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Il ministero della Giustizia rinnova il 41-bis per Alfredo Cospito: minacce al Guardasigilli e timori di scontri il Primo Maggio

Il regime di carcere duro per l'anarchico è stato prorogato a pochi giorni dalla scadenza, mentre i gruppi antagonisti preparano proteste e il prefetto di Roma invita a far calare la tensione.

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Il ministero della Giustizia rinnova il 41-bis per Alfredo Cospito: minacce al Guardasigilli e timori di scontri il Primo Maggio
Il regime di carcere duro per l'anarchico è stato prorogato a pochi giorni dalla scadenza, mentre i gruppi antagonisti pCredit · Il Fatto Quotidiano

I fatti

  • Alfredo Cospito, leader della Federazione anarchica informale (Fai), è detenuto al 41-bis dal 2022.
  • Cospito è stato condannato in via definitiva a 33 anni per due attentati: gambizzazione di un dirigente Ansaldo a Genova (2012) e posizionamento di ordigni a Fossano (2006).
  • Il rinnovo del 41-bis è stato notificato al difensore Flavio Rossi Albertini, che presenterà reclamo al Tribunale di Sorveglianza di Roma.
  • La Corte europea dei diritti dell'uomo ha respinto il ricorso di Cospito contro il 41-bis lo scorso settembre, giudicandolo 'manifestamente infondato'.
  • Il Guardasigilli Carlo Nordio ha ricevuto minacce sui canali anarchici: 'Sarà la tua ultima firma'.
  • Il prefetto di Roma Lamberto Giannini ha dichiarato: 'C’è un brutto clima, la tensione deve calare'.
  • Gruppi antagonisti preparano scontri per il Primo Maggio, con l'obiettivo di 'cacciare il governo Meloni'.
  • Il comitato 'Vanchiglia insieme' ha chiesto di utilizzare il cortile dell'ex centro sociale Askatasuna, ma il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica ha espresso parere non favorevole.

Il rinnovo del carcere duro per Alfredo Cospito

Il ministero della Giustizia ha rinnovato il regime di detenzione speciale del 41-bis per l’anarchico Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Cagliari. Il provvedimento, atteso entro il 4 maggio, è stato notificato al difensore Flavio Rossi Albertini a pochi giorni dalla scadenza. Il legale ha già annunciato che presenterà reclamo contro la decisione al Tribunale di Sorveglianza di Roma. Cospito, uno dei leader della Federazione anarchica informale (Fai), si trova al carcere duro dal 2022. È stato condannato in via definitiva a un totale di 33 anni di reclusione per due attentati: la gambizzazione di un dirigente Ansaldo a Genova nel 2012 e il posizionamento di due ordigni di fronte alla scuola Allievi carabinieri di Fossano (Cuneo) nel 2006, che non causarono morti né feriti. Lo scorso settembre, la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva respinto il suo ricorso contro la detenzione al 41-bis, giudicandolo “manifestamente infondato”.

Minacce al Guardasigilli e clima di tensione

La decisione ha innescato una forte reazione tra i sostenitori di Cospito. Nei canali anarchici sono apparse minacce dirette al Guardasigilli Carlo Nordio: “Ultimamente persino più traballante del solito firma quello che potrebbe essere uno dei suoi ultimi provvedimenti. Forza Alfredo, di fronte a questa classe dirigente resti un gigante anche in catene”, scrivono. Il tono inquietante ha sollevato l'allarme per un Primo Maggio ad altissima tensione nelle piazze, già attraversate da manifestazioni per l'abbordaggio della Flotilla diretta a Gaza. Il prefetto di Roma Lamberto Giannini ha dichiarato: “C’è un brutto clima, la tensione deve calare. Ospiterò momenti di dialogo”. Gianni Berrino, capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Giustizia, ha invece commentato: “È una scelta necessaria e doverosa. Lo Stato dimostra ancora una volta di non piegarsi a pressioni, minacce o campagne di intimidazione”.

