Marianna Madia lascia il Pd e approda a Italia Viva: 'Vado a costruire un centrosinistra più ampio'
L'ex ministra renziana, 46 anni, annuncia il passaggio come indipendente nel gruppo di Matteo Renzi, dopo mesi di distacco dalla segreteria Schlein sull'asse con il M5S e sulla politica estera.

ITALY —
I fatti
- Marianna Madia, 46 anni, lascia il Pd e passa come indipendente a Italia Viva.
- È stata ministra per la Semplificazione e la PA nei governi Renzi e Gentiloni (2014-2018).
- Deputata dal 2008, nel 2018 è stata portavoce del Pd.
- La decisione arriva dopo mesi di scollamento con la segreteria di Elly Schlein.
- Madia ha sottoscritto la risoluzione sull'Iran di Iv, Azione e +Europa a marzo.
- Ha partecipato alla Leopolda di Renzi e firmato la risoluzione di Iv, Azione e +Europa sull'Iran.
- Nel 2022 ha dichiarato redditi in calo rispetto al 2025 (dettaglio non specificato).
L'addio al Pd e l'approdo in Italia Viva
Marianna Madia ha ufficializzato il suo addio al Partito Democratico, dopo mesi di voci sempre più insistenti. La deputata ed ex ministra, 46 anni, approderà come indipendente nel gruppo parlamentare di Italia Viva, la formazione guidata da Matteo Renzi, che nel 2014 la scelse come ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione. La notizia, anticipata da fonti parlamentari, è stata confermata dalla stessa Madia in un'intervista a Repubblica. La decisione arriva dopo un progressivo allontanamento dalla linea della segretaria Elly Schlein, in particolare sulla contrarietà all'asse con il Movimento 5 Stelle, ritenuto incompatibile con la propria visione riformista. Negli ultimi mesi, Madia aveva partecipato alla Leopolda di Renzi e firmato la risoluzione di Italia Viva, Azione e +Europa sull'Iran, in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni. Un gesto che aveva già segnato una distanza netta dal Pd.
Le ragioni di una scelta: 'Voglio costruire un centrosinistra più ampio'
In un messaggio rivolto ai colleghi di partito, Madia ha spiegato di voler provare a costruire un pezzo di centrosinistra da 'un'altra prospettiva', confermando l'obiettivo di opporsi all'attuale governo di destra. 'Sto scommettendo, non alla cieca ma razionalmente, sull'allargamento e il rafforzamento del centrosinistra in un'area che sarà decisiva per la vittoria della coalizione progressista alle prossime politiche', ha dichiarato. L'ex ministra ha poi aggiunto: 'È stata la stessa segretaria Elly Schlein a dire per prima che il Pd da solo non è sufficiente: servono alleanze con tutte le forze, civiche, oltre che politiche, per offrire un progetto di alternativa alla destra. E allora io vado dove si determinerà lo scontro elettorale: non in Italia Viva, bensì in qualcosa di più grande e diverso, dove certo Matteo Renzi giocherà un ruolo importante, ma che sarà utile allo scopo solo se ci saranno anche altre e altri'. Alla domanda se intenda contribuire alla nascita della cosiddetta 'quarta gamba centrista', Madia ha risposto: 'Io non la chiamerei centrista. Ciò a cui io penso è un'area di riformismo radicale, in grado di entrare dentro i problemi reali delle persone e indicare delle soluzioni concrete'.
Il ruolo di Silvia Salis e il futuro del progetto riformista
Intervistata da Repubblica, Madia ha espresso apprezzamento sindaca di Genova, che gradirebbe vedere come leader della nuova area riformista. 'Che la sindaca di Genova sia molto capace non ci sono dubbi – ha detto – lo si vede anche da come sta già affrontando la sua esperienza amministrativa. Dopodiché non so se lei ne avrebbe voglia. E d'altra parte bisogna prima capire chi aderirà a questo progetto e per fare cosa'. Madia ha però una certezza: 'Le nostre idee, un'impostazione convintamente riformista, saranno decisive per rafforzare la proposta di governo del centrosinistra. Alla fine è l'unica cosa che conta davvero'. La deputata ha negato che la scelta sia stata dettata dalla paura di non essere ricandidata da Schlein: 'E quindi secondo lei per essere rieletta lascio il primo partito di opposizione per andare in una nuova formazione ancora tutta da fare? Credo che la risposta possa darsela da sola'.
Una carriera politica iniziata nel 2008 con Veltroni
