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Ranucci ammette un eccesso ma difende il metodo: «Non ho dato una notizia non verificata»

Il conduttore di Report replica alle polemiche sul caso Nordio-Uruguay, annunciando che si difenderà a proprie spese da un'eventuale querela del ministro.

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Ranucci ammette un eccesso ma difende il metodo: «Non ho dato una notizia non verificata»
Il conduttore di Report replica alle polemiche sul caso Nordio-Uruguay, annunciando che si difenderà a proprie spese da Credit · Il Foglio

I fatti

  • Sigfrido Ranucci ha parlato di una fonte che avrebbe visto il ministro Carlo Nordio in Uruguay nel ranch di Giuseppe Cipriani.
  • Nordio ha smentito la ricostruzione in diretta a 'È sempre Cartabianca' e non esclude azioni legali.
  • Ranucci ha dichiarato di rinunciare alla tutela legale della Rai per non esporre l'azienda a rischi economici.
  • La Rai ha inviato a Ranucci una lettera di richiamo per le dichiarazioni rese su Rete4.
  • La presidente della Commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia ha definito il provvedimento 'molto grave'.
  • Ranucci ha affermato che dalla notizia in verifica sono emerse due conferme: Nordio era in Uruguay a marzo 2025 e conosce il padre di Cipriani.

Le scuse e la precisazione di Ranucci

Sigfrido Ranucci ha aperto la puntata di Report di domenica 3 maggio con un intervento chiarificatore. Dopo le polemiche scatenate dalle sue dichiarazioni a 'È sempre Cartabianca' sul ministro della Giustizia Carlo Nordio, il giornalista ha ammesso un eccesso nei toni ma ha difeso il suo metodo. «Mi cospargo il capo di cenere», ha detto, «ma non ho dato una notizia non verificata: ho detto che stavamo verificando una notizia, che è una cosa un po' diversa». Ranucci ha ripercorso la sua apparizione del 28 aprile su Rete4, quando aveva riferito di essere «sulle tracce di una testimonianza raccolta in queste ore, dove una fonte ci ha detto di aver visto Nordio nei primi giorni di marzo in Uruguay e di averlo visto nel locale di Cipriani». Il conduttore ha sottolineato di aver precisato che si trattava di una pista ancora da verificare, presa «con il beneficio dell'inventario». Il giornalista ha poi ricordato che Nordio aveva chiamato in diretta per smentire, ma ha aggiunto che dalla notizia in fase di verifica sono emerse due conferme: la presenza del ministro in Uruguay nei primi giorni di marzo 2025 e la sua conoscenza con Arrigo Cipriani, padre di Giuseppe. Nordio ha dichiarato di trovarsi in Uruguay per una missione istituzionale, accompagnato da Giusy Bartolozzi, allora capo di gabinetto.

La reazione del ministro e la minaccia di querela

Carlo Nordio ha reagito prontamente alle dichiarazioni di Ranucci, telefonando in trasmissione per smentire ogni contatto con Giuseppe Cipriani. «Non esiste al mondo – ha detto – ma figurarsi se sono andato nel ranch di Cipriani in Uruguay. I miei spostamenti sono tutti documentati, era una missione ufficiale di tre giorni in Argentina ed in Uruguay uno o due anni fa». Il ministro ha annunciato di valutare azioni legali, parlando di «degrado morale e mediatico». La replica di Nordio ha innescato un acceso dibattito mediatico, con il ministro che non ha escluso di portare la vicenda in tribunale. Ranucci, dal canto suo, ha dichiarato di non temere un confronto giudiziario: «Non ho timori di affrontare in giudizio il ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell'Albo dei giornalisti».

Ranucci rinuncia alla tutela legale della Rai

In un passaggio significativo della sua replica, Ranucci ha annunciato che affronterà personalmente un eventuale procedimento legale, rinunciando alla copertura della Rai. «Non voglio esporre l'azienda, che gestisce soldi pubblici, a rischi – ha spiegato –. Mi difenderò a mie spese». Una decisione che il giornalista ha motivato con la volontà di non gravare sulle finanze pubbliche. La Rai, secondo quanto appreso dall'ANSA, ha inviato a Ranucci una lettera di richiamo per le dichiarazioni rese su Rete4. L'azienda contesta al conduttore di aver diffuso una notizia non verificata, ritenendo che non siano stati rispettati i principi di correttezza del servizio pubblico. Nella lettera non si fa menzione della tutela legale, ma fonti interne suggeriscono che la Rai non intenderebbe fornirla in caso di querela, in contrasto con la prassi seguita per i servizi di Report.

Le critiche di Barbara Floridia e il clima politico

La presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, è intervenuta duramente sulla vicenda, definendo la lettera di richiamo «un atto molto grave». Floridia ha annunciato che chiederà all'azienda i dettagli del provvedimento, sottolineando la «valenza politica» della decisione. «Registro un eccesso di zelo e un'attenzione al limite dello spasmodico verso Ranucci e verso Report – ha dichiarato – un clima tossico incompatibile con il servizio pubblico». Floridia ha espresso particolare preoccupazione per il passaggio in cui la Rai avrebbe affermato di non offrire copertura legale in caso di querela. «Un messaggio che suona come una intimidazione – ha detto – tanto più se rivolta nei confronti di un giornalista sotto scorta e che ha subito uno degli attentati più gravi degli ultimi anni». Ranucci è infatti da tempo sottoposto a misure di protezione dopo aver ricevuto minacce.

La puntata di Report e il pubblico

La puntata di Report in cui Ranucci ha replicato alle polemiche ha registrato un ascolto di oltre 1,8 milioni di spettatori, secondo i dati Auditel. Un dato che testimonia l'interesse suscitato dalla vicenda, che intreccia temi di libertà di informazione, responsabilità giornalistica e rapporti tra politica e servizio pubblico. Ranucci ha aperto la trasmissione con una stoccata ai critici: «In questa settimana abbiamo assistito a una serie di lezioni di giornalismo che mi sono state fatte da alcuni colleghi, alcuni dei quali anche condannati per diffamazione». Un riferimento, tra gli altri, alla giornalista Claudia Conte, che dalle pagine de L'Opinione delle Libertà aveva criticato il conduttore.

Il futuro giudiziario e le implicazioni per il servizio pubblico

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra il governo e la Rai, con il servizio pubblico sotto pressione per la sua linea editoriale. La decisione di Ranucci di difendersi da solo potrebbe avere conseguenze sul piano legale e professionale, mentre la lettera di richiamo della Rai solleva interrogativi sul trattamento riservato ai giornalisti del servizio pubblico. Il ministro Nordio, intanto, non ha ancora formalizzato una querela, ma la sua minaccia resta sul tavolo. Ranucci, dal canto suo, ha ribadito il suo impegno per la libertà di informazione: «Ci sono cose che hanno un prezzo, altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell'umanità».

In sintesi

  • Ranucci ha ammesso un eccesso nei toni ma ha ribadito di aver parlato di una notizia in fase di verifica, non di una notizia confermata.
  • Il ministro Nordio ha smentito categoricamente di essere stato nel ranch di Cipriani e ha annunciato possibili azioni legali.
  • Ranucci ha rinunciato alla tutela legale della Rai per non esporre l'azienda a rischi economici.
  • La Rai ha inviato una lettera di richiamo a Ranucci, contestandogli di aver diffuso una notizia non verificata.
  • Barbara Floridia ha definito il provvedimento della Rai 'molto grave' e ha parlato di un clima tossico per il servizio pubblico.
  • La vicenda solleva questioni sulla libertà di informazione e sui rapporti tra governo e Rai.
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