Giuseppe Cipriani: «Adotteremo un altro bambino, la bufera è invidia»
L'imprenditore, compagno di Nicole Minetti, difende l'adozione in Uruguay e attacca le critiche: «Notizie false, chiederemo i danni».

ITALY —
I fatti
- Nicole Minetti, 41 anni, ha ricevuto la grazia dal presidente Mattarella dopo condanne per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione (2 anni e 10 mesi) e per Rimborsopoli lombarda (1 anno e 1 mese).
- Minetti e Cipriani hanno adottato un bambino in Uruguay, presentato come abbandonato alla nascita nell'istanza di grazia.
- Secondo inchieste giornalistiche, il bambino aveva due genitori vivi e identificati; la potestà è stata avocata solo nel 2023 dopo una causa intentata dalla coppia.
- Cipriani afferma che l'adozione ha richiesto quasi quattro anni di procedura con giudici, assistenti sociali e psicologi.
- Il bambino soffre di una malattia rara, curata a Boston ogni sei mesi; Cipriani sostiene che in Italia non ci siano strutture adeguate.
- Cipriani nega legami d'affari con Jeffrey Epstein, ma ammette che Epstein voleva investire in un locale a Londra vent'anni fa, senza seguito.
- Cipriani smentisce rapporti di amicizia con il ministro Nordio, dichiarando che non è mai stato a casa sua.
- La coppia sta pensando di adottare un altro bambino in Uruguay, in attesa che si calmino le acque.
L'atto d'amore di Mattarella e la bufera mediatica
Giuseppe Cipriani, imprenditore e compagno di Nicole Minetti, ha rotto il silenzio con un'intervista al Corriere della Sera, respingendo punto per punto le accuse sulla vicenda che ha portato alla grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Credo che sia stata fatta una cosa fantastica: è stato un atto d'amore del presidente Mattarella, che ha capito benissimo la situazione e, per questo, ha concesso la grazia», ha dichiarato Cipriani, aggiungendo di non conoscere personalmente il Capo dello Stato ma di volergli esprimere gratitudine. La grazia è stata concessa a Minetti, 41 anni, dopo che era stata condannata in via definitiva a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby e a 1 anno e 1 mese per la cosiddetta Rimborsopoli lombarda. La decisione di Mattarella è stata motivata dalla nuova vita della donna in Uruguay, dove ha adottato un bambino. Tuttavia, la vicenda ha scatenato una bufera mediatica. Cipriani ha dichiarato che la copertura stampa «ha distrutto Nicole. Le han detto di tutto, poveretta, peggio di così... Lei è una madre fantastica, che sta facendo il suo dovere di mamma e crescendo questo figlio in maniera speciale. Ma dall'Italia, le è stato davvero gettato addosso un mare di merda. Notizie false».
L'adozione contestata: procedure regolari o punti oscuri?
Il nodo centrale della controversia è l'adozione del bambino in Uruguay. Nelle carte presentate a Mattarella per la richiesta di grazia, il minore risultava abbandonato dai genitori biologici. Secondo alcune inchieste giornalistiche, invece, il bambino sarebbe stato affidato alla coppia perché la famiglia d'origine è povera e in condizioni di difficoltà; non ci sarebbe stato un abbandono, bensì una causa avviata da Minetti e Cipriani per ottenere l'adozione. Cipriani ha difeso la procedura: «Ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi... L'Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente. E i soldi non servono a niente, anzi: è un Paese socialista, certe cose non si comprano». Ha inoltre rivelato che la coppia sta pensando di adottare un altro bambino in Uruguay: «Non abbiamo ancora fatto le carte. Speriamo che si calmino le acque». Sulla madre biologica, Cipriani ha dichiarato: «Sapevamo della madre naturale, che peraltro non c'è mai stata: è una poveretta accusata d'omicidio e spaccio, faceva la prostituta. E drogandosi durante la gravidanza, ha causato la malattia del bambino». Non ha smentito che il piccolo fosse stato in pre-adozione presso un'altra famiglia uruguaiana per due anni, prima di essere affidato alla coppia italiana. Alla domanda su questo punto, ha risposto: «Probabilmente, s'è creato un legame maggiore con noi che con l'altra famiglia».
Salute del bambino e motivi della grazia
Cipriani ha spiegato che il bambino necessita di cure specialistiche per una malattia rara, paragonata a «togliere un chewing gum dai capelli: devi tirare, sperando di non strappare tutto». Il piccolo viene portato a Boston ogni sei mesi per i controlli, e così sarà fino ai 18 anni. «In Italia non abbiamo strutture all'altezza per questa malattia, che da noi non è comune e che invece lo è in Africa. Il medico che cura il bimbo ha fatto volontariato in Africa per cinque anni, di queste operazioni ne ha fatte migliaia. Siamo andati dal miglior esperto al mondo», ha affermato. Secondo Cipriani, la necessità di cure costanti all'estero ha reso impossibile per Minetti scontare la pena ai servizi sociali in Italia. «Il bimbo doveva essere monitorato personalmente da lei: se avesse avuto l'affidamento in prova, non sarebbe potuta andare all'estero, né stare con suo figlio», ha dichiarato. Nell'istanza di grazia si sosteneva che la soluzione estera fosse stata consigliata dagli specialisti degli ospedali di Padova e San Raffaele di Milano, ma entrambe le strutture hanno smentito. Cipriani non è stato interrogato su questo punto nell'intervista.
