Culture

Al Trento Film Festival, Mauro Corona e Vittorio Sella celebrano il legame tra generazioni

Il 1° maggio, il festival unisce la parola viva dello scrittore-alpinista con la memoria visiva del grande fotografo, mentre la Genziana d'oro va a 'Le Chant des Forêts' di Vincent Munier.

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Al Trento Film Festival, Mauro Corona e Vittorio Sella celebrano il legame tra generazioni
Il 1° maggio, il festival unisce la parola viva dello scrittore-alpinista con la memoria visiva del grande fotografo, meCredit · Montagna.TV

I fatti

  • Il 1° maggio Mauro Corona e la figlia Marianna dialogano al Teatro Sociale nell'incontro 'Di padre in figlia'.
  • La Giuria internazionale del 74. Trento Film Festival assegna la Genziana d'oro al film francese 'Le Chant des Forêts' di Vincent Munier.
  • Il film di Munier segue tre generazioni: il nonno Michel, Vincent e il figlio Simon, nella foresta dei Vosgi.
  • Il festival omaggia Vittorio Sella con la presentazione del volume 'Lo scatto del tempo' e la proiezione di 'A thousand words'.
  • Il Presidente del festival Mauro Leveghi definisce il film 'un inno alla riscoperta della meraviglia della natura selvatica'.
  • Il gallo cedrone, simbolo del film, richiama i racconti di Mario Rigoni Stern e la necessità di ricostruire un rapporto armonico con l'ambiente.

Una serata tra parole e roccia

Il 1° maggio il Trento Film Festival accende i riflettori su Mauro Corona, figura simbolica del rapporto tra uomo e montagna. Alle 21, al Teatro Sociale, lo scrittore e alpinista friulano dialogherà con la figlia Marianna nell'incontro intitolato 'Di padre in figlia'. Il confronto pubblico esplorerà i legami familiari, la scrittura e la montagna, intrecciando esperienza personale e memoria collettiva. Corona porterà sul palco il proprio vissuto, unendo parole e roccia in un racconto intimo. L'evento si inserisce in una giornata che il festival dedica al tema della trasmissione tra generazioni, un filo conduttore che attraversa l'intera programmazione.

Omaggio a Vittorio Sella, pioniere della fotografia di montagna

Nel pomeriggio, il festival rende omaggio a Vittorio Sella, figura chiave nella storia della fotografia di montagna. Alle 17.30, nell'ambito della Mostra-mercato delle librerie antiquarie, viene presentato il volume 'Lo scatto del tempo', dedicato al suo archivio e alla sua eredità culturale, oggi conservata dalla Fondazione Sella. Il tributo si estende anche al grande schermo con il film 'A thousand words' di Dom Bush e Matt Sherman, che ripercorre l'opera del pioniere. Oltre un secolo fa, Sella documentò le grandi montagne con uno sguardo innovativo, contribuendo a costruire l'immaginario alpino e himalayano moderno.

La Genziana d'oro a 'Le Chant des Forêts'

La Giuria internazionale del 74. Trento Film Festival ha assegnato la Genziana d'oro Miglior film - Gran Premio 'Città di Trento' alla pellicola francese 'Le Chant des Forêts' di Vincent Munier. Il film porta il pubblico nel cuore delle foreste dei Vosgi, dove Munier ha imparato tutto da suo padre Michel, un naturalista che ha trascorso la vita osservando la fauna selvatica. Ora è il momento di trasmettere queste conoscenze a Simon, il figlio di Vincent. Tre punti di vista, tre generazioni, un'unica fascinazione condivisa per la natura selvaggia. Il Presidente del festival Mauro Leveghi ha commentato: 'Non bisogna mai smettere di stupirsi: è questo l'insegnamento più semplice e al contempo sorprendente che questo film ha mandato al pubblico del Festival, che lo ha amato dalla prima proiezione, alla Giuria internazionale e a tutte e tutti noi'.

Un inno alla meraviglia della natura

Leveghi ha definito il film 'un inno alla riscoperta della meraviglia della natura selvatica, tra i più poetici mai visti a Trento'. Ha sottolineato come la pellicola non rappresenti l'assenza dell'uomo, ma al contrario la sua capacità di calarsi, con i sensi e il pensiero, in un rapporto finalmente armonico con l'ambiente circostante. Il gallo cedrone, l'urogallo eterno dei racconti di Mario Rigoni Stern, diventa il simbolo potente di una relazione da ricostruire. 'Prendendosi il tempo per osservare la luna, imparando ad ascoltare i battiti dei cuori degli abitanti della foresta, apprezzando in silenzio il gusto di sentirsi piccoli di fronte all'eternità della natura', ha aggiunto Leveghi.

Un programma che intreccia cinema, incontri e cultura

La giornata del 1° maggio si inserisce in un programma più ampio che alterna cinema, incontri e momenti culturali. Il doppio filo tra la parola viva di Corona e la memoria visiva di Sella restituisce uno dei significati più profondi del festival: la montagna come spazio di relazione, racconto e trasmissione tra generazioni. Il festival, giunto alla 74esima edizione, continua a esplorare il rapporto tra uomo e natura attraverso linguaggi diversi. La scelta di premiare un film che celebra la pazienza e lo stupore di fronte alla natura selvaggia rafforza questa vocazione.

Prospettive future e eredità culturale

Il successo di 'Le Chant des Forêts' e l'attenzione riservata a figure come Corona e Sella indicano una direzione chiara: il festival intende promuovere una riflessione profonda sul nostro legame con l'ambiente. La trasmissione di conoscenze tra generazioni emerge come tema centrale, sia nella storia del film di Munier sia negli incontri programmati. Resta da vedere come queste iniziative influenzeranno il dibattito pubblico sulla conservazione della natura e sul ruolo della montagna nella cultura contemporanea. Il Trento Film Festival si conferma un osservatorio privilegiato per queste dinamiche.

In sintesi

  • Mauro Corona e la figlia Marianna dialogano il 1° maggio al Trento Film Festival sul legame tra generazioni, scrittura e montagna.
  • Il festival omaggia Vittorio Sella con un libro e un film che ne celebrano l'eredità nella fotografia di montagna.
  • La Genziana d'oro va a 'Le Chant des Forêts', un film francese che segue tre generazioni nella foresta dei Vosgi.
  • Il Presidente del festival Mauro Leveghi elogia il film come un inno alla meraviglia della natura e alla necessità di un rapporto armonico con l'ambiente.
  • Il gallo cedrone diventa simbolo della relazione da ricostruire tra uomo e natura, richiamando i racconti di Mario Rigoni Stern.
  • Il festival conferma la montagna come spazio di relazione, racconto e trasmissione tra generazioni.
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