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Il Grand Ring di Osaka: l'anello di legno da record che sfida terremoti e tifoni

Con 61.035 metri quadrati di superficie e 20.000 tonnellate di legno, la struttura progettata da Sou Fujimoto per l'Expo 2025 è la più grande al mondo nel suo genere.

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Il Grand Ring di Osaka: l'anello di legno da record che sfida terremoti e tifoni
Con 61.035 metri quadrati di superficie e 20.000 tonnellate di legno, la struttura progettata da Sou Fujimoto per l'ExpoCredit · Geopop

I fatti

  • Il Grand Ring detiene il Guinness World Record come più grande struttura in legno al mondo.
  • Progettato dall'architetto Sou Fujimoto per l'Expo 2025 sull'isola di Yumeshima, Osaka.
  • Realizzato con oltre 27.000 metri cubi di legno, principalmente cedro (Sugi) e cipresso giapponese (Hinoki).
  • Superficie totale di 61.035,55 m², circonferenza di circa 2 km, diametro esterno 675 m, interno 615 m.
  • Altezza variabile tra 12 e 20 m, larghezza della sezione 30 m.
  • Utilizza la tecnica giapponese Nuki, incastri senza bulloni, per resistere ai terremoti.
  • L'isola artificiale Yumeshima è costruita con 23 cassoni di cemento armato e funge da hub energetico offshore.

Un anello di legno da record sull'isola di Yumeshima

Il Grand Ring, progettato dall'architetto Sou Fujimoto per l'Expo 2025 sull'isola artificiale di Yumeshima a Osaka, è ufficialmente la più grande struttura in legno mai realizzata al mondo, con una superficie di 61.035,55 metri quadrati e una circonferenza di circa due chilometri. L'opera, entrata nel Guinness World Record, si sviluppa con un diametro esterno di 675 metri e interno di 615 metri, un'altezza che varia tra i 12 e i 20 metri, e una larghezza della sezione di 30 metri. Per la sua costruzione sono state impiegate 20.000 tonnellate di legno, equivalenti a oltre 27.000 metri cubi, principalmente cedro (Sugi) e cipresso giapponese (Hinoki) provenienti da foreste sostenibili.

Tecnica Nuki: incastri millenari per sfidare i terremoti

La struttura sfrutta l'antica tecnica giapponese Nuki, che prevede l'inserimento di travi orizzontali attraverso fori praticati nei pilastri verticali, creando una rete di incastri senza l'uso massiccio di bulloni o adesivi chimici. Questo sistema a telaio rigido ma flessibile consente di assorbire le vibrazioni sismiche: in caso di terremoto, gli incastri permettono micro-movimenti che dissipano l'energia cinetica, evitando il collasso fragile. La scelta del legno non è solo simbolica: il materiale offre un eccellente rapporto resistenza-peso, fondamentale per una struttura di queste dimensioni situata su un'isola artificiale.

Un'isola artificiale che è anche una centrale elettrica

L'isola di Yumeshima non è solo la sede dell'Expo: è un'opera di ingegneria marittima complessa. Il progetto prevede la posa di 23 cassoni giganti in cemento armato, prefabbricati a terra, che fungono da perimetro protettivo. Questi vengono rimorchiati, posati su un fondale livellato e riempiti di sabbia per creare una struttura a gravità. All'interno del recinto, il bacino viene bonificato e colmato con sabbia dragata fino a formare una piattaforma solida che raggiunge i 7 metri sopra il livello del mare. Sulla piattaforma vengono realizzate infrastrutture elettriche, come sottostazioni ad alta tensione (HVAC/HVDC) e trasformatori, collegati tramite cavi sottomarini ai parchi eolici circostanti. L'isola agisce come un hub energetico: raccoglie l'energia, la converte in HVDC per ridurre le perdite di trasmissione e la invia verso la terraferma tramite interconnettori.

Sfide ingegneristiche: vento, fuoco e durabilità

Situato sulla costa, il Grand Ring deve resistere a venti di tifone. La sezione aerodinamica e la permeabilità visiva della struttura aiutano a ridurre la pressione del vento. Per garantire la durabilità durante i sei mesi dell'evento, il legno viene trattato con finiture nanotecnologiche idrorepellenti e ignifughe, senza alterare la naturale traspirabilità della fibra. Inoltre, data la natura dell'isola, sono state impiegate fondazioni speciali per ridurre il rischio di liquefazione del suolo, distribuendo il peso della struttura uniformemente attraverso una piastra di base rinforzata.

Un simbolo di unità nella diversità

L'obiettivo principale del Grand Ring è facilitare la circolazione dei visitatori, proteggendoli dal sole e dalla pioggia, e offrire una passerella panoramica sopraelevata (Green Roof) ricoperta di vegetazione, da cui ammirare l'intero sito espositivo e il mare. Dal punto di vista architettonico, la struttura dà un senso di unità e coesione ("Unity in Diversity") a padiglioni nazionali molto diversi tra loro, stabilendo un orizzonte comune. L'opera rappresenta una sintesi tra tradizione e innovazione, combinando tecniche millenarie di incastro con i più moderni standard di calcolo strutturale.

Un modello per il futuro dell'architettura sostenibile

Il Grand Ring dimostra che è possibile realizzare infrastrutture su larga scala utilizzando materiali rinnovabili e tecniche a basso impatto ambientale. La scelta del legno, oltre al valore simbolico, ha una funzionalità pratica: il materiale offre un eccellente rapporto resistenza-peso, fondamentale per una struttura di queste dimensioni su un'isola artificiale. L'opera potrebbe diventare un punto di riferimento per future costruzioni in legno, specialmente in aree sismiche, dimostrando che la tradizione può dialogare con l'innovazione per creare edifici sicuri, sostenibili e di grande impatto estetico.

In sintesi

  • Il Grand Ring è la più grande struttura in legno al mondo, con 61.035 m² di superficie e 20.000 tonnellate di legno.
  • Progettato da Sou Fujimoto per l'Expo 2025, utilizza la tecnica Nuki per resistere ai terremoti.
  • L'isola di Yumeshima è un hub energetico offshore con cassoni di cemento e infrastrutture HVDC.
  • La struttura è trattata con nanotecnologie per resistere a tifoni e incendi durante i sei mesi dell'evento.
  • L'opera unisce tradizione giapponese e ingegneria moderna, fungendo da passerella panoramica e simbolo di unità.
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