La galassia antagonista prepara la mobilitazione

I gruppi legati all'area anarchica e radicale di sinistra si stanno organizzando per il Primo Maggio. “Insorgiamo, resistiamo e blocchiamo tutto”, gridano gli attivisti. Si ipotizzano scontri con le forze dell'ordine e si teorizza la “lotta” per riprendersi il palazzo del centro sociale Askatasuna, liberato lo scorso dicembre. I CARC (Comitati di appoggio ai rivoluzionari comunisti) rilanciano la loro posizione: “Di battaglia in battaglia dobbiamo cacciare il governo Meloni”. La mobilitazione non si ferma alla giornata di oggi: sono già state annunciate una manifestazione nazionale a Milano per la Nakba del 16 maggio, lo sciopero delle scuole del 7 e quello generale del 29 maggio, nonché la battaglia contro il gemellaggio Milano-Tel Aviv.

Torino epicentro della guerriglia e richieste di spazi

Torino si profila come l'epicentro di eventuali scontri. Il comitato “Vanchiglia insieme”, legato ad Askatasuna, ha chiesto la possibilità di utilizzare il cortile dell'edificio liberato a dicembre, che da allora è militarizzato per evitare una nuova occupazione. “L'obiettivo era smilitarizzare l'area dopo lo sgombero”, spiegano dal comitato, per “riappropriarsi degli spazi comuni”. Tuttavia, il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica ha espresso parere non favorevole. Askatasuna ha già annunciato un ampio corteo, partecipato dalle sigle dei pro Pal e dai centri sociali, inclusi i movimenti No Tav. Ieri si è tenuto un incontro tra CARC, islamici e “gruppi di lotta” per discutere del “manuale di autodifesa” per “fronteggiare le azioni repressive degli apparati dello Stato”. All'incontro era presente una rappresentante dei CARC, uno dell'Udap (Unione democratica arabo palestinese) e Silvano Falessi, fratello di Maurizio Falessi, ex brigatista arrestato nel 2004.

Proteste e cortei già in corso

Le proteste sono già iniziate. A Roma, un corteo a San Lorenzo ha visto lanci di bottiglie contro i giornalisti e un funzionario di polizia colpito alla testa. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato: “Noi con le forze dell'ordine”. A Torino, un corteo per Cospito si è concluso con 18 condanne per violenze e danneggiamenti, ma non è stata riconosciuta la “devastazione”. A Roma, un presidio anarchico al Pigneto ha preceduto un sit-in fuori dal ministero della Giustizia. A Bologna, Cospito è stato ammesso come testimone in un processo a carico di anarchici e deposerà in videocollegamento dal carcere.

Il quadro complessivo e le prospettive

Il rinnovo del 41-bis per Cospito arriva in un momento in cui il fronte anarco-insurrezionalista stava riprendendo piede nelle piazze, con diverse rivendicazioni negli ultimi mesi. La decisione del ministero, pur attesa, ha riacceso le tensioni. Il legale di Cospito, Flavio Rossi Albertini, visiterà il suo assistito nei prossimi giorni nel carcere di Sassari, dove Cospito è attualmente detenuto secondo alcune fonti, mentre altre indicano Cagliari. La strategia dell'antagonismo sembra ormai strutturale, con una saldatura tra CARC, islamici e gruppi di lotta che si è trasformata da occasionale a permanente. I prossimi appuntamenti di mobilitazione, dal Primo Maggio alla manifestazione di Milano del 16 maggio, indicano che la tensione è destinata a rimanere alta.

In sintesi

  • Il ministero della Giustizia ha rinnovato il 41-bis con scadenza prevista il 4 maggio.
  • Cospito, condannato a 33 anni per attentati, è al carcere duro dal 2022; il suo ricorso alla Cedu è stato respinto.
  • Il Guardasigilli Carlo Nordio ha ricevuto minacce dai canali anarchici.
  • Gruppi antagonisti preparano scontri per il Primo Maggio, con l'obiettivo di 'cacciare il governo Meloni'.
  • Il prefetto di Roma Lamberto Giannini invita a far calare la tensione, mentre il capogruppo FdI Berrino definisce la scelta 'necessaria e doverosa'.
  • Le proteste sono già in corso a Roma, Torino e Bologna, con episodi di violenza e condanne.
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