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Rottamazione quinquies si allarga ai Comuni: l'emendamento al Dl fiscale include Imu, Tari e multe

Il Ministero dell'Economia ha dato il via libera all'estensione della definizione agevolata ai tributi locali, su spinta dell'Anci, con scadenza per le adesioni fissata al 30 settembre.

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Rottamazione quinquies si allarga ai Comuni: l'emendamento al Dl fiscale include Imu, Tari e multe
Il Ministero dell'Economia ha dato il via libera all'estensione della definizione agevolata ai tributi locali, su spintaCredit · Sky TG24

I fatti

  • L'emendamento al decreto fiscale estende la rottamazione quinquies ai crediti comunali affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
  • Il via libera del MEF è arrivato durante l'esame in commissione Bilancio del Senato; il decreto deve essere approvato entro il 26 maggio.
  • I Comuni che aderiranno dovranno comunicarlo all'Agenzia entro il 30 settembre 2026.
  • Il primo pagamento rateale è previsto entro fine luglio, con importo minimo di 100 euro per rata.
  • L'Anci, tramite il delegato Alessandro Canelli, ha chiesto il coinvolgimento diretto dell'Agenzia per superare le difficoltà operative degli enti locali.
  • La rottamazione copre Imu, Tari, Tasi, imposta di soggiorno, Cosap, multe stradali e canoni di locazione.
  • La partecipazione dei Comuni è volontaria, ma la procedura sarà unificata a livello nazionale.
  • Non sarà più possibile richiedere il prospetto informativo per la rottamazione quinquies.

Il via libera del MEF e i tempi stretti del decreto

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha approvato un emendamento al decreto fiscale che estende la rottamazione delle cartelle esattoriali ai tributi comunali. La misura, in discussione da tempo, è ora all'esame della commissione Bilancio del Senato e dovrà essere convertita in legge entro il 26 maggio. L'emendamento prevede che i crediti affidati dagli enti locali all'Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 possano essere oggetto di definizione agevolata. I Comuni interessati dovranno comunicare la propria adesione entro il 30 settembre 2026, mentre il primo versamento rateale è fissato entro fine luglio, con un importo minimo di 100 euro per rata.

La spinta dell'Anci e le parole di Alessandro Canelli

A premere per l'estensione della rottamazione ai Comuni è stata l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, che nelle scorse settimane ha portato la richiesta in audizione davanti alle commissioni Finanze e Tesoro della Camera. Il delegato Anci alla finanza locale e sindaco di Novara, Alessandro Canelli, ha denunciato l'"ingiusta disparità tra enti e tra contribuenti anche dello stesso Comune" creata dall'attuale impossibilità per gli enti locali di applicare la definizione agevolata ai carichi affidati all'Agenzia. Canelli ha proposto di "coinvolgere direttamente l'Agenzia e consentire anche ai Comuni di accedere alla rottamazione", con un modello uniforme e sostenibile. La sua proposta si è tradotta nell'emendamento ora in discussione.

Un'unica procedura nazionale per superare le difficoltà locali

Finora i Comuni potevano attivare una propria rottamazione solo in base alla Legge di Bilancio 2026, ma le difficoltà operative ne hanno decretato lo scarso successo. Con il nuovo meccanismo, gli enti locali potranno invece affidarsi all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, che gestirà una procedura standardizzata su tutto il territorio. La partecipazione resta volontaria: ogni Comune deciderà se aderire o meno. Ma chi sceglierà di farlo seguirà le stesse regole valide a livello nazionale, eliminando le differenze tra territori che finora hanno frenato l'adesione.

I tributi coperti e l'arco temporale dei carichi

L'emendamento elenca esplicitamente i crediti che potranno essere rottamati: Imu, Tari, Tasi, imposta di soggiorno, imposta per l'occupazione di suolo pubblico e pubblicità, multe stradali, canoni per concessione di aree pubbliche e per locazione di immobili. I carichi devono essere stati affidati all'Agenzia tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. L'estensione riguarda quindi un arco temporale di 23 anni, coprendo la quasi totalità delle pendenze comunali non ancora riscosse.

Scadenze ravvicinate e rateizzazione minima

I Comuni che intendono aderire devono comunicare la decisione all'Agenzia entro il 30 settembre. Il primo pagamento rateale è previsto entro fine luglio, con un importo minimo di 100 euro per rata. La scadenza ravvicinata impone agli enti locali una rapida valutazione. Intanto, per i contribuenti che hanno già aderito alla rottamazione quinquies, non sarà più possibile richiedere il prospetto informativo. La finestra per le adesioni si è chiusa, ma si aprono spiragli per una riapertura della definizione agevolata, come suggerito da alcune voci parlamentari.

Prospettive e nodi aperti

L'approvazione definitiva dell'emendamento è subordinata al via libera del Senato entro il 26 maggio. Se passerà, i Comuni avranno quattro mesi per decidere se aderire. Resta da vedere quanti enti locali coglieranno l'opportunità, considerando le passate difficoltà operative. La misura potrebbe ridurre il contenzioso e aumentare le entrate per i Comuni, ma richiede un impegno organizzativo significativo. L'Anci continuerà a monitorare l'iter, mentre il governo valuta eventuali ulteriori modifiche al decreto fiscale.

In sintesi

  • L'emendamento estende la rottamazione quinquies ai tributi comunali, su richiesta dell'Anci, con il via libera del MEF.
  • I crediti coperti vanno dal 2000 al 2023 e includono Imu, Tari, multe e altri tributi locali.
  • I Comuni hanno tempo fino al 30 settembre per aderire, con primo pagamento entro fine luglio e rata minima di 100 euro.
  • La procedura sarà gestita dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione in modo uniforme su tutto il territorio.
  • La partecipazione è volontaria, ma mira a superare le disparità tra enti e contribuenti.
  • Il decreto fiscale deve essere convertito entro il 26 maggio; la finestra per il prospetto informativo è chiusa.
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