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Ranucci si scusa ma non ritratta: 'Non ho diffuso notizie false, stavo verificando'

Il conduttore di Report replica alle accuse del ministro Nordio e al richiamo della Rai, annunciando che affronterà a proprie spese un eventuale procedimento giudiziario.

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Ranucci si scusa ma non ritratta: 'Non ho diffuso notizie false, stavo verificando'
Il conduttore di Report replica alle accuse del ministro Nordio e al richiamo della Rai, annunciando che affronterà a prCredit · Il Foglio

I fatti

  • Sigfrido Ranucci ha parlato durante la puntata di Report del 3 maggio, dopo una settimana di polemiche.
  • Ranucci aveva affermato a È sempre Cartabianca (28 aprile) che una fonte lo aveva visto con Nordio in Uruguay nel ranch di Cipriani.
  • Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha smentito e valutato azioni legali.
  • La Rai ha inviato a Ranucci una lettera di richiamo per notizia non verificata e per aver violato i limiti dell'autorizzazione.
  • Ranucci ha rinunciato alla copertura legale dell'azienda, dichiarando di volersi difendere da solo.
  • La puntata di Report del 3 maggio ha ottenuto il 10,3% di share con 1,9 milioni di spettatori, picchi del 12% e oltre 2 milioni.
  • Ranucci ha citato i colleghi Lucina Paternesi, Luca Bertazzoni, Sacha Biazzo, Giorgio Mottola e Rosamaria Aquino per il successo della trasmissione.

Il conduttore rompe il silenzio dopo le accuse

Dopo una settimana di polemiche, Sigfrido Ranucci è intervenuto ieri sera nella puntata di Report su Rai3 per fornire la propria versione dei fatti. Il giornalista ha risposto alle critiche seguite alle sue dichiarazioni su Carlo Nordio e il caso Minetti, rilasciate il 28 aprile durante la trasmissione È sempre Cartabianca su Rete4. Ranucci ha ammesso un eccesso, ma ha negato di aver diffuso notizie non verificate: 'Ho detto stiamo verificando una notizia, che è cosa diversa'.

Le parole che hanno scatenato la bufera

Martedì 28 aprile, ospite da Bianca Berlinguer, Ranucci aveva dichiarato: 'Siamo sulle tracce di una testimonianza raccolta in queste ore dove una fonte ci ha detto di aver visto Nordio i primi giorni di marzo in Uruguay e di averlo visto nel ranch di Cipriani. Stiamo verificando una pista e quindi la prendiamo con il beneficio dell'inventario'. Il ministro della Giustizia aveva immediatamente smentito, definendo la notizia una fake news e annunciando di valutare azioni legali. Nordio aveva inoltre telefonato a Ranucci per chiarire che, una volta diffusa, la notizia circola nonostante la smentita.

Il richiamo della Rai e la rinuncia alla copertura legale

La Rai ha inviato una lettera di richiamo a Ranucci, contestando la diffusione di una notizia non verificata, circostanza che lo stesso giornalista ha ammesso. L'azienda ha anche sottolineato che Ranucci era stato autorizzato esclusivamente a presentare il proprio libro, non a intervenire su temi di attualità in una trasmissione concorrente. La Rai ha ribadito il principio che i dipendenti devono attenersi ai criteri del servizio pubblico anche al di fuori dei programmi aziendali, e ha chiarito che non offrirà copertura legale per eventuali azioni giudiziarie del ministro. Ranucci ha risposto rinunciando alla tutela legale della Rai: 'Davanti all'eventuale denuncia del ministro, rinuncio già da ora ad esporre l'azienda, che gestisce soldi pubblici, a eventuali rischi. Affronterò il giudizio a mie spese'.

Il successo di ascolti di Report e la replica social

Nonostante le polemiche, la puntata di Report del 3 maggio ha registrato ottimi ascolti: 10,3% di share con circa 1,9 milioni di telespettatori, con punte del 12% e oltre 2 milioni. Ranucci ha attribuito il risultato al lavoro della squadra: Lucina Paternesi, Luca Bertazzoni, Sacha Biazzo, Giorgio Mottola e Rosamaria Aquino. Su Facebook, il conduttore ha scritto: 'Abbiamo limitato il danno reputazionale'. In un altro post, ha aggiunto: 'Prendo atto di quanto riporta l'Ansa. Tuttavia non ho timori di affrontare in giudizio il ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell'Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell'umanità'.

Le implicazioni per il giornalismo d'inchiesta

Il caso solleva questioni delicate sui limiti del giornalismo investigativo e sul rapporto tra libertà di informazione e responsabilità. Ranucci ha difeso il suo operato sostenendo di aver sempre specificato che si trattava di una notizia in fase di verifica. La Rai, invece, ha ritenuto che la semplice diffusione di un'indagine non verificata violi i principi del servizio pubblico, indipendentemente dall'esito futuro della verifica. Il ministro Nordio, in quanto Guardasigilli e custode dell'Albo dei giornalisti, si trova in una posizione di particolare influenza. Ranucci ha dichiarato di non temere un confronto giudiziario, ribadendo il suo impegno per la libertà di informazione.

Prospettive e sviluppi futuri

Al momento non è chiaro se Nordio procederà con una denuncia formale. Ranucci ha già annunciato che si difenderà personalmente, senza coinvolgere la Rai. La vicenda potrebbe avere ripercussioni sul rapporto tra il governo e la televisione pubblica, in un clima politico già teso. Il caso Minetti, legato al ranch di Cipriani in Uruguay, resta al centro dell'attenzione mediatica. La posizione della Rai potrebbe influenzare future autorizzazioni per i suoi giornalisti a partecipare a programmi di altre reti. Intanto, il successo di ascolti di Report dimostra che il pubblico segue con interesse le inchieste, nonostante le controversie.

In sintesi

  • Sigfrido Ranucci ha ammesso un eccesso ma ha negato di aver diffuso notizie non verificate, sostenendo di aver annunciato una verifica in corso.
  • La Rai ha richiamato Ranucci per notizia non verificata e per aver violato i limiti dell'autorizzazione a partecipare a È sempre Cartabianca.
  • Ranucci ha rinunciato alla copertura legale della Rai, dichiarando che affronterà a proprie spese un eventuale procedimento giudiziario.
  • La puntata di Report del 3 maggio ha ottenuto il 10,3% di share con 1,9 milioni di spettatori, picchi del 12%.
  • Il ministro Nordio ha smentito la notizia e valutato azioni legali; Ranucci si dice pronto a difendersi.
  • Il caso solleva questioni sui limiti del giornalismo investigativo e sul rapporto tra libertà di informazione e responsabilità.
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