani sera l'attore livornese calcherà il palco dell'Arena di Verona con 'Din Don Down - Alla ricerca di (D)io', spettacolo che ha già conquistato 130.000 spettatori in settanta repliche sold out dal debutto nell'ottobre 2024. L'evento all'anfiteatro veronese ha esaurito i 10.000 biglietti disponibili in soli cinque giorni dall'annuncio, portando il bilancio complessivo dello spettacolo a 140.000 presenze. Ruffini definisce il successo 'un'anomalia incredibile', un fenomeno che sembrava una pazzia e che invece ha ottenuto persino l'endorsement del vescovo ausiliare di Milano, monsignor Luca Raimondi: 'C'è più Cristo in questo spettacolo che in tante chiese'.

Polemiche e accuse di sfruttamento: la replica di Ruffini e del regista

Il successo non è esente da critiche. Sui social, commenti al vetriolo accusano Ruffini di usare persone con disabilità 'come fossero peluche' e di costruire 'una fortezza comunicativa associando la sua immagine a delle categorie fragili', come sostiene il content creator veneziano Mattia Marangon. Secondo Marangon, si tratterebbe di 'una furbata moralista' per trasformare le persone disabili in espedienti funzionali alla viralità. Lamberto Giannini, direttore della Compagnia Mayor Von Frinzius e regista dello spettacolo, respinge l'accusa: 'I soggetti disabili hanno prospettive teatrali molto potenti; soltanto il perbenismo ha impedito finora di vederli come soggetti teatrali. Cerchiamo di mettere in scena la disabilità senza abbellimenti, per quello che è, per i limiti che ha e per la potenza che possiede'. Ruffini, dal canto suo, non cerca mediazioni: 'L'accusa di sfruttamento? Certo che c'è sfruttamento, perché il teatro non sfrutta continuamente qualcuno? Se io faccio Romeo e Giulietta, non sfrutterò la bellezza di una giovane ragazza e un giovane ragazzo per interpretare gli innamorati di Shakespeare? Il teatro è sfruttamento per natura, ma io pago le persone che sono sul palco con me.'

Uno spettacolo commerciale senza sponsor né tax credit

Ruffini sottolinea la natura commerciale del progetto: 'Io non vendo pandori, non faccio beneficenza: questi sono spettacoli commerciali, non ci sono loghi sul manifesto, non c'è neanche tax credit, qui si vive di biglietti venduti. Gli attori lavorano non perché sono disabili ma perché sono bravi'. Lo spettacolo vive per il 30% di improvvisazione, ma non rinuncia alla massima cura tecnica per l'accessibilità: all'Arena sono stati previsti maxi-schermi e una ripresa dedicata per le traduttrici nel linguaggio dei segni. 'Una spettatrice sorda, un giorno, mi ha detto: "Paolo, quando la gente ride, io non so perché. Un cieco sente le battute, noi no". E ha ragione. Quando una critica è sensata, noi la raccogliamo e la trasformiamo in occasione', racconta Ruffini. Le polemiche diventano così un motivo per andare avanti: 'L'esigenza di piacere a tutti è dittatoriale rispetto al nostro ego. Sono felice di non piacere a chi mi critica senza sostanza: se un cannibale ti dice che ha mangiato bene a casa tua, c'è qualcosa che non va. Finché non piaccio a loro, vuol dire che sto facendo bene'.

