Trump annuncia dazi al 25% sulle auto Ue: «Colpa di Bruxelles che non rispetta gli accordi»
Il presidente americano alza la posta in una guerra commerciale che colpisce la Germania e mette a rischio l'export europeo, già in calo del 21,4% verso gli Stati Uniti.

ITALY —
I fatti
- Donald Trump ha annunciato su Truth un aumento dei dazi al 25% su auto e camion importati dall'Ue a partire dalla prossima settimana.
- Bernd Lange, presidente della commissione commercio del Parlamento europeo, ha definito la mossa «inaccettabile» e gli Usa «inaffidabili».
- L'Ue ha dichiarato di mantenere aperte tutte le opzioni per tutelare i propri interessi, in caso di misure Usa non conformi alla dichiarazione congiunta.
- L'export automobilistico europeo verso gli Stati Uniti è già calato del 21,4% nel 2025, secondo i dati Acea.
- Trump ha citato investimenti record per oltre 100 miliardi di dollari in nuovi stabilimenti auto negli Usa.
- La tariffa base era stata ridotta al 10% dopo una sentenza della Corte Suprema Usa.
- L'accordo di Turnberry, siglato a luglio, prevedeva una tariffa base del 15% per i beni europei.
- Il cancelliere tedesco Merz ha accusato gli Usa di non avere una strategia per l'Iran, in un contesto di tensione per il blocco dello Stretto di Hormuz.
L'annuncio su Truth e la replica europea
Donald Trump ha scelto il suo social network, Truth, per annunciare un inasprimento della guerra commerciale con l'Unione Europea. «Sono lieto di annunciare che, in considerazione del fatto che l'Unione Europea non sta rispettando l'accordo commerciale da noi pienamente concordato, la prossima settimana aumenterò i dazi doganali applicati all'Unione Europea per le auto e i camion importati negli Stati Uniti. Il dazio sarà aumentato al 25%», ha scritto il presidente americano. La reazione di Bruxelles è stata immediata. Bernd Lange, presidente della commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, ha definito la mossa «inaccettabile» e ha sottolineato come dimostri «quanto siano inaffidabili gli Stati Uniti». «Il Parlamento europeo continua a rispettare l'accordo siglato in Scozia, lavorando per finalizzare la legislazione. Mentre l'Ue mantiene gli impegni, la controparte statunitense continua a non rispettarli», ha affermato Lange in un post su X. Un portavoce della Commissione europea ha aggiunto che l'Ue «mantiene aperte tutte le opzioni per tutelare i propri interessi» qualora Washington adotti misure incompatibili con la dichiarazione congiunta.
Il meccanismo dei dazi: nessuna tassa per chi produce in America
Trump ha accompagnato l'annuncio con una precisazione strategica: «È pienamente inteso e concordato che, qualora tali automobili e autocarri saranno prodotti in stabilimenti americani, non verrà applicato alcun dazio». Il presidente ha citato «investimenti per oltre 100 miliardi di dollari» in nuovi impianti, definendoli «un record nella storia dell'industria automobilistica». L'obiettivo è chiaro: spingere i costruttori stranieri a delocalizzare la produzione negli Stati Uniti, creando posti di lavoro e rafforzando l'industria interna. Tuttavia, riconvertire le catene produttive richiede anni, e non tutti i modelli europei venduti in America possono essere rapidamente trasferiti. La mossa arriva dopo che la Corte Suprema aveva ridotto la tariffa base al 10%, mettendo in dubbio la legittimità dell'accordo di Turnberry siglato a luglio tra Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Le conseguenze per l'industria automobilistica europea
I nuovi dazi colpiranno direttamente i grandi gruppi europei: Volkswagen, BMW, Mercedes-Benz, Stellantis e altri marchi premium. Un aumento al 25% renderebbe le auto importate significativamente più care negli Stati Uniti, con due possibili scenari: le aziende potrebbero assorbire parte del costo riducendo i margini, oppure scaricarlo sui consumatori americani con aumenti di prezzo. In entrambi i casi, il settore – già sotto pressione per la transizione elettrica, la concorrenza cinese e i costi industriali elevati – subirebbe un duro colpo. I dati Acea mostrano che nel 2025 l'export automobilistico europeo ha già subito una contrazione del 6,2%, mentre quello verso gli Stati Uniti è crollato del 21,4%, effetto diretto dei dazi introdotti l'anno precedente. La Germania, la cui economia è in una fase estremamente delicata, sarebbe particolarmente esposta. Il cancelliere tedesco Merz si è già scontrato con Trump sulla gestione della guerra in Iran, accusando gli Usa di essere stati «umiliati» da Teheran.