Epstein, Nordio e il Gin Tonic Ranch: le smentite
Cipriani ha negato categoricamente qualsiasi legame d'affari con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. «Voleva investire in un nostro locale, vent'anni fa a Londra, ma non se ne fece niente. Nei nostri ristoranti serviamo sette milioni di persone, delinquenti e presidenti, e ci veniva anche Epstein. Ma non è mai stato mio socio. Tra l'altro, non m'è mai stato neanche molto simpatico», ha dichiarato. Ha aggiunto che «anche quella è una grandissima balla, basta andare anche sugli Epstein files e vedere: c'è una corrispondenza fra avvocati suoi e miei che poi non s'è conclusa». Ha smentito anche i presunti rapporti con il ministro della Giustizia Carlo Nordio: «Non è vero. E non è neanche stato a casa mia. Ma come fate a usare la parola “amico” per questo genere di rapporti?». Riguardo al cosiddetto «Gin Tonic ranch», la villa in Uruguay dove secondo alcune ricostruzioni si sarebbero svolti festini con squillo, anche minorenni, selezionate da Minetti, Cipriani ha risposto: «È una casa normalissima, dove ricevo ospiti da trent'anni. Ci son passati tutti: bambini, attori, persone comuni, amici. Facciamo le feste? Vada su Instagram: le foto in cui son tutti vestiti in bianco, sono immagini d'un normale Capodanno».
Minacce di querele e accuse di invidia
Cipriani ha annunciato che la coppia valuterà azioni legali una volta che la situazione si sarà calmata. «Credo che bisognerà trarre delle conclusioni e agire, quando le cose si saranno calmate. Chiederemo i danni», ha dichiarato, aggiungendo che «Dare la notizia va benissimo, ma qui s'urla al vento per cose che non esistono. Si danno le notizie e poi, però, s'ammette che non sono confermate». Alla domanda su cosa lo abbia ferito di più, ha risposto: «L'invidia. Che nel nostro Paese, purtroppo, non ci permette di crescere. L'Italia è un Paese d'invidiosi, si cerca sempre il male pure dove non c'è. A mio figlio, quando sarà grande, spiegherò che questa schifezza è stata solo una storia d'invidia. Il male peggiore». Cipriani ha anche espresso rammarico per la mancanza di rispetto della privacy familiare: «Non rispettare la privacy d'un bimbo, la privacy familiare. È una cosa pazzesca». Ha concluso che Minetti ora ha «molta meno» voglia di tornare a vivere in Italia, poiché la sua preoccupazione principale è il figlio: «Va a scuola, ha gli amici, e tutta questa eco non gli fa bene».
Il primo incontro con il bambino e il futuro
Cipriani ha raccontato il primo incontro con il bambino, avvenuto durante le feste natalizie organizzate dall'Inau di Maldonado, l'istituto per l'adozione. «A Natale venivano sempre da noi i bambini dell'Inau di Maldonado e facevamo l'albero, la festa, stavano nella nostra piscina, erano giornate serene. In uno di questi incontri, abbiamo visto quel sorriso. Un bimbo che portava allegria, metteva pace. Siamo rimasti affascinati tutt'e due, Nicole e io. Certo, è stata una scelta difficile», ha ricordato. Nonostante le polemiche, la coppia non esclude un'altra adozione. «Certo, ci mancherebbe. Subito. Anzi, io e Nicole stiamo pensando d'adottare un altro bambino, sempre qui in Uruguay. Non abbiamo ancora fatto le carte. Speriamo che si calmino le acque», ha dichiarato Cipriani, ribadendo la volontà di continuare la loro vita in Uruguay.
In sintesi
- Giuseppe Cipriani difende l'adozione in Uruguay come regolare e trasparente, durata quasi quattro anni, e annuncia l'intenzione di adottare un altro bambino.
- La grazia concessa a Nicole Minetti dal presidente Mattarella è stata motivata dalla sua nuova vita familiare, ma ha sollevato dubbi sulla completezza delle informazioni presentate.
- Cipriani nega qualsiasi legame d'affari con Jeffrey Epstein e rapporti di amicizia con il ministro Nordio, definendo le accuse «balle».
- Il bambino adottato soffre di una malattia rara che richiede cure specialistiche a Boston; Cipriani sostiene che in Italia manchino strutture adeguate.
- La coppia minaccia azioni legali per diffamazione una volta che la bufera mediatica si sarà calmata, attribuendo le critiche all'invidia.
- La vicenda ha messo in luce discrepanze tra la versione ufficiale dell'adozione (abbandono) e le ricostruzioni giornalistiche (causa per avocazione della potestà).







Houston Rockets, rimonta storica a un passo: Lakers ora sul 3-2
Real Madrid verso una ricostruzione accelerata: infortuni, addii e un nuovo allenatore in vista

Marotta sotto choc: omicidio in via Sterpettine, donna uccisa a colpi di pistola durante una festa di compleanno
