Pensioni, Sandrelli denuncia: "Inps mi chiede 140mila euro"
L'attrice e oltre cento artisti scrivono al Presidente Mattarella per una "situazione paradossale" sul ricalcolo degli assegni.

ITALY —
I fatti
- Stefania Sandrelli ha visto il suo assegno pensionistico ridotto di circa 450 euro.
- L'attrice ha ricevuto una richiesta di restituzione dall'Inps per quasi 140.000 euro.
- Oltre cento professionisti dello spettacolo hanno firmato un appello al Presidente Mattarella.
- La vicenda riguarda il ricalcolo delle pensioni dei lavoratori dello spettacolo ex Enpals, ora Inps.
- Il caso si basa su sentenze della Corte di Cassazione relative al calcolo della quota retributiva.
- Gli artisti chiedono giustizia, chiarezza e un intervento normativo, non privilegi.
- L'Inps afferma di adeguarsi alle decisioni della magistratura, recuperando somme non dovute.
Il caso delle pensioni nel mondo dello spettacolo
L'attrice Stefania Sandrelli porta alla luce una vicenda che sta scuotendo il mondo dello spettacolo italiano, denunciando pubblicamente le decisioni dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps) riguardo al ricalcolo delle pensioni. La storica interprete del cinema italiano descrive la situazione come un "danno e beffa per noi attori", evidenziando come il ricalcolo degli assegni previdenziali per gli ex iscritti all'Enpals, ora confluito nell'Inps, stia creando notevoli difficoltà. La questione, che coinvolge numerosi professionisti del settore, nasce dall'applicazione di sentenze della Corte di Cassazione sui criteri di calcolo della quota retributiva. Questa applicazione sta portando a una revisione degli assegni che, secondo i diretti interessati, rischia di "ridurci in miseria", come si legge nella lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il fronte degli artisti, composto da attori, doppiatori, musicisti e tecnici, si era già mobilitato nell'autunno del 2025 con un primo appello. La nuova iniziativa, firmata da oltre cento professionisti, eleva la protesta a un livello istituzionale, cercando una soluzione a quella che definiscono una "situazione paradossale" e una "grave incertezza giuridica".
La denuncia personale di Stefania Sandrelli
Stefania Sandrelli ha scelto di condividere la sua esperienza personale in un'intervista, rivelando l'entità del problema. L'attrice racconta di aver notato, all'inizio dell'anno, una decurtazione di circa quattrocentocinquanta euro sul suo assegno pensionistico, una cifra pari a circa un quinto del totale. La situazione è precipitata quando ha ricevuto una comunicazione dall'Inps con una richiesta di restituzione di quasi centoquarantamila euro. "Ho capito che non era un errore tecnico, ma qualcosa di molto più serio", ha dichiarato Sandrelli, sottolineando la precarietà che caratterizza il lavoro nel settore dello spettacolo, con periodi di attività discontinui e contratti brevi che rendono i contributi non lineari. Questo caso personale si inserisce in un contesto più ampio di incertezza e difficoltà per molti artisti over 60, che si trovano a fronteggiare la sottrazione di pensioni che credevano dovute e, in alcuni casi, l'obbligo di restituire somme percepite.
L'appello al Quirinale e la posizione dell'Inps
La lettera indirizzata al Presidente Mattarella, sottoscritta da più di cento professionisti del settore, definisce la vicenda "una situazione paradossale" che mina la stabilità economica di molti lavoratori dello spettacolo. Tra i firmatari figurano nomi noti come Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Massimo Boldi e Marco Risi, a testimonianza della trasversalità del problema. Gli artisti non chiedono privilegi, ma "giustizia e chiarezza", auspicando un intervento normativo che possa risolvere la "grave incertezza giuridica" che li attanaglia. L'appello mira a portare la questione al livello istituzionale più alto, nella speranza di trovare una soluzione equa. Dal canto suo, l'Inps ha dichiarato di adeguarsi alle decisioni della magistratura, in particolare alle sentenze della Corte di Cassazione. L'Istituto si dichiara "tenuto ad adeguarsi, recuperando le somme erogate e non dovute nel rispetto delle modalità previste dalla normativa vigente", evidenziando come il contenzioso rimanga sospeso tra il piano giudiziario e la richiesta politica di una revisione legislativa.
Le sentenze, i ricalcoli e gli arretrati
Il fulcro della controversia risiede nel calcolo della pensione giornaliera per i lavoratori dello spettacolo, una legge risalente al 1992. Per anni, i giudici di merito hanno emesso sentenze favorevoli ai pensionati dello spettacolo, confermate in appello, con il Tribunale di Roma che ha visto circa 250 decisioni a sostegno dei lavoratori, come riportato da "La Repubblica". Sulla base di queste sentenze, sono stati effettuati ricalcoli degli assegni, con conseguenti aumenti mensili e il pagamento di arretrati. Tuttavia, con il consolidarsi dell'orientamento della Cassazione, l'Inps si è ritrovato nella posizione di dover recuperare le somme erogate che, secondo la nuova interpretazione, non sarebbero dovute. Questo ha portato a una situazione paradossale in cui gli stessi arretrati, pagati in seguito a sentenze favorevoli, diventano ora somme da restituire, creando un ulteriore carico finanziario per gli artisti interessati.
La posta in gioco: giustizia e stabilità economica
La vicenda delle pensioni nel mondo dello spettacolo solleva interrogativi profondi sulla tutela dei lavoratori e sulla stabilità economica di categorie professionali spesso caratterizzate da carriere discontinue. L'appello a Mattarella non è una richiesta di trattamenti di favore, ma un grido di giustizia e chiarezza di fronte a un sistema che appare contraddittorio. Gli artisti chiedono che venga trovata una soluzione normativa che metta fine all'incertezza giuridica e che riconosca la specificità del loro settore. La posta in gioco è alta: la possibilità di vivere dignitosamente dopo una vita dedicata al lavoro artistico, senza il timore di dover restituire somme considerate legittimamente percepite. Il caso rimane aperto, con il contenzioso che si muove su più fronti: quello giudiziario, dove l'Inps si attiene alle sentenze della Cassazione, e quello politico, dove gli artisti invocano un intervento legislativo per sanare una situazione ritenuta insostenibile.
In sintesi
- Stefania Sandrelli e oltre cento artisti denunciano un ricalcolo delle pensioni che li penalizza pesantemente.
- L'Inps richiede la restituzione di somme ingenti, anche arretrati precedentemente pagati in seguito a sentenze favorevoli.
- Un appello al Presidente Mattarella chiede giustizia, chiarezza e un intervento normativo per risolvere la "situazione paradossale".
- La controversia si basa sull'interpretazione di sentenze della Cassazione relative al calcolo delle pensioni dei lavoratori dello spettacolo.
- Gli artisti sottolineano la precarietà del loro settore e la necessità di tutele adeguate.
- L'Inps si dichiara obbligato ad adeguarsi alle decisioni della magistratura.






