Sandro Veronesi, patron di Oniverse, illeso dopo schianto aereo nei Pirenei: salvato dal paracadute balistico
L'imprenditore veronese e un compagno di volo sono usciti dall'abitacolo dopo un atterraggio d'emergenza guidato dai gendarmi, riportando solo forti dolori alla schiena.

ITALY —
I fatti
- Sandro Veronesi, 66 anni, presidente del gruppo Oniverse, è rimasto coinvolto in un incidente aereo il 24 aprile 2026.
- L'incidente è avvenuto intorno alle 16 mentre sorvolava Labastide-Villefranche, nei Pirenei Atlantici, a bordo di un monomotore da turismo blu e bianco.
- A bordo c'era anche un cittadino italiano di 56 anni.
- Una pattuglia del PSIG di Bayonne, in volo per addestramento, ha visto l'aereo puntare verso il basso e ha allertato i soccorsi.
- Veronesi e il compagno hanno azionato il paracadute balistico di emergenza, che ha frenato la caduta.
- Il velivolo si è schiantato con il muso conficcato nel fango e il paracadute impigliato nei cavi dell'alta tensione.
- I vigili del fuoco hanno trovato i due fuori dall'abitacolo, distesi nell'erba, con forti dolori alla schiena.
- Entrambi sono stati trasportati in ospedale ma non sono in pericolo di vita.
Un volo che poteva trasformarsi in tragedia
Il pomeriggio del 24 aprile, il cielo sopra i Pirenei Atlantici è stato teatro di un incidente aereo che poteva costare la vita a due persone. Sandro Veronesi, 66 anni, presidente del gruppo Oniverse – la holding che controlla i marchi Calzedonia, Tezenis e Intimissimi – era a bordo di un monomotore da turismo insieme a un altro italiano di 56 anni. Il velivolo, un aereo leggero dalla livrea blu e bianca, stava sorvolando la zona di Labastide-Villefranche quando ha iniziato a mostrare evidenti difficoltà tecniche. Secondo le prime ricostruzioni, l'allarme è scattato quasi in tempo reale grazie a una coincidenza provvidenziale: una pattuglia del PSIG (plotone di sorveglianza e intervento della gendarmeria) di Bayonne si trovava in volo nella zona per una missione d'addestramento e ha visto distintamente l'aereo puntare il muso verso il basso. Senza perdere un istante, i gendarmi hanno dato l'allarme e si sono messi alla ricerca del punto d'impatto, guidando i colleghi a terra verso il campo dove il velivolo è appena piombato.
La manovra di emergenza e il paracadute balistico
Mentre i soccorsi venivano coordinati dall'alto, all'interno dell'abitacolo Veronesi e il suo compagno di volo hanno mantenuto il sangue freddo necessario per azionare il paracadute balistico di emergenza. È stata proprio l'apertura del dispositivo a salvare loro la vita, frenando la caduta. Nonostante lo schianto sia stato comunque brutale – con il muso del velivolo letteralmente conficcato nel fango e la tela del paracadute rimasta impigliata nei cavi dell'alta tensione – la velocità d'impatto è stata drasticamente ridotta. Quando i vigili del fuoco hanno raggiunto il luogo dello schianto, hanno trovato Veronesi e il suo compagno di volo fuori dall'abitacolo, distesi nell'erba. Pur non essendo in pericolo di vita, entrambi lamentavano forti dolori alla schiena dovuti alla violenta decelerazione e sono stati trasportati in ospedale.
Un imprenditore appassionato di volo
Sandro Veronesi non è solo un imprenditore di successo nel mondo della moda: è da sempre un grande appassionato di volo e di aviazione. La passione per il cielo lo ha portato a pilotare personalmente i propri aerei, come il monomotore da turismo coinvolto nell'incidente. La sua esperienza potrebbe aver giocato un ruolo nel mantenere la calma durante l'emergenza, consentendo di azionare tempestivamente il paracadute balistico. Il gruppo Oniverse, che Veronesi presiede, è un colosso dell'abbigliamento italiano, con marchi come Calzedonia, Tezenis e Intimissimi diffusi in tutto il mondo. La notizia dell'incidente ha rapidamente fatto il giro dei media italiani, suscitando preoccupazione tra i dipendenti e i collaboratori dell'imprenditore.
