Stefano Sensi: «Al Camp Nou davanti a Xavi e Iniesta, poi l'incubo infortuni. Ora a Cipro sono rinato»
L'ex centrocampista dell'Inter, a 30 anni, ha ritrovato continuità e sorriso nell'Anorthosis allenato da Camoranesi, dopo un biennio di guai fisici che lo hanno portato a pensare al ritiro.

ITALY —
I fatti
- Stefano Sensi, 30 anni, gioca da sei mesi nell'Anorthosis di Cipro.
- In 23 presenze ha segnato 8 gol e fornito 6 assist.
- Il 2 ottobre 2019 disputò una grande partita al Camp Nou contro il Barcellona in Champions League.
- Quattro giorni dopo, in Inter-Juventus, si infortunò all'adduttore, primo di una serie di problemi.
- La serie di infortuni è durata un anno e mezzo, portandolo a pensare al ritiro.
- Mauro German Camoranesi è l'allenatore dell'Anorthosis, arrivato a stagione in corso.
- Sensi ha trovato un mental coach tre anni fa, oggi indispensabile per la sua carriera.
La rinascita cipriota
Stefano Sensi è rinato a Cipro. Dopo sei mesi all'Anorthosis, il centrocampista ex Inter ha ritrovato la continuità fisica e il sorriso: in 23 presenze ha collezionato 8 gol e 6 assist, giocando 90 minuti a partita. «Sto bene e mi diverto, ne avevo veramente bisogno», racconta. «Fisicamente sono al top, ho fatto amicizia con tanti ciprioti e il pubblico è caldissimo». L'allenatore è Mauro German Camoranesi, arrivato a stagione in corso. «Non lo conoscevo: ho scoperto una bella persona e un grande tecnico. Dopo mesi trascorsi parlando solo inglese, grazie a lui ho rispolverato l'italiano», dice Sensi. La scelta di vivere a Larnaca, la città più tranquilla dell'isola, si è rivelata azzeccata per un carattere riservato come il suo.
Il capolavoro al Camp Nou e la svolta
Il momento più alto della carriera di Sensi resta la partita di Champions League del 2 ottobre 2019, quando con l'Inter diede spettacolo al Camp Nou contro il Barcellona. «Sono cresciuto guardando Xavi e Iniesta, ho dato spettacolo nel loro Camp Nou. È stato il momento più bello della mia carriera», ricorda. Dopo quella partita, Barcellona e Manchester City iniziarono a seguirlo. Ma quattro giorni dopo, in Inter-Juventus, Sensi si fece male all'adduttore. «Sembrava un infortunio come gli altri, in effetti era così. Però subito dopo ho avuto un altro problema, poi un altro e un altro ancora. Una situazione surreale, proseguita per un anno e mezzo». Da lì in poi non sarebbe più stato lo stesso.
Il calvario degli infortuni e il pensiero del ritiro
La serie di infortuni portò Sensi a considerare l'addio al calcio. «I brutti pensieri prendono il sopravvento», confessa. «Mia moglie mi ha convinto ad andare avanti e a non gettare la spugna». Un ruolo chiave lo ha avuto anche un mental coach, trovato tre anni fa: «Oggi non posso farne a meno. Ti fai male svariate volte, torni ad allenarti e hai sempre paura di un nuovo infortunio». Sensi riflette su cosa sarebbe potuto essere senza infortuni: «Magari al Barcellona o al Manchester City, oppure ancora all'Inter». La qualità, dice, «non sparisce da un giorno all'altro», e oggi si sente in grado di dire la sua anche ad altissimi livelli.
Il trasferimento all'Inter e l'emozione di un sogno
L'acquisto da parte dell'Inter rimane un ricordo indelebile. Sensi era in vacanza a Formentera quando il suo procuratore lo chiamò per fargli parlare con Piero Ausilio. «Le gambe mi tremavano e già sapevo che nel mio paesino tutti sarebbero stati fieri di me», racconta. Il primo mese in nerazzurro fu incredibile: 3 gol e 4 assist nelle prime sei partite. «Lì per lì non capivo cosa stesse accadendo. Vai al campo, giochi, scherzi coi compagni, torni a casa e ti dedichi alla famiglia: il tempo vola», dice. L'esperienza all'Inter resta «un ricordo bellissimo, un traguardo che mi ha reso orgoglioso».
Il presente e il futuro tra Cipro e l'alto livello
Oggi Sensi si gode la nuova vita a Cipro, ma non esclude un ritorno ai massimi livelli. «La qualità non sparisce da un giorno all'altro, quindi credo di sì. Ora mi sento bene e gioco con continuità, credo che potrei dire la mia anche ad altissimi livelli», afferma. Per il momento, però, l'obiettivo è continuare a divertirsi e a stare bene. «In questo momento no, sto facendo esattamente l'esperienza che desideravo», dice a chi gli chiede se pensa già al futuro. La tranquillità di Larnaca e la passione del pubblico cipriota gli hanno restituito quella serenità che sembrava perduta per sempre.
In sintesi
- Stefano Sensi ha ritrovato continuità e rendimento all'Anorthosis, con 8 gol e 6 assist in 23 partite.
- La carriera di Sensi è stata segnata da un infortunio all'adduttore in Inter-Juventus il 6 ottobre 2019, seguito da una serie di problemi fisici durati un anno e mezzo.
- Sensi ha pensato al ritiro, ma è stato convinto dalla moglie a proseguire, e oggi si avvale di un mental coach.
- Il momento più alto della sua carriera resta la prestazione al Camp Nou contro il Barcellona nell'ottobre 2019.
- Dopo quella partita, Barcellona e Manchester City si interessarono a lui, ma gli infortuni ne hanno bloccato l'ascesa.
- Sensi non esclude un ritorno ad alti livelli, forte della ritrovata condizione fisica e della qualità tecnica che ritiene ancora intatta.







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