Il contesto: tensioni globali e crisi dello Stretto di Hormuz
La decisione di Trump si inserisce in un quadro di enormi tensioni nell'economia mondiale, alimentate dalle conseguenze della guerra scatenata da Usa e Israele contro l'Iran. Tra queste, il blocco dello Stretto di Hormuz – una delle più importanti vie di trasporto del petrolio – ha creato ulteriori instabilità. L'accordo di Turnberry, firmato a luglio, prevedeva una tariffa base del 15% per la gran parte dei beni europei importati negli Stati Uniti. Ma la sua attuazione è stata messa in discussione dopo che la Corte Suprema ha stabilito che il presidente Usa non aveva l'autorità legale per dichiarare un'emergenza economica e imporre dazi sulle merci europee, riducendo la tariffa al 10%. Trump accusa ora l'Ue di non rispettare i patti, mentre Lange ribadisce che «già in passato si sono verificate mosse arbitrarie di questo tipo, anche nei confronti dei partner».
Le prossime mosse: Bruxelles valuta contromisure
La Commissione europea ha dichiarato di restare «pienamente impegnata a favore di relazioni transatlantiche prevedibili e reciprocamente vantaggiose», ma ha anche avvertito: «Qualora gli Usa adottassero misure non conformi alla dichiarazione congiunta, ci riserveremo ogni possibilità di azione per tutelare gli interessi dell'Ue». Bernd Lange ha chiesto «chiarezza e fermezza», sottolineando che «ora possiamo solo rispondere con la massima chiarezza e fermezza, facendo leva sulla forza della nostra posizione». Il Parlamento europeo stava per ratificare la legislazione sull'intesa commerciale con gli Usa, ma il processo potrebbe ora essere sospeso. La partita è aperta: l'Ue potrebbe reagire con dazi su prodotti americani, innescando una spirale di ritorsioni che danneggerebbe entrambe le economie.
Un rischio calcolato per Trump, una sfida per l'Europa
L'annuncio di Trump rappresenta una mossa calcolata in vista delle elezioni presidenziali del 2026, puntando a proteggere l'industria interna e a creare posti di lavoro. La frase «nessun dazio» per chi produce in America è un incentivo diretto agli investimenti, ma il trasferimento delle produzioni richiede tempo e capitali. Per l'Unione Europea, la posta in gioco è industriale e politica. Oltre al danno immediato per l'export automobilistico, c'è il rischio che altri settori vengano presi di mira. La crisi dello Stretto di Hormuz e le tensioni con l'Iran aggiungono incertezza a uno scenario già fragile. L'Europa si trova di fronte a un bivio: rispondere con durezza, rischiando un'escalation, o cercare una mediazione che preservi l'alleanza transatlantica. La scelta definirà il futuro delle relazioni commerciali tra i due blocchi.
In sintesi
- Trump aumenterà i dazi su auto e camion Ue al 25% dalla prossima settimana, accusando Bruxelles di non rispettare l'accordo di Turnberry.
- L'Ue considera la mossa inaccettabile e si dice pronta a tutelare i propri interessi con tutte le opzioni disponibili.
- L'export automobilistico europeo verso gli Usa è già in calo del 21,4% nel 2025, e i nuovi dazi aggraveranno la situazione.
- La Germania è il paese più esposto, in un momento di debolezza economica e tensioni politiche con Washington.
- L'accordo di Turnberry era stato ridimensionato dalla Corte Suprema Usa, che ha limitato il potere presidenziale sui dazi.
- La crisi dello Stretto di Hormuz e la guerra in Iran aggiungono instabilità globale, influenzando le dinamiche commerciali.




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