Dall'Arena al Vaticano: riconoscimenti istituzionali e nuovi progetti

Il percorso di 'Din Don Down' ha trovato riconoscimenti anche al di fuori del contesto teatrale. Paolo Ruffini e la Compagnia Mayor Von Frinzius sono stati ricevuti in Vaticano da Papa Leone XIV e hanno ottenuto il Premio '100 eccellenze italiane' a Montecitorio. La diffusione sui social di estratti dello spettacolo e delle standing ovation ha ampliato la visibilità del lavoro, raggiungendo milioni di visualizzazioni. Il successo ha dato origine a nuove declinazioni del progetto. A gennaio 2025 è iniziata su Radio24 la trasmissione 'Radio Up&Down - la trasmissione con un cromosoma in più', condotta da Paolo Ruffini insieme a Federico Parlanti, primo speaker radiofonico italiano con sindrome di Down. Intanto, la Compagnia Mayor Von Frinzius si prepara a giorni intensi: il 7 e 8 maggio debutterà al Teatro Goldoni di Livorno con la nuova produzione 'Non posso, c'ho da fa', mentre il 15 maggio tornerà all'Arena di Verona, questa volta senza Ruffini, ospite della serata di beneficenza 'La grande sfida, InConTrArti' presentata da Federico Parlanti, con Francesco Renga e il cast di Notre Dame de Paris.

Il significato più profondo: normalità, identità e spiritualità

Lo spettacolo affronta il concetto di 'normalità' con un linguaggio diretto e coinvolgente che tocca anche la spiritualità. Ruffini spiega: 'Siamo in un periodo storico in cui siamo disabili alla cordialità, alla gentilezza. Siamo disabili all'ironia. Din Don Down riporta questa dimensione. Per anni ho cercato di far ridere ma in realtà la gente ha proprio bisogno di piangere, di sfogare un sentimento di profondo disagio. E qualcosa che sia più intimo'. Durante lo spettacolo si ride e si piange: 'C'è una dinamica fisiologica che dice che dopo aver riso sei più attento e sei predisposto a lasciare spazio anche alla commozione. È uno spettacolo emozionale, uno spettacolo in cui il pubblico alla fine più che bravi ci dice grazie'. Ruffini aggiunge: 'Mai come nel mondo della disabilità credo ci sia una giusta affermazione dell'identità che prescinde dalla disabilità che posso avere, che prescinde dalle condizioni genetiche da cui posso nascere e che va verso una direzione legata all'anima, al cuore, alla spiritualità a scoprire chi siamo davvero'.

Un palco che unisce Olimpiadi e Paralimpiadi, ma con un auspicio

Il palco dell'Arena di Verona è lo stesso che ha ospitato la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Invernali meno di due mesi fa. Ruffini lo vede come 'un continuum' e ne è orgoglioso, ma esprime un auspicio: 'Mi piacerebbe che un giorno esistessero soltanto le Olimpiadi e non più le Paralimpiadi. Questo spettacolo, ad esempio, non è certo inclusivo: è uno spettacolo e basta. Finché si parla di una cosa, vuol dire che c'è ancora bisogno di parlarne, quando non se ne parlerà più, vorrà dire che è stata finalmente digerita'. Questa visione ha trasformato quello che doveva essere un progetto di nicchia in un kolossal teatrale. Ruffini conclude con una nota ironica: 'Dio è molto meno permaloso di tanta gente', riferendosi alle critiche ricevute. Lo spettacolo continua a raccogliere amore e meraviglia, come dice lui stesso: 'Un amore che onestamente non ci aspettavamo e che continua data dopo data'.

In sintesi

  • Paolo Ruffini e la Compagnia Mayor Von Frinzius hanno portato 'Din Don Down' all'Arena di Verona con 10.000 biglietti esauriti in 5 giorni, raggiungendo 140.000 spettatori totali.
  • Lo spettacolo, che ha debuttato nell'ottobre 2024, ha superato 70 repliche sold out e ha ottenuto riconoscimenti istituzionali come il Premio '100 eccellenze italiane' e un'udienza in Vaticano.
  • Le accuse di sfruttamento delle persone con disabilità sono state respinte dal regista Lamberto Giannini e da Ruffini, che sottolinea la natura commerciale e la retribuzione degli attori.
  • Il progetto ha generato una trasmissione radiofonica su Radio24, 'Radio Up&Down', condotta da Ruffini e Federico Parlanti, primo speaker italiano con sindrome di Down.
  • Ruffini auspica un futuro in cui non si parli più di inclusione perché la diversità sarà normalizzata, come quando non ci saranno più Olimpiadi e Paralimpiadi separate.
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