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Biennale Arte, tra proteste e difese della libertà creativa

L'inaugurazione della mostra veneziana è segnata da tensioni, con elicotteri della polizia e manifestazioni che fanno da sfondo alle dichiarazioni del presidente della Biennale.

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Biennale Arte, tra proteste e difese della libertà creativa
L'inaugurazione della mostra veneziana è segnata da tensioni, con elicotteri della polizia e manifestazioni che fanno daCredit · Il Manifesto

I fatti

  • Elicotteri della polizia hanno sorvolato il cielo di Venezia durante l'apertura della Biennale Arte.
  • Manifestazioni e proteste improvvisate hanno animato l'inaugurazione.
  • Oltre 4000 giornalisti sono accreditati per l'evento.
  • L'apertura ha incluso una lettura di Ottavia Piccolo dai 'Canti pisani' di Ezra Pound.
  • Il presidente della Biennale, Roberto Cicutto, ha difeso la libertà dell'arte.
  • Cicutto ha invocato il diritto e la discussione pacifica, respingendo censure e esclusioni.

Un'apertura sotto tensione nella Laguna

Elicotteri della polizia solcano il cielo sopra la laguna veneziana, mentre proteste improvvisate accendono la miccia del dissenso. File chilometriche di giornalisti, oltre quattromila accreditati, si snodano sotto una pioggia battente verso i Giardini. L'atmosfera all'inaugurazione della Biennale Arte è carica di tensioni, un preludio acceso ai dibattiti che animeranno la mostra. L'apertura ufficiale ha visto un omaggio a Ezra Pound, con Ottavia Piccolo che ha letto brani dai suoi "Canti pisani". Questi scritti risalgono al periodo della sua prigionia in un campo di detenzione statunitense in Italia, a seguito del suo collaborazionismo con i nazifascisti. Questo gesto, apparentemente, tenta una riconciliazione con le istituzioni che lo hanno nominato ai vertici della Biennale, un incarico che sembra aver generato ripensamenti e contenziosi legali.

Il "giardino di pace" invocato dal presidente

Nonostante le turbolenze esterne, il presidente della Biennale, Roberto Cicutto, insiste sulla natura dell'evento come "giardino di pace dove si espone e si discute". Egli sottolinea che il dissenso è possibile, ma l'essenza della Biennale rimane quella di uno spazio aperto, non di un "recinto". Il suo appello, ripetuto con insistenza, è rivolto allo "iure", al diritto, che nessuna "fantagiurisprudenza" può alterare. Cicutto contrappone questo principio alle scelte etiche e politiche contingenti, invitando a concentrarsi sulla "luna, seppure offuscata" piuttosto che sul "famoso dito". L'obiettivo è accettare il mondo "così come è, nella sua tragica verità". Questo approccio scomoda riferimenti storici e filosofici, spaziando dalla Rivoluzione francese all'Illuminismo e al laicismo, nel tentativo di difendere la libertà intrinseca dell'arte.

Difesa della libertà artistica contro censure e esclusioni

Cicutto respinge fermamente la tendenza a "trovare la formula perfetta di democrazia", che a suo dire si trasforma nel suo esatto contrario, sfociando in richieste di censura e esclusione. La sua difesa della libertà dell'arte si radica in una visione che privilegia il diritto e il dibattito aperto, rifiutando le pressioni esterne che mirano a limitare l'espressione creativa. La Biennale si presenta dunque come un palcoscenico per la discussione, dove le diverse voci possono coesistere, anche nel dissenso, senza che questo porti alla chiusura o alla limitazione dei contenuti.

In sintesi

  • L'apertura della Biennale Arte di Venezia è stata caratterizzata da manifestazioni e dalla presenza delle forze dell'ordine.
  • Il presidente Roberto Cicutto ha difeso la libertà dell'arte, contrapponendola a censure e esclusioni.
  • L'evento ha reso omaggio a Ezra Pound, con una lettura dai suoi 'Canti pisani'.
  • Cicutto ha invocato il rispetto del diritto e la discussione pacifica come fondamenti della Biennale.
  • La Biennale si propone come uno spazio di confronto aperto, dove il dissenso è ammesso ma non deve degenerare in censura.
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