Pistons completano la rimonta da 1-3: 116-94 su Orlando in Gara 7 e volano in semifinale
Cade Cunningham (32 punti, 12 assist) e Tobias Harris (30 punti) guidano Detroit al primo successo in una serie playoff dal 2008, spegnendo il sogno dei Magic di Paolo Banchero.

ITALY —
I fatti
- Detroit Pistons battono Orlando Magic 116-94 in Gara 7, completando la rimonta da 1-3 nella serie.
- Cade Cunningham segna 32 punti con 12 assist, media di 32.4 punti nella serie.
- Tobias Harris contribuisce con 30 punti, 17 dei quali nel secondo quarto.
- Jalen Duren registra 15 punti e 15 rimbalzi, il suo primo 'doppia-doppia' di impatto nella serie.
- Paolo Banchero totalizza 38 punti ma resta isolato in attacco.
- I Magic segnano solo 15 punti nel terzo quarto e 113 punti complessivi negli ultimi sei quarti della serie.
- Detroit è la quindicesima squadra nella storia NBA a rimontare da 1-3.
- I Pistons affronteranno i Cleveland Cavaliers in semifinale di Eastern Conference.
La notte della rinascita
I Detroit Pistons tornano a vincere una serie di playoff dopo 18 anni, e lo fanno nel modo più spettacolare: 116-94 sugli Orlando Magic in Gara 7, completando una rimonta da 1-3 che li proietta al turno successivo. La partita si gioca alla Little Caesars Arena di Detroit, inaugurata nel 2017, davanti a un pubblico che non vedeva la propria squadra avanzare nei playoff dal 2008. Il match si accende nel primo tempo con continui ribaltamenti, ma è Tobias Harris a firmare il break decisivo nel secondo quarto, segnando 17 punti e portando Detroit sul 60-49 all'intervallo. Nella ripresa, i Pistons mantengono il controllo, con un parziale di 11-2 in apertura di terzo quarto che allunga il vantaggio oltre le 20 lunghezze. La tripla sulla sirena di Daniss Jenkins chiude virtualmente i conti sul 83-64, e l'ultimo periodo è pura gestione.
Cunningham e Harris: una coppia da record
Cade Cunningham è il faro della squadra: 32 punti e 12 assist, con una media monstre di 32.4 punti nella serie. Tobias Harris è il perfetto co-protagonista con 30 punti, dando a Detroit quella seconda opzione offensiva che fa la differenza nelle notti decisive. Insieme, diventano la decima coppia di compagni capace di superare quota 30 in una Gara 7, e il primo duo dei Pistons a segnare almeno 30 punti a testa in una gara playoff dal 1977. Jalen Duren, finalmente d'impatto nella serie, firma un poderoso 15+15, il suo primo vero 'squillo'. Dalla panchina, Daniss Jenkins aggiunge 16 punti, mentre Robinson contribuisce con 10 punti. La profondità della rosa di Detroit emerge nel momento cruciale.
Il crollo offensivo di Orlando
Orlando si aggrappa al solo Paolo Banchero, autore di 38 punti (14/25 dal campo), 9 rimbalzi e 6 assist, ma troppo isolato dopo l'infortunio di Franz Wagner in Gara 4. I Magic crollano soprattutto in attacco: appena 113 punti segnati negli ultimi sei quarti della serie, un dato che racconta il blackout offensivo. Nel terzo quarto segnano solo 15 punti, e faticano a costruire tiri. Jalen Suggs esce ridimensionato, sostanzialmente incapace di segnare un tiro nelle ultime partite. Banchero, nonostante i 45 punti in Gara 5 a Detroit, porta sulle spalle la responsabilità di Gara 6, persa in casa dopo essere stati avanti di 24 punti, e una serie con 3.4 palle perse a fronte di 6.3 assist di media e percentuali basse al tiro (42%).
Il precedente del 2003 e la storia
La serie tra Pistons e Magic ha un precedente storico: nel 2003, Detroit, testa di serie numero 1, era finita sotto 3-1 contro Orlando di Tracy McGrady e Doc Rivers, per poi rimontare e vincere Gara 7 al Palace of Auburn Hills. Questa volta, i Pistons ripetono l'impresa, diventando la quindicesima squadra nella storia NBA a rimontare da 1-3. Ironia della sorte, anche i Philadelphia 76ers hanno compiuto la stessa impresa poche ore prima, eliminando i Boston Celtics dopo essere finiti sotto 1-3. l'amaro in bocca è doppio: l'infortunio di Franz Wagner (non il primo della sua carriera costellata di stop) e l'incredibile controprestazione di Gara 6, in casa e col match point sprecato con 19 punti nel secondo tempo.
Il futuro di coach Mosley e dei Magic
Chi rischia di pagare la terza eliminazione di fila al primo turno dei playoff è coach Jamahl Mosley, che non ha saputo costruire un attacco affidabile ed efficace attorno a Banchero e Wagner. Dopo aver riportato Orlando ai playoff, Mosley potrebbe aver terminato il 'credito' accumulato. La dirigenza dei Magic dovrà valutare il futuro, mentre la squadra esce ridimensionata, con giocatori come Suggs incapaci di incidere nei momenti cruciali.
Ora la sfida con Cleveland
I Pistons attendono ora i Cleveland Cavaliers, che hanno sconfitto 114-102 i Toronto Raptors nell'altra Gara 7. A trascinare Cleveland è stato il tandem Donovan Mitchell (22 punti) e Jarrett Allen (22 punti, massimo in carriera ai playoff, con 19 rimbalzi). James Harden ha chiuso con 18 punti, ma con un insufficiente 3/9 dal campo. RJ Barrett è stato il top scorer con 24 punti, mentre Scottie Barnes ha aggiunto 23 punti e 9 rimbalzi. Gara 1 della semifinale di Eastern Conference è in programma martedì notte alla Little Caesars Arena di Detroit. I Pistons, reduci da una rimonta epica, cercheranno di continuare il sogno, mentre i Cavaliers si presentano con un roster profondo e l'esperienza di Mitchell e Allen.
In sintesi
- Detroit Pistons completano la rimonta da 1-3 nella serie contro Orlando Magic, vincendo Gara 7 per 116-94.
- Cade Cunningham (32 punti, 12 assist) e Tobias Harris (30 punti) guidano l'attacco, diventando la decima coppia a segnare 30+ punti in Gara 7.
- Orlando Magic crollano offensivamente, segnando solo 113 punti negli ultimi sei quarti della serie, nonostante i 38 punti di Paolo Banchero.
- I Pistons tornano a vincere una serie playoff dopo 18 anni e diventano la quindicesima squadra NBA a rimontare da 1-3.
- Detroit affronterà i Cleveland Cavaliers in semifinale di Eastern Conference, con Gara 1 in programma martedì notte alla Little Caesars Arena.
- Coach Jamahl Mosley rischia l'esonero dopo la terza eliminazione consecutiva al primo turno, con un attacco incapace di sostenere Banchero e Wagner.



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