Tempestività dei soccorsi grazie alla pattuglia in addestramento
Un elemento cruciale nella vicenda è stato il ruolo della pattuglia del PSIG di Bayonne, che per puro caso si trovava in volo nella stessa zona per una missione d'addestramento. Senza il loro intervento immediato, i soccorsi avrebbero potuto subire ritardi significativi, considerata l'impervietà della zona. I gendarmi hanno visto l'aereo puntare il muso verso il basso e hanno immediatamente dato l'allarme, coordinando le operazioni di ricerca dall'alto. La loro prontezza ha permesso di ridurre i tempi di intervento, evitando che l'incidente si trasformasse in una tragedia. I vigili del fuoco, una volta raggiunto il luogo dello schianto, hanno trovato i due occupanti già fuori dall'abitacolo, segno che la procedura di emergenza era stata eseguita correttamente.
Un bilancio che poteva essere ben diverso
L'incidente aereo del 24 aprile poteva concludersi in modo ben diverso. La combinazione di un guasto tecnico in volo, una zona impervia e la presenza di cavi dell'alta tensione rappresentava una miscela potenzialmente letale. Invece, grazie al paracadute balistico e alla rapidità dei soccorsi, Veronesi e il suo compagno di volo sono usciti dall'abitacolo con solo forti dolori alla schiena. La dinamica precisa dell'incidente è ancora al vaglio delle autorità francesi, che dovranno stabilire le cause del guasto tecnico. Per ora, l'unica certezza è che la prontezza di riflessi e l'efficienza dei sistemi di sicurezza hanno contenuto lo spavento entro i confini di un brutto ricordo.
Le reazioni e l'attesa per il pieno recupero
La notizia dell'incidente ha suscitato un'ondata di solidarietà verso Sandro Veronesi, sia da parte del mondo imprenditoriale che della politica. Molti hanno sottolineato la sua capacità di mantenere la calma in una situazione di estremo pericolo, attribuendo a questo la sua salvezza. Tuttavia, entrambi i feriti restano sotto osservazione in ospedale, dove vengono curati per i dolori alla schiena. Non è ancora chiaro quando Veronesi potrà tornare alle sue attività imprenditoriali, ma fonti vicine al gruppo Oniverse hanno espresso ottimismo, confidando in un pieno recupero. L'incidente, per quanto grave, non ha compromesso la struttura del gruppo, che continua a operare regolarmente.
Una lezione sulla sicurezza aerea
L'incidente di Sandro Veronesi offre una testimonianza concreta dell'importanza dei sistemi di sicurezza passiva negli aerei leggeri. Il paracadute balistico, spesso considerato un optional, si è rivelato determinante per salvare due vite umane. La vicenda potrebbe spingere a una riflessione più ampia sulle dotazioni di sicurezza obbligatorie per i velivoli da turismo. In un contesto in cui gli incidenti aerei leggeri sono spesso fatali, il caso di Veronesi rappresenta un'eccezione positiva. La combinazione di un dispositivo di emergenza funzionante, la prontezza dei soccorritori e la freddezza dei piloti ha permesso di scrivere un finale che, per una volta, non è tragico.
In sintesi
- Sandro Veronesi, presidente di Oniverse, è sopravvissuto a un incidente aereo nei Pirenei il 24 aprile 2026.
- Il paracadute balistico di emergenza ha ridotto la velocità d'impatto, salvando la vita a Veronesi e al suo compagno.
- Una pattuglia del PSIG di Bayonne, in volo per addestramento, ha visto l'incidente e ha allertato i soccorsi, accelerando i tempi di intervento.
- Entrambi gli occupanti sono stati trovati fuori dall'abitacolo, con forti dolori alla schiena, ma non in pericolo di vita.
- L'incidente evidenzia l'importanza dei sistemi di sicurezza passiva negli aerei leggeri.






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