Poste Italiane elimina la posta prioritaria dal servizio universale: tariffe libere e tempi fino a 5 giorni
Dal 1° maggio 2026, Posta1, Postapriority e altri servizi rapidi escono dal perimetro garantito, con effetti su costi e consegne per cittadini e commercio online.

ITALY —
I fatti
- Dal 1° maggio 2026, Poste Italiane non offre più Posta1, Posta1Pro, Posta1Pro Risposta Pagata, Posta1online nazionale e internazionale, e Postapriority Internazionale come servizi universali.
- La legge di Bilancio 2026 ha modificato il decreto legislativo 261/1999, prorogando l'affidamento del servizio universale a Poste fino al 31 dicembre 2036, ma escludendo la posta prioritaria.
- Postapriority Internazionale continuerà a essere erogato fuori dal servizio universale solo presso gli uffici postali a partire da metà maggio 2026.
- I servizi Posta4, Posta4Pro e Posta4online sono stati rinominati rispettivamente 'Posta Ordinaria', 'Posta Ordinaria Pro' e 'Posta Ordinaria Online'.
- La posta ordinaria costa 1,30 euro per invii fino a 20 grammi in formato piccolo standard, con tempi di recapito fino a 5 giorni lavorativi.
- Nei primi nove mesi del 2025, i pacchi consegnati in Italia hanno superato 855 milioni, in crescita del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2024.
- L'amministratore delegato Matteo Del Fante ha stimato una perdita annua di circa 100 milioni di euro di ricavi dalla posta, con costi del lavoro in aumento.
L'addio alla posta prioritaria: cosa cambia dal 1° maggio
Dal primo maggio 2026, spedire una lettera o un piccolo pacco in modo rapido e a costo contenuto non è più un diritto garantito dallo Stato. Poste Italiane ha cessato di offrire la maggior parte dei servizi di posta prioritaria all'interno del Servizio Universale, modificando radicalmente le abitudini di milioni di italiani. I prodotti coinvolti sono Posta1, Posta1Pro, Posta1Pro Risposta Pagata, Posta1online nazionale e internazionale, e Postapriority Internazionale. Quest'ultimo, però, continuerà a essere disponibile a partire da metà maggio 2026, ma solo presso gli uffici postali e fuori dal perimetro del servizio universale, con tariffe di mercato. La decisione è stata introdotta dalla legge di Bilancio 2026, che ha prorogato l'affidamento del Servizio Universale a Poste Italiane fino al 31 dicembre 2036, ma ha al contempo modificato la normativa, escludendo la posta prioritaria dall'elenco dei servizi garantiti.
Le ragioni di Poste Italiane: volumi in calo e costi insostenibili
L'amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha illustrato le motivazioni alla base del cambiamento durante un'audizione alla Commissione Trasporti della Camera il 21 aprile. I volumi della corrispondenza tradizionale sono in picchiata, rendendo sempre più difficile per l'azienda operare il servizio con le garanzie del servizio universale. «La stima che facciamo è, ogni anno, di perdere circa 100 milioni di ricavi dalla posta. Se volessi mantenere i conti in ordine dovrei ridurre di 100 milioni i costi e non è possibile ridurre di 100 milioni di euro la forza lavoro, che è il costo principale. Anzi, il nostro costo del lavoro negli anni è salito», ha dichiarato Del Fante. Con l'esclusione della posta prioritaria, i tempi di consegna passano da un giorno lavorativo a cinque giorni. «Questo ci dà più flessibilità nella gestione operativa. Quando dobbiamo andare nei cinque giorni a consegnare la lettera magari aspettiamo che in quei cinque giorni in quella casa ci vada anche un pacco, quindi riusciamo a fare un po' di sinergia, di economia», ha aggiunto il manager.
Le nuove tariffe: dalla posta ordinaria ai servizi alternativi
Con l'uscita della posta prioritaria dal servizio universale, le tariffe non sono più calmierate ma definite dal mercato. Per chi desidera spedire in modo rapido, occorrerà rivolgersi a servizi di corriere espresso o alle soluzioni business di Poste Italiane, con costi potenzialmente più elevati. La posta ordinaria, ex Posta4, resta invece nel servizio universale con tempi di recapito fino a cinque giorni lavorativi. Le tariffe partono da 1,30 euro per un invio fino a 20 grammi in formato piccolo standard, 2,90 euro per il formato medio e 3,25 euro per quello extra o non standard. Oltre i 20 grammi, i prezzi salgono progressivamente fino a 7,60 euro per gli invii più pesanti, fino a 2 chili. Per i pacchi, Poste Delivery Standard ha un prezzo di 10,30 euro per il formato standard da 0 a 3 chili, 12,20 euro da 3 a 5 chili, 14,30 euro da 5 a 10 chili e 18,30 euro da 10 a 20 chili. Per i formati non standard si parte da 15,30 euro nella fascia 0-3 chili. Aumentano anche le spese di notifica, incluse le multe stradali, che passano da 11,60 a 12,40 euro, mentre resta confermata la tariffa agevolata di 1,45 euro per spedizioni di libri fino a 2 chili.
