Paolo Pezzi lascia l'arcidiocesi di Mosca: il Papa accetta la rinuncia anticipata
A 65 anni, il presule italiano cede la guida della comunità cattolica russa; l'ausiliare Nikolai Dubinin nominato amministratore apostolico.

ITALY —
I fatti
- Papa Leone XIV ha accettato la rinuncia di monsignor Paolo Pezzi al governo pastorale dell'arcidiocesi metropolitana della Madre di Dio a Mosca.
- Monsignor Pezzi, nato l'8 agosto 1960, aveva 65 anni al momento della rinuncia, ben prima del limite canonico di 75.
- Era stato nominato arcivescovo da Papa Benedetto XVI il 21 settembre 2007, guidando la diocesi per quasi 18 anni.
- Al suo posto, il Papa ha nominato monsignor Nikolai Gennad'evič Dubinin, già vescovo ausiliare dal 2020, come amministratore apostolico sede vacante.
- L'arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca contava nel 2023 circa 70.180 fedeli su una popolazione di 58.060.000 abitanti.
- La rinuncia è considerata anticipata e anomala rispetto ai pattern episcopali, attribuita a usura personale in un contesto di speciale durezza.
- Dubinin, francescano conventuale di origine russa, rappresenta un profilo locale e di transizione, con minore esposizione internazionale.
Una rinuncia anticipata scuote la Chiesa cattolica in Russia
Papa Leone XIV ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi metropolitana della Madre di Dio a Mosca presentata da monsignor Paolo Pezzi, un gesto che segna una svolta in una delle sedi più delicate per la Chiesa cattolica. La decisione, comunicata dal Bollettino ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede, non è un semplice avvicendamento: a 65 anni, il prelato italiano si trovava ancora lontano dall'età canonica di rinuncia, fissata a 75 anni, rendendo la sua uscita anticipata e anomala rispetto ai consueti pattern di governo episcopale. Fonti vicine alla vicenda indicano che la mossa risponde principalmente a un'usura personale accumulata dopo anni in una destinazione di speciale durezza, senza indizi di misure disciplinari o conflitti aperti.
Il lungo mandato di Pezzi in un contesto eccezionale
Monsignor Pezzi era stato nominato arcivescovo metropolita della Madre di Dio a Mosca da Papa Benedetto XVI il 21 settembre 2007, accumulando quasi due decenni alla guida di una Chiesa minoritaria in un contesto particolarmente esigente. Membro dei Missionari di San Carlo Borromeo, il suo profilo combinava esperienza pastorale e capacità di interlocuzione in una situazione in cui la Chiesa cattolica manca di peso strutturale. Il cattolicesimo in Russia rappresenta una frazione minima della popolazione, con 70.180 fedeli su 58.060.000 abitanti nel 2023, e si appoggia su comunità di origine straniera — specialmente polacchi, ucraini e altri gruppi europei — oltre a conversioni puntuali.
Dubinin: un profilo locale per una transizione prudente
Contestualmente all'accettazione della rinuncia, il Pontefice ha nominato monsignor Nikolai Gennad'evič Dubinin amministratore apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della medesima arcidiocesi. Francescano conventuale e di origine russa, Dubinin era già vescovo ausiliare dell'arcidiocesi dal 2020 e rappresenta un profilo diverso dal suo predecessore: clero locale, inserimento diretto nel contesto e minore esposizione internazionale. La nomina non è definitiva: la figura dell'amministratore apostolico implica che Roma mantiene aperta la decisione sul futuro titolare, una soluzione tipica in scenari che richiedono tempo, osservazione e prudenza prima di una nomina stabile.
Le ragioni di una scelta anticipata: usura e contesto
Il diritto canonico contempla la possibilità di rinunce prima dell'età stabilita quando concorrono motivi sufficienti, ma nella pratica tali decisioni rimangono eccezionali e sono solitamente associate a situazioni personali o contesti particolarmente esigenti, come il caso russo. Secondo fonti consultate, l'uscita di Pezzi risponde principalmente a un'usura personale accumulata dopo anni in una destinazione di speciale durezza, senza indizi di misure disciplinari o conflitti aperti. La sua attività si è sviluppata sotto un equilibrio costante rispetto alla Chiesa ortodossa russa, chiaramente predominante, e in un quadro politico in cui la visibilità pubblica è condizionata, specialmente nel contesto della guerra in Ucraina.
Una Chiesa in equilibrio permanente tra sfide pastorali e geopolitiche
La Chiesa cattolica in Russia opera in condizioni singolari all'interno del mondo cattolico: dimensione ridotta, dipendenza storica dal clero straniero e limitata capacità istituzionale obbligano a una strategia costante di discrezione. Le dichiarazioni pubbliche dei suoi responsabili solitamente evitano posizionamenti politici espliciti. La possibile promozione di Dubinin o la designazione di un nuovo arcivescovo dipenderanno presumibilmente da fattori che trascendono lo strettamente pastorale, inclusi l'equilibrio con le autorità russe e la relazione con il Patriarcato ortodosso. Il governo episcopale in questo scenario richiede una gestione sostenuta delle tensioni, con scarso margine per iniziative espansive e una dipendenza notevole da fattori esterni.
Prospettive future: incertezza sulla nomina stabile
Con Dubinin come amministratore apostolico, la Santa Sede mantiene il controllo sulla decisione finale, in attesa di valutare il contesto e le possibili reazioni. La nomina di un vescovo locale potrebbe favorire una maggiore integrazione, ma anche sollevare questioni di equilibrio con le autorità russe. Al momento, non ci sono indicazioni sui tempi per una nomina definitiva, che potrebbe arrivare solo dopo un'attenta osservazione. La comunità cattolica di Mosca, seppur minoritaria, resta attiva nella vita ecclesiale, come dimostrato dalla continuità pastorale assicurata dalla nomina di Dubinin.
Un segnale di fatica istituzionale più che di crisi
La rinuncia di Pezzi, pur anticipata, non sembra legata a scandali o conflitti, ma piuttosto a un logoramento istituzionale in una sede particolarmente gravosa. Questo tipo di decisioni, sebbene eccezionali, rientrano nella prassi canonica per situazioni di usura. Il Vaticano ha scelto una soluzione prudente, nominando un amministratore apostolico che garantisce continuità senza chiudere le opzioni future. La vicenda evidenzia le difficoltà di governare una Chiesa minoritaria in un contesto geopolitico complesso, dove la discrezione è una necessità quotidiana.
In sintesi
- Papa Leone XIV ha accettato la rinuncia anticipata di monsignor Paolo Pezzi, 65 anni, alla guida dell'arcidiocesi di Mosca, una mossa attribuita a usura personale in un contesto difficile.
- Il successore provvisorio è monsignor Nikolai Dubinin, vescovo ausiliare di origine russa, nominato amministratore apostolico in attesa di una decisione stabile.
- La comunità cattolica in Russia è una minoranza: 70.180 fedeli su 58 milioni di abitanti, con una forte dipendenza da comunità straniere e conversioni.
- La rinuncia è anomala rispetto ai pattern episcopali, poiché avviene 10 anni prima del limite canonico di 75 anni.
- Il futuro della diocesi dipenderà da equilibri con le autorità russe e il Patriarcato ortodosso, oltre che da considerazioni pastorali.
- La nomina di Dubinin segna una transizione verso un clero locale, ma la Santa Sede mantiene aperta ogni opzione per la nomina definitiva.






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