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Sparatoria a Tropea: arrestato Graziano Chiarella per tentato omicidio del commerciante Dario Giuliano

Una lite per una donna sfocia in un agguato in pieno centro, con quattro colpi di pistola calibro 7,65 esplosi tra turisti e passanti durante la settimana di Pasqua.

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Sparatoria a Tropea: arrestato Graziano Chiarella per tentato omicidio del commerciante Dario Giuliano
Una lite per una donna sfocia in un agguato in pieno centro, con quattro colpi di pistola calibro 7,65 esplosi tra turisCredit · Il Vibonese

I fatti

  • Graziano Chiarella, 33 anni, di Portosalvo (Vibo Valentia), è stato arrestato per tentato omicidio aggravato dalla premeditazione.
  • La vittima, Dario Giuliano, 38 anni, commerciante di Ricadi, è stata ferita alla gamba sinistra da due proiettili calibro 7,65.
  • Il fatto è avvenuto l'8 aprile 2025 nel centro di Tropea, in via Libertà, area molto frequentata da cittadini e turisti.
  • Secondo i carabinieri, la causa è una controversia sentimentale: Chiarella aveva iniziato una relazione con l'ex fidanzata della vittima.
  • Sul luogo sono stati rinvenuti quattro bossoli calibro 7,65 e un tirapugni.
  • Le immagini della videosorveglianza di un esercizio commerciale hanno permesso di ricostruire la dinamica.
  • Chiarella si è presentato spontaneamente in caserma con il suo legale, l'avvocato Michelangelo Miceli, ma è stato comunque arrestato.
  • Il gip ha escluso la legittima difesa e ravvisato la premeditazione, sottolineando l'incapacità di frenare gli impulsi criminosi.

Un agguato nel cuore di Tropea durante la settimana di Pasqua

L'8 aprile scorso, nel pieno centro di Tropea, una delle località turistiche più note della Costa degli Dei, un uomo ha esploso diversi colpi di pistola contro un commerciante, ferendolo a una gamba. L'aggressione è avvenuta in un'area particolarmente frequentata, tra passanti e turisti, durante la settimana di Pasqua. La vittima, Dario Giuliano, 38 anni, originario di Ricadi, è stata raggiunta da due proiettili calibro 7,65 alla gamba sinistra. Immediatamente soccorso dal personale del 118, Giuliano è stato trasportato all'ospedale civile di Vibo Valentia, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per rimuovere un'ogiva conficcata nella coscia e applicare un fissatore esterno. Le ferite, che includono fratture esposte al femore e alla tibia, richiederanno almeno sessanta giorni di cure e potrebbero avere conseguenze invalidanti, sebbene non abbiano compromesso vasi sanguigni o nervi.

Una lite per una donna e un incontro chiarificatore trasformato in trappola

All'origine del ferimento vi sarebbe una controversia di natura sentimentale. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Tropea, tra i due uomini era sceso il gelo dopo che Chiarella aveva iniziato una relazione con l'ex fidanzata dell'imprenditore mentre quest'ultimo si trovava all'estero. Al suo ritorno in Italia, la tensione è sfociata in una serie di provocazioni telefoniche che hanno portato alla fissazione di un incontro chiarificatore nel pomeriggio dell'8 aprile, nei pressi di un negozio in via Libertà. L'appuntamento si è rivelato in realtà una trappola. Dopo una breve colluttazione fisica in un vicolo isolato, la vittima ha tentato di fuggire alla vista del fratello dell'indagato, sopraggiunto sul posto con un'auto scura. In quel momento, l'aggressore avrebbe estratto una pistola calibro 7,65 esplodendo quattro o cinque colpi alle spalle del rivale.

