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Hantavirus: l'OMS ridimensiona l'allarme da nave da crociera

Otto casi, tre decessi legati a un focolaio sulla Mv Hondius. L'Organizzazione mondiale della sanità rintraccia i passeggeri sbarcati in Sudafrica.

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Hantavirus: l'OMS ridimensiona l'allarme da nave da crociera
Otto casi, tre decessi legati a un focolaio sulla Mv Hondius. L'Organizzazione mondiale della sanità rintraccia i passegCredit · ANSA

I fatti

  • Otto casi di hantavirus, di cui tre decessi, sono stati segnalati a bordo della nave da crociera Mv Hondius.
  • Cinque dei casi sono confermati, mentre tre sono sospetti.
  • L'OMS ha informato 12 Paesi i cui cittadini sono sbarcati dall'isola di Sant'Elena.
  • Le nazionalità coinvolte includono Canada, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Saint Kitts e Nevis, Singapore, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.
  • Il rischio per la popolazione generale in Europa è stato classificato come molto basso dall'Ecdc.
  • Un esperto dell'OMS è salito a bordo della nave a Capo Verde, affiancato da medici olandesi ed esperti Ecdc.
  • La trasmissione di questo specifico ceppo, Andes, può avvenire da uomo a uomo, ma la maggior parte degli hantavirus non si trasmette tra persone.

L'OMS smentisce scenari pandemici

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) interviene per ridimensionare l'allarme scaturito da un focolaio di hantavirus emerso a bordo della nave da crociera Mv Hondius, diretta verso le Canarie. Il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha chiarito che l'evento non rappresenta l'inizio di una pandemia, pur riconoscendone la gravità. Finora sono stati registrati otto casi legati a questo focolaio, con tre decessi confermati. Di questi, cinque casi sono stati accertati come hantavirus, mentre i restanti tre sono ancora sotto indagine come sospetti. La situazione è in rapida evoluzione, con aggiornamenti costanti sul numero e sulla natura dei contagi. Un caso isolato ha riguardato un'assistente di volo della Klm, sottoposta a test per sintomi lievi, come comunicato dal ministero della Salute olandese. L'attenzione principale, tuttavia, si concentra sui passeggeri sbarcati sull'isola sudafricana di Sant'Elena.

La caccia ai passeggeri sbarcati

L'OMS ha già notificato 12 Paesi le cui cittadine e i cui cittadini sono scesi dalla nave a Sant'Elena. La lista comprende nazioni come Canada, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Saint Kitts e Nevis, Singapore, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. L'Italia non figura tra le nazioni i cui cittadini erano a bordo. Le autorità sanitarie sudafricane, con il supporto dell'OMS, stanno attivamente cercando di rintracciare le persone che hanno viaggiato sullo stesso volo da Sant'Elena a Johannesburg. Questo volo era stato utilizzato da una donna di 69 anni, moglie del primo passeggero deceduto a bordo della nave, che è deceduta successivamente in un pronto soccorso della città sudafricana. La priorità è monitorare la salute di questi individui per prevenire un'eventuale ulteriore diffusione del virus, anche se il rischio per la popolazione generale in Europa è stato valutato come molto basso dall'Ecdc.

Intervento internazionale a bordo

Per gestire la crisi sanitaria a bordo, l'OMS ha fornito indicazioni specifiche all'operatore navale. Un esperto dell'Organizzazione è salito sulla Mv Hondius a Capo Verde per coordinare le operazioni. È stato affiancato da due medici olandesi e da un esperto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che accompagneranno la nave fino al suo arrivo alle Isole Canarie. Questo dispiegamento di risorse internazionali sottolinea la serietà con cui la comunità sanitaria globale sta affrontando l'epidemia. L'obiettivo è contenere il focolaio e raccogliere dati preziosi sul comportamento del virus in un ambiente confinato come quello di una nave. La collaborazione tra OMS, ECDC e le autorità sanitarie nazionali è fondamentale per garantire una risposta rapida ed efficace a minacce emergenti come questa.

Comprendere la trasmissione dell'Hantavirus

Il direttore generale dell'OMS ha ricordato che gli hantavirus sono agenti patogeni conosciuti da tempo. La trasmissione avviene tipicamente attraverso il contatto stretto e intimo con roditori infetti, e la maggior parte dei ceppi non si trasmette da persona a persona. Tuttavia, il ceppo specifico identificato in questo focolaio, il ceppo Andes, ha mostrato la capacità di diffondersi tra esseri umani. Le misure precauzionali in atto mirano proprio a prevenire questa evenienza e a limitare la circolazione del virus. Sebbene l'incidente sia grave, l'OMS ribadisce che il rischio per la salute pubblica globale rimane contenuto. L'episodio, però, evidenzia l'importanza cruciale di investire nella ricerca su agenti patogeni emergenti, poiché trattamenti, test e vaccini tempestivi sono essenziali per salvare vite umane.

Il contesto della discarica e dell'Argentina

Le notizie sull'hantavirus emergono in un contesto in cui il virus è stato associato anche a casi legati a discariche a cielo aperto, come segnalato in Argentina. In particolare, una discarica a Ushuaia è stata indicata come possibile fonte di contagio per una coppia olandese che praticava birdwatching nella zona, prima di imbarcarsi per una crociera. Questi eventi, sebbene distinti dal focolaio sulla nave, richiamano l'attenzione sui diversi scenari di possibile trasmissione dell'hantavirus. La presenza del virus in ambienti naturali o semi-naturali, come le discariche, rappresenta un fattore di rischio per chi entra in contatto con tali ecosistemi. La vicenda argentina sottolinea come la comprensione degli habitat del virus e delle modalità di trasmissione sia fondamentale per la prevenzione, specialmente in aree frequentate da turisti o da chi svolge attività all'aperto.

In sintesi

  • L'OMS ha ridimensionato l'allarme pandemico per il focolaio di hantavirus sulla nave Mv Hondius, confermando 8 casi e 3 decessi.
  • Le autorità sanitarie stanno rintracciando passeggeri sbarcati in Sudafrica per monitorare potenziali contagi.
  • Il rischio per la popolazione europea è considerato molto basso dall'Ecdc.
  • La trasmissione da uomo a uomo è possibile per il ceppo Andes, ma la maggior parte degli hantavirus non si diffonde tra persone.
  • L'episodio evidenzia l'importanza degli investimenti nella ricerca su patogeni emergenti per sviluppare trattamenti e vaccini.
  • L'hantavirus è stato associato anche a casi legati a discariche, come quello di Ushuaia in Argentina.
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