L'allarme delle associazioni dei consumatori: rincari e ricadute sull'e-commerce
Le associazioni dei consumatori hanno immediatamente denunciato i possibili effetti negativi della misura. Adiconsum, in particolare, ha sottolineato che la novità penalizzerà non solo chi spedisce, ma anche chi riceve, coinvolgendo l'intero comparto del commercio online. «Per le spedizioni economiche e leggere, i venditori ricorrevano finora alla Posta1, che garantiva tempi celeri, costi bassi e il tracciamento delle spedizioni. Inoltre, l'aumento dei costi sarà scaricato sui consumatori finali», ha spiegato Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo. Il settore dell'e-commerce è in forte crescita: secondo l'Osservatorio Agcom, nei primi nove mesi del 2025 i pacchi consegnati in Italia hanno superato quota 855 milioni, con un incremento del 5,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I piccoli venditori, artigiani e professionisti che spedivano prodotti leggeri e di basso valore tramite Posta1 si trovano ora senza un'opzione intermedia tra la posta ordinaria lenta e i corrieri espressi costosi.
Il quadro normativo: servizio universale e coesione sociale
Il Servizio postale universale, come definito dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha lo scopo di erogare il servizio postale per «garantire la coesione sociale, senza discriminazioni tra gli utenti». Attualmente è affidato a Poste Italiane, obbligata a fornire su tutto il territorio nazionale una serie di servizi indicati dalla legge. Con la legge di Bilancio 2026, l'elenco di questi servizi è cambiato: la posta prioritaria è stata rimossa, mentre sono stati aggiornati i livelli di servizio per i prodotti rimasti. Per molti metodi ancora compresi nel servizio universale, il recapito dovrà avvenire entro il quinto giorno lavorativo successivo alla spedizione, secondo le percentuali definite dall'AGCom. La decisione segna un punto di svolta: per la prima volta, un servizio considerato essenziale per la rapidità delle comunicazioni viene escluso dal perimetro garantito, lasciando spazio alle logiche di mercato.
Cosa cambia per cittadini e imprese: abitudini da rivedere
Per i cittadini, il primo maggio 2026 non segna solo l'addio alla posta prioritaria, ma anche un cambio di abitudini. Spedire velocemente una busta, un documento o un piccolo prodotto potrebbe diventare meno semplice e meno conveniente. Chi acquista online, soprattutto da piccoli negozi o venditori indipendenti, potrebbe vedere aumentare le spese di spedizione sul prezzo finale. Le imprese, in particolare quelle del commercio elettronico, dovranno rivedere le proprie strategie logistiche. La scomparsa di Posta1 come opzione intermedia costringe a scegliere tra un servizio più lento (posta ordinaria, fino a 5 giorni) e uno più costoso (corrieri espressi o soluzioni business). Il rischio, denunciano le associazioni, è che l'aumento dei costi venga trasferito sui consumatori. Poste Italiane, dal canto suo, offre «un'ampia gamma di soluzioni nazionali e internazionali alternative» per chi desidera continuare a spedire in modo veloce, ma a condizioni di mercato.
Prospettive future: un servizio universale in evoluzione
La riforma della posta prioritaria è solo l'ultimo tassello di una trasformazione più ampia del servizio postale, alle prese con il declino della corrispondenza tradizionale e l'esplosione dell'e-commerce. La scelta di escludere i servizi rapidi dal perimetro universale riflette la necessità di adeguare il modello di business a un mercato in profonda evoluzione. L'amministratore delegato Del Fante ha parlato di una «sfida» che deve continuare a operare il servizio universale con ricavi in diminuzione. La flessibilità operativa ottenuta con i nuovi tempi di consegna a cinque giorni potrebbe consentire sinergie con la consegna dei pacchi, migliorando l'efficienza complessiva. Resta da vedere se le alternative di mercato offerte da Poste e dai corrieri privati riusciranno a colmare il vuoto lasciato dalla posta prioritaria, e a quali condizioni per gli utenti. Le associazioni dei consumatori promettono di monitorare l'evoluzione delle tariffe e dei servizi, pronti a denunciare eventuali abusi.
In sintesi
- Dal 1° maggio 2026, Posta1, Postapriority e altri servizi rapidi non sono più garantiti dal servizio universale; le tariffe sono libere e i tempi di consegna si allungano fino a 5 giorni.
- Poste Italiane stima una perdita annua di 100 milioni di euro di ricavi dalla posta, con costi del lavoro in aumento, motivando la scelta con la necessità di flessibilità operativa.
- Le tariffe della posta ordinaria (ex Posta4) restano calmierate, ma con tempi più lunghi: da 1,30 euro per 20 grammi a 7,60 euro per 2 chili.
- L'e-commerce è in forte crescita (855 milioni di pacchi nei primi 9 mesi del 2025, +5,7%), e i piccoli venditori sono i più colpiti dalla scomparsa dell'opzione intermedia Posta1.
- Le associazioni dei consumatori temono rincari per gli utenti finali e un impatto negativo sul commercio online, con costi di spedizione più alti.
- Postapriority Internazionale continuerà fuori dal servizio universale solo negli uffici postali da metà maggio 2026.




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