Missili su Hormuz: Milano cede l'1,6%, petrolio sopra i 110 dollari
Le tensioni nello Stretto di Hormuz scuotono i mercati globali, con l'indice FTSE MIB in forte calo e il greggio che supera la soglia dei 110 dollari al barile.

ITALY —
I fatti
- FTSE MIB in calo dell'1,6% nella seduta del 4 maggio 2026.
- Petrolio sopra i 110 dollari al barile dopo le tensioni su Hormuz.
- Wall Street debole, con gli indici in territorio negativo.
- Bce verso un rialzo dei tassi, festeggiato dai mercati.
- Goldman Sachs prevede un mercato M&A da 3.800 miliardi nel 2026.
- Sanofi registra ricavi e utili in crescita nel primo trimestre 2026.
- Raccolta capitali AI nel primo trimestre 2026 supera l'intero 2025.
La guerra degli annunci su Hormuz agita le Borse
Un'escalation retorica nello Stretto di Hormuz ha scatenato una ondata di vendite sui mercati azionari europei, con Piazza Affari tra le più colpite. L'indice FTSE MIB ha chiuso in ribasso dell'1,6%, mentre il petrolio ha superato la soglia dei 110 dollari al barile, alimentando timori inflazionistici. Wall Street ha aperto in debolezza, con gli investitori che hanno preferito posizioni difensive in attesa di sviluppi. La tensione geopolitica ha oscurato le notizie positive provenienti dal fronte macroeconomico, come l'atteso rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, accolto con favore dai mercati.
La Bce verso un rialzo, perché i mercati festeggiano?
Nonostante il clima di incertezza, la prospettiva di un aumento dei tassi di interesse da parte della Bce ha trovato il plauso degli operatori. Il motivo è duplice: da un lato, segnala la fiducia nella tenuta dell'economia dell'area euro; dall'altro, potrebbe contribuire a contenere le pressioni inflazionistiche, che proprio il rincaro del petrolio rischia di esacerbare. Il rialzo atteso è visto come un passo necessario per normalizzare la politica monetaria dopo anni di tassi zero. Tuttavia, la tempistica resta incerta, con molti analisti che si aspettano una mossa concreta solo dopo l'estate.
M&A, Goldman Sachs vede un mercato da 3.800 miliardi nel 2026
In un contesto di mercato volatile, le operazioni di fusione e acquisizione continuano a rappresentare un punto di riferimento per gli investitori. Secondo le stime di Goldman Sachs, il volume globale delle operazioni M&A potrebbe raggiungere i 3.800 miliardi di dollari entro il 2026, trainato dalla liquidità abbondante e dalla ricerca di sinergie. Il settore farmaceutico offre un esempio concreto: Sanofi ha registrato ricavi e utili in crescita nel primo trimestre del 2026, confermando la solidità del comparto. Anche il private capital mostra segnali di vivacità, con la raccolta fondi nel settore dell'intelligenza artificiale che, nei soli primi tre mesi dell'anno, ha già superato l'intero 2025.
Il collocamento dei certificati punta su innovazione e direct listing
Sul fronte degli strumenti finanziari, il mercato dei certificati si sta evolvendo verso nuove forme di collocamento. L'innovazione e il direct listing sono al centro delle strategie degli emittenti, che cercano di offrire agli investitori prodotti più trasparenti e accessibili. Parallelamente, cresce l'attenzione verso la tutela dei risparmiatori: una recente sentenza ha stabilito che la banca deve rimborsare il cliente vittima di truffe sofisticate, un precedente che potrebbe cambiare le prassi del settore.
Il ruolo di Borsa Italiana e le incertezze sulle tariffe
Barbara Parzani, presidente di Borsa Italiana, ha espresso preoccupazione per le incertezze legate alle tariffe e alla pipeline delle IPO. In un'intervista, ha sottolineato come la volatilità geopolitica e le tensioni commerciali stiano frenando le quotazioni, nonostante l'interesse degli investitori per le nuove emissioni. La situazione nello Stretto di Hormuz aggiunge un ulteriore elemento di incertezza, che potrebbe ritardare il ritorno a un mercato delle IPO più dinamico. Gli operatori attendono segnali di distensione per riprendere con fiducia i piani di quotazione.
Prospettive: tra tensione geopolitica e opportunità
L'escalation retorica su Hormuz, per ora, non si è tradotta in azioni militari concrete, ma il mercato ha già scontato un premio per il rischio. Il petrolio sopra i 110 dollari è il sintomo più evidente di una tensione che potrebbe durare a lungo, con effetti sull'inflazione e sulle decisioni delle banche centrali. Tuttavia, la reazione positiva al rialzo dei tassi Bce e le previsioni ottimistiche sul M&A indicano che gli investitori non hanno perso la fiducia nelle prospettive di medio termine. La sfida per i prossimi mesi sarà bilanciare i rischi geopolitici con le opportunità offerte da un'economia ancora in crescita.
In sintesi
- Le tensioni su Hormuz hanno causato un calo dell'1,6% del FTSE MIB e un rally del petrolio sopra i 110 dollari.
- La Bce si prepara a un rialzo dei tassi, accolto positivamente dai mercati nonostante l'incertezza geopolitica.
- Goldman Sachs prevede un mercato M&A da 3.800 miliardi di dollari entro il 2026, trainato da liquidità e sinergie.
- Sanofi ha registrato una crescita di ricavi e utili nel primo trimestre 2026, segnale di solidità del settore farmaceutico.
- La raccolta capitali AI nel primo trimestre 2026 ha già superato l'intero 2025, evidenziando l'interesse per il settore.
- Borsa Italiana segnala incertezze sulle tariffe e sulla pipeline IPO, frenate dalla volatilità geopolitica.




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