Giorgio Schenone, l'addetto agli arbitri dell'Inter, finisce al centro dell'inchiesta su Rocchi
Il club referee manager nerazzurro, ex guardalinee e amico dell'ex designatore, è citato in un'intercettazione del 2 aprile 2025 che parla di arbitri graditi e sgraditi al club.

ITALY —
I fatti
- Giorgio Schenone è il club referee manager dell'Inter dal 2020.
- È citato in un'intercettazione del 2 aprile 2025 durante il derby di Coppa Italia a San Siro.
- L'intercettazione coinvolge l'ex designatore Gianluca Rocchi, già sotto indagine della Procura di Milano.
- Schenone non è indagato e non è accusato di alcun illecito.
- Il ruolo di club referee manager è riconosciuto dalla Federcalcio e presente in molti club.
- Schenone è stato assistente arbitrale in Serie A e B dal 2009 al 2020, spesso con Rocchi.
- Il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta ha elogiato pubblicamente Schenone per aver ridotto le ammonizioni.
Un nome nuovo nell'inchiesta arbitri
Il 2 aprile 2025, a San Siro, durante la semifinale di andata di Coppa Italia tra Inter e Milan, una telefonata intercettata dalla Procura di Milano ha portato alla luce un nome finora sconosciuto agli atti dell'indagine: Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter. La conversazione, che vede protagonista l'ex designatore Gianluca Rocchi, già sotto osservazione degli inquirenti, ha acceso i riflettori sul sistema di relazioni tra club e arbitri. Schenone, 51 anni, ex guardalinee della sezione di Genova, non è indagato. La sua citazione nelle carte, però, ha sollevato interrogativi sul confine tra lecito dialogo tecnico e possibile influenza sulle designazioni arbitrali. La Procura sta indagando sul cosiddetto "sistema Rocchi", ovvero la gestione delle carriere arbitrali con promozioni e penalizzazioni.
Il ruolo di club referee manager: compiti e limiti
Il club referee manager è una figura ormai diffusa negli organigrammi delle squadre di calcio italiane. Ha il compito di spiegare ai giocatori le novità regolamentari, illustrare i profili degli arbitri designati, organizzare l'accoglienza negli stadi e tenere i rapporti con la categoria arbitrale. Tuttavia, non può interfacciarsi direttamente con il designatore, ma solo con un referente della Commissione Arbitri Nazionale (Can). Nell'Inter, Schenone ricopre questo ruolo dal 2020. È anche docente per la prima squadra e il settore giovanile, e gestisce corsi per conto del settore tecnico della Federcalcio. Il presidente Giuseppe Marotta lo ha elogiato pubblicamente: "Giorgio è stato capace di inculcare nella mente dei nostri tesserati il significato vero dello sport. Anche grazie alle sue lezioni siamo riusciti ad abbassare il numero di ammonizioni".
L'intercettazione chiave: arbitri graditi e sgraditi
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nella telefonata del 2 aprile Rocchi avrebbe discusso delle preferenze dell'Inter sugli arbitri. In particolare, sarebbero emersi due nomi: Andrea Colombo, ritenuto "gradito" per la sfida con il Bologna del 20 aprile, e Daniele Doveri, considerato meno apprezzato e quindi "combinato" per il ritorno di Coppa Italia, al fine di "schermare" il suo arbitraggio in altre gare di fine stagione. Non si tratta di parole testuali delle intercettazioni, ma di una sintesi investigativa utilizzata dal pubblico ministero Ascione. Resta il dubbio se Schenone si sia rivolto a De Marco, il referente Can, o direttamente a Rocchi, suo amico di lunga data. La differenza è sostanziale: il contatto diretto con il designatore è vietato.
La carriera di Schenone: da assistente a dirigente
Giorgio Schenone ha arbitrato per trent'anni, soprattutto come assistente di linea. È stato in organico alla Can di Serie A e B dal 2009 al 2020, e ha spesso fatto parte della squadra arbitrale con Gianluca Rocchi, di cui era considerato l'assistente preferito. Ha maturato esperienza come assistente Var negli ultimi anni di attività. Dal 2020 lavora per l'Inter. Nel suo profilo LinkedIn scrive: "Mi occupo di formazione da un punto di vista regolamentare e comportamentale dei giocatori e dello staff". Conosce bene anche Andrea De Marco, l'ex arbitro incaricato di gestire per conto della Can le relazioni con le società, anch'egli ligure.
Il precedente: il caso Inter-Atalanta
Schenone è stato protagonista in un recente episodio controverso. Durante Inter-Atalanta, l'arbitro Manganiello convalidò il gol di Krstovic dopo un contrasto contestato e negò un rigore all'Inter per un fallo di Scalvini su Frattesi, con il contributo del Var Gariglio. La stessa Aia riconobbe poi che il rigore era netto. Dopo la partita, negli spogliatoi, i dirigenti dell'Inter, Schenone compreso, ebbero un confronto con la squadra arbitrale e con De Marco, presente allo stadio. La società impose il silenzio stampa per le decisioni arbitrali.
Le reazioni e le incognite future
Il nome di Schenone ha suscitato timori tra i tifosi e nella dirigenza dell'Inter, anche se la situazione è in evoluzione. Marotta e il club hanno espresso piena fiducia nel loro club referee manager, sottolineando la sua professionalità e il suo contributo alla riduzione delle ammonizioni. L'indagine della Procura di Milano, però, è ancora in corso. Resta da chiarire se le parole di Rocchi siano state fraintese o se effettivamente vi sia stato un canale di comunicazione non consentito. La vicenda potrebbe avere ripercussioni sul sistema di designazione arbitrale e sulla credibilità del calcio italiano.
Un sistema sotto accusa
L'inchiesta sul "sistema Rocchi" ha messo in luce possibili conflitti di interesse e favoritismi nella gestione delle carriere arbitrali. La figura del club referee manager, nata per facilitare il dialogo tra club e arbitri, rischia ora di essere vista come un potenziale veicolo di pressioni indebite. Per l'Inter, la sfida è dimostrare che il rapporto tra Schenone e Rocchi è rimasto nei limiti della legalità. Per la Procura, l'obiettivo è accertare se vi siano state violazioni delle regole. In ogni caso, il caso Schenone rappresenta un nuovo capitolo di uno scandalo che sta scuotendo il calcio italiano.
In sintesi
- Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter, è citato in un'intercettazione di Gianluca Rocchi del 2 aprile 2025.
- Schenone non è indagato e il suo ruolo è riconosciuto dalla Federcalcio.
- L'intercettazione riguarda arbitri graditi e sgraditi all'Inter, secondo la sintesi investigativa.
- Il contatto diretto tra club e designatore è vietato; Schenone doveva rivolgersi al referente Can Andrea De Marco.
- Il presidente Marotta ha elogiato Schenone per aver ridotto le ammonizioni dell'Inter.
- L'indagine della Procura di Milano sul 'sistema Rocchi' è in corso e potrebbe avere implicazioni più ampie.







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