Le prove decisive: quattro bossoli, un tirapugni e le telecamere di sorveglianza

Determinanti per le indagini sono stati i rilievi effettuati sul luogo dell'episodio. Nel corso del sopralluogo, i carabinieri hanno rinvenuto quattro bossoli calibro 7,65 e un tirapugni, elementi che hanno contribuito a ricostruire la dinamica dei fatti. Fondamentale è stato anche il contributo delle tecnologie: le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, in particolare quelle di un esercizio commerciale, sono risultate decisive per identificare il presunto responsabile. I filmati mostrano chiaramente l'intera sequenza: dall'arrivo dei protagonisti alla discussione animata, fino al momento in cui l'indagato punta l'arma contro la vittima che scappa e poi esplode i colpi. Il rinvenimento dei bossoli sul manto stradale di via Largo Baracche ha fornito l'ulteriore riscontro materiale necessario agli inquirenti.

L'arresto e la premeditazione: il gip smonta la tesi della legittima difesa

Dopo essere stato individuato, Chiarella si è presentato spontaneamente in caserma, accompagnato dal proprio legale, l'avvocato Michelangelo Miceli. Un passaggio che non ha evitato l'emissione della misura cautelare nei suoi confronti. Il gip del Tribunale di Vibo Valentia ha infatti emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, su richiesta della Procura della Repubblica. Il giudice ha smontato la tesi della legittima difesa inizialmente sostenuta dalla difesa, ravvisando invece tutti gli elementi della premeditazione. Nell'ordinanza, il magistrato ha sottolineato come l'indagato abbia dimostrato una "incapacità di frenare i propri impulsi criminosi", aggravata dal fatto che l'arma del delitto non è ancora stata ritrovata. Il giudice ha inoltre evidenziato il rischio concreto corso dalla vittima, osservando che l'uso di un'arma da fuoco in quelle modalità e il numero di colpi esplosi escludono l'ipotesi di lesioni volontarie a favore di quella, ben più grave, del tentato omicidio.

Il profilo dell'indagato e le prossime fasi processuali

Graziano Chiarella, 33 anni, originario di Portosalvo, frazione di Vibo Valentia, è incensurato. Dopo l'arresto, è stato condotto in carcere, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Adesso, nei suoi confronti, è stata emessa l'ordinanza di custodia cautelare, che ha portato alla traduzione in carcere del 38enne, mentre proseguono gli accertamenti per definire ogni dettaglio della vicenda. Chiarella rimarrà in carcere in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, continuano per chiarire ulteriori aspetti, tra cui la posizione del fratello dell'indagato, presente sul luogo con un'auto scura, e per ritrovare l'arma utilizzata.

Un episodio che scuote la tranquillità di Tropea

La sparatoria ha suscitato forte impressione nella comunità locale e tra i turisti, per la violenza e la location inconsueta: il centro di Tropea, noto per la sua bellezza e frequentato da visitatori italiani e stranieri. L'episodio solleva interrogativi sulla sicurezza in una zona considerata tranquilla, sebbene la 'ndrangheta sia radicata nel territorio. Tuttavia, gli inquirenti escludono al momento legami con la criminalità organizzata, riconducendo il gesto a una questione personale. Il caso resta comunque sotto la lente della magistratura, che valuterà anche eventuali responsabilità per il mancato ritrovamento dell'arma e il ruolo del fratello di Chiarella.

In sintesi

  • Graziano Chiarella è accusato di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione per la sparatoria dell'8 aprile a Tropea.
  • La vittima, Dario Giuliano, è stata ferita alla gamba sinistra da due proiettili e ha riportato fratture esposte; le cure richiederanno almeno 60 giorni.
  • La lite tra i due uomini era motivata da una controversia sentimentale legata a una donna.
  • Le prove includono quattro bossoli calibro 7,65, un tirapugni e le immagini della videosorveglianza di un negozio.
  • Il gip ha escluso la legittima difesa e ravvisato la premeditazione, sottolineando l'incapacità di frenare gli impulsi criminosi.
  • L'arma del delitto non è ancora stata ritrovata, e le indagini proseguono per chiarire il ruolo del fratello di Chiarella.
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