Marianna Madia è nata a Roma il 5 settembre 1980. Dopo il diploma al liceo francese, si è laureata in Scienze politiche con una tesi in economia del lavoro. Ha collaborato con l'Arel, l'Agenzia di ricerche e legislazione fondata da Nino Andreatta e promossa da Enrico Letta, entrando poi a far parte del Comitato direttivo. La sua carriera politica è iniziata nel 2008, quando a 28 anni venne scelta come capolista del Pd nella circoscrizione Lazio 1 da Walter Veltroni. 'Io non sapevo che la mia straordinaria inesperienza fosse funzionale a questa occasione', disse ai giornalisti il giorno dopo l'annuncio. Confermata alla Camera nel 2013 dopo aver ottenuto circa 5.000 preferenze alle primarie del Pd, è diventata responsabile per il lavoro nella segreteria del partito a guida Matteo Renzi. Il 22 febbraio 2014 ha giurato come ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione nel primo governo Renzi, salendo al Quirinale col pancione. Dopo la caduta del governo, il 12 dicembre 2016 è stata confermata da Paolo Gentiloni. In quegli anni si è occupata di riformare la PA, con l'obiettivo di semplificare procedure, digitalizzare, riorganizzare le partecipate e modernizzare il pubblico impiego. Tra le misure più note, quelle legate alle procedure accelerate e alle sanzioni contro i 'furbetti del cartellino'.
Le distanze dal Pd su lavoro e politica estera
Dopo l'esperienza di governo, Madia ha continuato il suo impegno in Parlamento, ma è stata spesso al centro di polemiche con i colleghi del partito. Al congresso vinto da Elly Schlein, ha appoggiato Stefano Bonaccini, posizionandosi nell'area riformista e contestando in diverse occasioni le scelte del partito sui temi del lavoro. La distanza dal Pd si è consumata anche sul terreno della politica estera: a marzo, la deputata ha sottoscritto la risoluzione sull'Iran di Italia Viva, Azione e Più Europa, in contrasto con la linea del partito. Ultimamente si occupa molto di social e minori, portando avanti una battaglia trasversale affinché sia stabilita un'età minima per l'accesso alle piattaforme. La decisione di lasciare il Pd arriva dopo mesi di crescente distacco dalla segreteria Schlein, in particolare per la contrarietà all'asse con il M5S, ritenuto incompatibile con la propria visione riformista.
Le reazioni e le prospettive future
L'addio di Madia al Pd rappresenta un ulteriore segnale di frammentazione nel centrosinistra italiano, a pochi mesi dalle prossime elezioni politiche. La deputata, che ha dichiarato redditi in calo dal 2022 al 2025 (dettaglio non specificato), si unisce a Italia Viva come indipendente, portando con sé un'esperienza di governo e una rete di contatti nell'area riformista. Resta da vedere se il progetto di un'area riformista radicale, auspicato da Madia, riuscirà a coagulare consensi e a diventare un polo determinante per la coalizione progressista. La stessa Madia ha ammesso che il successo dipenderà da chi aderirà e con quali obiettivi, ma ha ribadito la sua convinzione che le idee riformiste saranno decisive. Nel frattempo, il Pd perde una delle sue figure storiche dell'area riformista, mentre Italia Viva guadagna un profilo di peso in vista della competizione elettorale.
In sintesi
- Marianna Madia lascia il Pd dopo mesi di divergenze con la segreteria Schlein, in particolare sull'asse con il M5S e sulla politica estera.
- Approda come indipendente nel gruppo di Italia Viva, guidato da Matteo Renzi, che la nominò ministra nel 2014.
- Madia punta a costruire un'area riformista radicale, non necessariamente centrista, con l'obiettivo di rafforzare il centrosinistra.
- Ha espresso apprezzamento per la sindaca di Genova Silvia Salis come possibile leader del nuovo progetto.
- La sua carriera politica è iniziata nel 2008 con Veltroni; è stata ministra della PA dal 2014 al 2018.
- La decisione arriva dopo la partecipazione alla Leopolda e la firma della risoluzione sull'Iran di Iv, Azione e +Europa.





Serena Brancale tra i protagonisti del Concerto del Primo Maggio 2026 a Roma

Ranucci si scusa ma non ritratta: 'Non ho diffuso notizie false, stavo verificando'

Amici 25: eliminati Gard e Riccardo nella settima puntata del Serale
