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Simone Inzaghi rompe il silenzio: "Se avessi battuto il Psg sarei rimasto all'Inter"

L'ex tecnico nerazzurro, oggi all'Al Hilal, racconta la verità sull'addio, il sogno Triplete e l'inchiesta arbitrale che lo ha scioccato.

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Simone Inzaghi rompe il silenzio: "Se avessi battuto il Psg sarei rimasto all'Inter"
L'ex tecnico nerazzurro, oggi all'Al Hilal, racconta la verità sull'addio, il sogno Triplete e l'inchiesta arbitrale cheCredit · La Gazzetta dello Sport

I fatti

  • Inzaghi ha lasciato l'Inter due giorni dopo la finale di Champions persa 5-0 contro il Psg.
  • La decisione è stata presa a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin.
  • L'Inter ha giocato 23 partite in più del Napoli nella stagione 2024-25.
  • Inzaghi ha vinto uno scudetto con l'Inter e perso due (contro Milan e Napoli).
  • L'Al Hilal è ancora imbattuto in stagione, eliminato dall'Al Sadd ai rigori in Champions asiatica.
  • Inzaghi ha un anno di contratto con l'Al Hilal e non pensa a un ritorno in Serie A o in Nazionale.
  • Federico Dimarco è stato trattenuto da Inzaghi all'Inter, evitando un altro prestito.
  • Piotr Zielinski è stato voluto da Inzaghi all'Inter, ma ha avuto problemi fisici.

L'addio all'Inter: una scelta sofferta dopo la delusione di Monaco

Simone Inzaghi ha rotto il silenzio a quasi un anno dal suo addio all'Inter, rivelando i retroscena di una decisione che ha segnato la sua carriera. In un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, l'allenatore piacentino, oggi alla guida dell'Al Hilal, ha raccontato di aver lasciato i nerazzurri due giorni dopo la finale di Champions League persa 5-0 contro il Psg a Monaco. "La decisione, molto sofferta per me e la mia famiglia, non era stata presa prima della partita", ha spiegato Inzaghi. "Poi è successo tutto molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin, e ho manifestato la volontà di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo". Inzaghi ha sottolineato che la dirigenza dell'Inter avrebbe voluto continuare con lui, ma ha compreso la sua scelta. "Ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora", ha aggiunto, confermando che se avesse vinto la Champions sarebbe rimasto.

Il sogno Triplete e le 23 partite in più rispetto al Napoli

Inzaghi ha difeso la sua scelta di puntare su tutti i fronti, nonostante il prezzo pagato in termini di energie. "Noi avevamo un sogno: il triplete", ha dichiarato. "Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l'Inter ha il dovere di competere a ogni livello". L'allenatore ha ricordato le vittorie contro Bayern e Barcellona come momenti indimenticabili, più preziosi dei trofei. "Le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili", ha detto. Sulla finale di Monaco, Inzaghi ha ammesso che la squadra era esausta. "Siamo arrivati alla partita senza troppe energie, sia fisiche che mentali: non è una giustificazione ma un dato di fatto. La delusione per lo scudetto perso ha pesato, minando l'autostima. Il Psg ha indirizzato la finale con due gol e sfruttato la migliore brillantezza, mentre noi abbiamo provato a reagire e ci siamo disuniti".

L'inchiesta arbitrale: "Scioccato, l'Inter è stata penalizzata"

Inzaghi ha espresso sconcerto per l'inchiesta che coinvolge il mondo arbitrale, nella quale l'Inter è stata tirata in causa. "Mi ha scioccato: l'Inter ha perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali. Il campionato, la Supercoppa... È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti", ha affermato. Alla domanda sui magistrati che parlano di arbitri graditi e sgraditi all'Inter, Inzaghi ha risposto: "Ok, ma come è possibile pensare a una macchinazione? Per noi è stata una stagione disgraziata. Ho sempre avuto grande rispetto per il lavoro degli arbitri e non voglio parlare del Napoli, che ha vinto onestamente lo scudetto. Ma resta la sensazione che ci sia stato tolto qualcosa". L'allenatore ha sottolineato di non accusare nessuno e di non dubitare della buona fede, ma ha definito "doloroso" perdere lo scudetto per un punto. "Rimane un dispiacere che non passerà", ha concluso.

La scelta dell'Arabia Saudita: "Non ho problemi di denaro, sono qui per mettermi in discussione"

Inzaghi ha spiegato le ragioni del suo trasferimento all'Al Hilal, in Arabia Saudita. "Sono venuto qui per conoscere una nuova realtà, per mettermi in discussione in un contesto diverso. Per fortuna non ho problemi di denaro, non era quello che mi mancava", ha dichiarato. L'allenatore ha respinto le voci di un possibile esonero, sottolineando i risultati ottenuti. "A me sembra che sono contenti di me, siamo ancora in corsa per il titolo in campionato e dobbiamo giocare la Coppa del Re. E soprattutto non abbiamo ancora perso una partita in stagione: l'eliminazione dalla Champions asiatica contro l'Al Sadd di Mancini è arrivata ai rigori. Non credo esista nel mondo un allenatore ancora imbattuto", ha affermato. Interpellato su un possibile ritorno in Serie A o sulla panchina della Nazionale, Inzaghi ha tagliato corto: "Non ci penso, ho ancora un anno di contratto con l'Al Hilal e grande entusiasmo".

Le risposte a Dimarco e Zielinski: "Fui io a volerli all'Inter"

Inzaghi ha voluto chiarire le polemiche con due ex giocatori dell'Inter: Federico Dimarco e Piotr Zielinski. Dimarco si era lamentato delle sostituzioni sistematiche con Inzaghi, ma l'allenatore ha spiegato che il rapporto è ottimo. "Federico anche con me ha fatto grandi stagioni, fui io a trattenerlo all'Inter e a evitare un altro prestito. Le sue parole sono state interpretate male, il rapporto è ottimo e ci sentiamo ancora", ha detto. Su Zielinski, ora finalmente protagonista con l'Inter, Inzaghi ha rivelato di essere stato lui a volerlo a Milano. "Su Zielinski ne ho lette tante, però ci si dimentica che sono stato io a volerlo all'Inter. Purtroppo lo scorso anno ha avuto molti problemi fisici e ha faticato a dimostrare le sue qualità", ha spiegato. Infine, Inzaghi ha elogiato l'Inter pronta a tornare campione d'Italia sotto la guida di Chivu. "Sono stati molto bravi, vincere non è mai facile e il merito è anche di Chivu: puntare su di lui è stata una scelta giusta e io lo sapevo, perché lo avevo visto lavorare", ha concluso.

In sintesi

  • Inzaghi ha lasciato l'Inter due giorni dopo la finale di Champions persa, in un incontro a casa di Marotta con Ausilio e Baccin.
  • L'allenatore ha dichiarato che se avesse vinto la Champions sarebbe rimasto, ma sentiva che un ciclo si era chiuso.
  • L'Inter ha giocato 23 partite in più del Napoli nella stagione 2024-25, un fattore che Inzaghi ritiene abbia pesato sulle energie.
  • Inzaghi è scioccato dall'inchiesta arbitrale, sostenendo che l'Inter è stata penalizzata e non favorita.
  • All'Al Hilal, Inzaghi è ancora imbattuto in stagione e non pensa a un ritorno in Italia o in Nazionale.
  • Inzaghi ha chiarito i rapporti con Dimarco e Zielinski, affermando di averli voluti entrambi all'Inter.
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