Il nuovo libro di Carrère, «Kolchoz», svela l'incontro tra sua madre e Putin
L'incipit pubblicato in anteprima da «la Lettura» anticipa un'opera che intreccia memoria familiare e storia russa, con un aneddoto folgorante al Cremlino.

ITALY —
I fatti
- Emmanuel Carrère pubblica «Kolchoz» (Adelphi) il 5 maggio 2026.
- Il libro esplora l'incontro tra Hélène Carrère d'Encausse, madre dell'autore e prima segretaria perpetua dell'Académie française, e Vladimir Putin.
- Putin disse a Hélène: «Ricordare è il mio mestiere».
- L'incipit è stato anticipato dal numero 753 de «la Lettura» del 2-3 maggio 2026, con copertina di Emilio Isgrò.
- Carrère ha vinto il Premio Principessa delle Asturie nel 2021.
- Il rito familiare del «kolchoz» consisteva nel dormire tutti insieme nella camera dei genitori durante i viaggi del padre.
Un incipit che parte dal rito familiare
Nell'infanzia di Emmanuel Carrère, quando il padre era in viaggio, lui e le due sorelle minori si trasferivano nella camera dei genitori. Marina, la più piccola, dormiva nel lettone; Nathalie e Emmanuel portavano materassi e cuscini intorno al letto. La madre chiamava quel rito «fare kolchoz». Ormai adulti, i tre fratelli ripeteranno quel gesto nella camera di un hospice, raccogliendosi attorno alla madre per l'ultima notte della sua vita. Sarà Emmanuel a chiuderle gli occhi. Poco dopo inizierà la stesura di questo libro.
L'incontro al Cremlino tra Hélène Carrère d'Encausse e Putin
Il frammento anticipato da «la Lettura» porta direttamente al Cremlino, nella Russia post-sovietica. Da una parte Hélène Carrère d'Encausse, madre dell'autore e prima donna a guidare l'Académie française come segretaria perpetua; dall'altra un giovane Vladimir Putin, appena eletto presidente della Federazione russa. Mentre Hélène cerca di collocare quel volto nei corridoi della memoria istituzionale, Putin la spiazza con una frase che racchiude un'intera filosofia di vita e di potere: «No, lei non si ricorda, Elena Georgievna. Io sì. Ricordare è il mio mestiere».
Memoria e potere: il nucleo del libro
In questo scambio si nasconde l'essenza della scrittura di Carrère: la capacità di cogliere il dettaglio psicologico che rivela l'abisso. Se per Putin ricordare è il dovere di chi proviene dai servizi segreti, per Carrère ricordare diventa l'ossessione dello scrittore che cerca di dare un ordine al caos del mondo. «Kolchoz» non è solo un libro sulla Russia o su una madre illustre; è un'indagine sulla persistenza del potere e sulla fragilità della memoria umana di fronte alla rigidità della Storia.
Un'autobiografia che diventa saggio e reportage
Carrère, nato a Parigi nel 1957, è riconosciuto come uno dei massimi esponenti della letteratura contemporanea, celebre per aver rivoluzionato la non-fiction fondendo autobiografia, reportage e indagine storica. Dopo «L'avversario», «Limonov» e «Il Regno», torna a confrontarsi con la Russia, terra amata e terribile. Vincitore del Premio Principessa delle Asturie nel 2021, Carrère mette a nudo le contraddizioni dell'animo umano con una scrittura onesta, analitica e priva di filtri.
Il numero de «la Lettura» e gli altri contenuti
Il numero 753 de «la Lettura», in anteprima nell'App sabato 2 maggio e in edicola domenica 3, si apre con l'incipit di «Kolchoz», un'intervista a Carrère curata da Stefano Montefiori, e un ritratto dello scrittore francese tracciato da Marco Missiroli. La copertina è di Emilio Isgrò, per la serie dedicata ai 150 anni del «Corriere». Nel numero anche un'intervista a Zadie Smith, che il 14 maggio inaugurerà il Salone del Libro di Torino, a cura di Marilena Umuhoza Delli; un racconto inedito di Sandro Veronesi ispirato a Dino Buzzati; e un approfondimento sui trent'anni della collana Einaudi Stile libero.
Un viaggio che scava nell'anima del secolo
«Kolchoz» esce il 5 maggio per Adelphi. L'appuntamento in libreria è per un volume che, partendo dalle stanze dorate del Cremlino, scava profondamente nell'anima di un secolo che non ha ancora finito di fare i conti con i propri fantasmi. Leggere Carrère significa accettare di perdersi in un labirinto di riflessioni dove l'autobiografia si fa saggio e il reportage diventa letteratura pura.
In sintesi
- «Kolchoz» di Emmanuel Carrère esce il 5 maggio 2026 anticipato dall'incipit su «la Lettura».
- Il libro ruota attorno all'incontro tra Hélène Carrère d'Encausse e Vladimir Putin, con la frase chiave di Putin: «Ricordare è il mio mestiere».
- Il titolo deriva dal rito familiare del «kolchoz», che i fratelli Carrère ripeteranno nell'ultima notte di vita della madre.
- Carrère fonde autobiografia, reportage e indagine storica, confermandosi maestro della non-fiction.
- Il numero de «la Lettura» include anche contributi di Zadie Smith, Sandro Veronesi e un focus sulla Biennale di Venezia.


Serena Brancale tra i protagonisti del Concerto del Primo Maggio 2026 a Roma

Ranucci si scusa ma non ritratta: 'Non ho diffuso notizie false, stavo verificando'
