Addio a Evaristo Beccalossi, l'ala geniale che fece sognare l'Inter
L'ex attaccante nerazzurro, idolo dei tifosi per classe e ironia, è morto a 69 anni dopo un malore e un lungo coma.

ITALY —
I fatti
- Evaristo Beccalossi è morto a Brescia all'età di 69 anni.
- Nato a Brescia il 12 maggio 1956, avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni.
- Ha giocato nell'Inter dal 1978 al 1984, collezionando 216 presenze e 37 reti.
- Con l'Inter ha vinto lo scudetto 1979-80 e due Coppe Italia (1981-82).
- Il 15 settembre 1982 sbagliò due rigori in 7 minuti in Coppa delle Coppe contro lo Slovan Bratislava.
- Dopo l'Inter ha militato in Sampdoria, Monza, Barletta e Pordenone, ritirandosi nel 1991.
- Dopo il ritiro è diventato un popolare opinionista televisivo.
L'ultimo dribbling di Beccalossi
Evaristo Beccalossi, l'attaccante che con la maglia dell'Inter incantò gli anni a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, si è spento a Brescia all'età di 69 anni. Il decesso è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì nella clinica Poliambulanza, dove era ricoverato da tempo. Da un anno le sue condizioni erano critiche dopo un malore accusato a gennaio 2025, seguito da un lungo periodo di coma. Nato a Brescia il 12 maggio 1956, Beccalossi avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni. La sua scomparsa ha suscitato un'ondata di commozione tra i tifosi nerazzurri, che lo consideravano una delle bandiere più autentiche del club.
Dagli esordi al Brescia al salto nell'Inter
Cresciuto calcisticamente nel Brescia, Beccalossi si impose presto per tecnica e visione di gioco, tipiche del numero 10 classico: non velocissimo, ma capace di illuminare la manovra. Nel 1978 il grande salto all'Inter, dove divenne subito un punto di riferimento per fantasia e qualità. Con la maglia nerazzurra giocò dal 1978 al 1984, totalizzando 216 presenze tra campionato e coppe e realizzando 37 reti. Tra queste, una doppietta nel derby vinto per 2-0 il 28 ottobre 1979. Sotto la guida di Bersellini prima, e di Marchesi e Radice poi, l'Inter vinse lo scudetto 1979-80 e la Coppa Italia 1981-82, raggiungendo anche le semifinali di Coppa dei Campioni nel 1980-81.
Il coro dei tifosi e l'ironia di un idolo
Beccalossi era amato come pochi. I tifosi intonavano per lui un coro irriverente: «Evaristo, Evaristo non lo ferma neanche Cristo». Un'affermazione sacrilega ma che rendeva l'idea della sua forza. La sua classe si esprimeva in dribbling, colpi di tacco e giocate imprevedibili. Ma il suo carattere estroso lo portò anche a momenti indimenticabili nel bene e nel male. Il 15 settembre 1982, in Coppa delle Coppe contro lo Slovan Bratislava, Beccalossi sbagliò due calci di rigore a distanza di sette minuti l'uno dall'altro, entrambi sullo 0-0. L'Inter vinse comunque 2-0, ma quell'episodio divenne leggendario grazie al monologo del comico Paolo Rossi, grande tifoso nerazzurro, che ne fece un inno alla responsabilità e all'umanità.
L'addio all'Inter e la seconda vita da opinionista
Con l'arrivo di Hansi Muller, Beccalossi venne sacrificato e ceduto alla Sampdoria nel 1984-85. Chiuse la carriera dopo un giro d'Italia tra Monza, Barletta e Pordenone, ritirandosi definitivamente nel 1991. Nella sua seconda vita, Beccalossi divenne un volto noto della televisione come opinionista calcistico, mantenendo intatta la sua popolarità. La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo del calcio italiano, che perde uno dei suoi interpreti più geniali e amati.
Un talento che resterà nella memoria
Beccalossi non è stato solo un calciatore: è stato un simbolo di un'epoca in cui il calcio era ancora intriso di fantasia e personalità. I suoi numeri parlano chiaro: 216 presenze e 37 reti con l'Inter, uno scudetto e due Coppe Italia. Ma il suo lascito va oltre le statistiche. Il monologo di Paolo Rossi sui due rigori sbagliati è diventato parte dell'immaginario collettivo, trasformando un errore in un esempio di coraggio. «Per me resta un uomo», concludeva Rossi. Evaristo Beccalossi se n'è andato quasi in punta di piedi, ma il suo ricordo rimarrà indelebile nei cuori di chi lo ha amato.
In sintesi
- Evaristo Beccalossi, ex attaccante dell'Inter, è morto a 69 anni dopo un malore e un lungo coma.
- Con l'Inter ha vinto uno scudetto (1979-80) e due Coppe Italia (1981-82), collezionando 216 presenze e 37 reti.
- È ricordato per la sua classe, l'ironia e per i due rigori sbagliati in 7 minuti in Coppa delle Coppe nel 1982.
- Dopo il ritiro è diventato un popolare opinionista televisivo.
- La sua scomparsa ha suscitato grande commozione tra i tifosi nerazzurri e nel mondo del calcio italiano.







Benzina a 1,926 euro al litro, superata la soglia psicologica dei due anni

Davide Lucchelli, batterista scomparso a Budapest, ritrovato dopo tre giorni di angoscia
